JONNY
LOGAN
Jonny
Logan è un personaggio dei fumetti umoristici,
nato nel 1972 dalla fantasia di Romano Garofalo e dalla
matita di Leone Cimpellin.
Jonni
Logan è il protagonista di una scalcagnata banda
di cacciatori di taglie. Assieme al Professore, Ben Talpa,
Dan Muscolo, Mago Magoz, si dà da fare più
che altro per sbarcare il lunario in una gara per lesistenza
sempre abbastanza precaria. Questo schema ripetitivo è,
però, il pretesto per una satira di costume che,
a distanza di anni, è sempre di grande attualità.
Evidentemente le cose non sono poi cambiate di tanto...
Apparso agli inizi degli anni Settanta, ebbe immediatamente
grande riconoscimento di critica e di pubblico per due
caratteristiche di assoluta novità nel panorama
del fumetto italiano:
- L'ambientazione delle storie in Italia, in un un periodo
di grande esterofilia, in cui si pensava che i fumetti
per funzionare dovessero essere ambientati
negli Usa.
- La satira di costume rivolta a un pubblico di lettori
di 13, 14 anni: mai prima di Jonni Logan un fumetto rivolto
agli adolescenti aveva trattato temi difficili,
come Colpo di stato allitaliana, su
un pericolo non tanto immaginario nellItalia di
quei tempi; Favorevole o contrario, sul controverso
tema del divorzio; La Mafia non esiste, come
amenamente affermavano in tv anche politici di un certo
spessore; Tartassa agente delle tasse, su
un tema attualmente piuttosto dibattuto, e potremmo continuare
in queste citazioni perche Jonni Logan è stato,
per certi versi, più di un fumetto: di mese in
mese, di uscita in uscita, ha rappresentato uno spaccato
satirico e pungente dellItalia del tempo
e, più in generale, un affresco dei nostri vizi
e delle nostre virtù ( più gli uni che le
altre...).
Jonni Logan approdò anche in tv, nella fortunata
serie di RaiDue Supergulp.
di
Romano Garofalo
Alcune
trame, brevemente:
1) La Befana Meccanica- N° 7 Gennaio 1973
6 Gennaio, a casa dei CT arriva una befana meccanica.
Si, proprio cosi' , una befana fatta di viti e bulloni
ha sostituito la vecchia cara vecchietta di una volta.
I nostri amici escono di casa e si accorgono di essere
stati catapultati nel 2002, dove la scienza e la tecnica
hanno preso il sopravvento e ,in una societa' del genere,
non c'e piu' posto per affetti e sentimenti.
Gli uomini sono eliminati " per legge" dopo
i 40 anni perche' improduttivi, ed e' stata legalizzata
la caccia a poeti ,artisti e creativi in genere in quanto
sovversivi dell'ordine costituito.
Ma questa nuova organizzazione sociale avra' due fieri
e indomabili oppositori: la Befana e Babbo Natale , i
due simpatici vecchietti che,per necessita' di cose e
come segno dei tempi, sono diventati due fieri antagonisti
che si oppongono con ogni mezzo a una societa' disumanizzata
ed arida.
2) IL Ritorno del guerriero N 37 agosto 1975
Topolino , marine degli Stati Uniti, ritorna dal Vietnam:
schiere di patrioti americani vanno a festeggiarlo al
suo arrivo. Tutte le Tv sono pronte ad immortalare l'
evento del ritorno del reduce piu' popolare d' America,
ma ecco la grande delusione : Topolino, durante la sua
prigionia, e' stato indottrinato dai Vietcong: come prima
cosa prende a calci Pluto " perche' la sua canina
e servile fedelta' lo disgusta" , poi inizia la sua
fiera contestazione al sistema americano. Sconcerto di
chi vedeva in Topolino il simbolo dell'americano medio,
buono , operoso, patriota ed anticomunista : " Me
l'hanno rovinato quei comunistacci dei Wietcong, si dispera
Minny "...
3) La strana clinica del Dottor Squarta Squarta. N°
33 Marzo 1975
Un racconto sulla malasanita',o meglio sulla buonasanita'
per i paganti che gia' all'inizo della storia vengono
premurosamente ricoverati in stanze con aria condizionata,
musica stereofonica, vista collina ecc, mentre i mutuati
vengono avviati ad un nastro eliminatore che,letteralmente,
li manda " fuori dai piedi ".
Nella clinica del Dottor Squarta Squarta succede di tutto,scommesse
tra gli infermieri su chi tira le cuoia piu' celermente,
solerti impresari di pompe funebri che vanno a prendere
le misure al paziente quando e' ancora vivo, interventi
operatorii di bassa macelleria che terminano sempre con
l'arrivo di Don Trapassa, il prete che da' l'estrema unzione
a passo..di danza.
Le situazioni sono ovviamente estremizzate in chiave caricaturale,
ma la problematica del malfunzionamento sanitario e' un
problema che appare reale.
4) IL Pubblicitario : N° 46 - maggio 1975
Il racconto inizia con una breve cronistoria della pubblicita'
: dagli esordi , " il primo pubblicitario fu il serprente
che indusse Eva ad acquistare una mela ", fino ai
giorni nostri in cui un pubblicitario pazzo e speculatore
induce la gente ai " falsi bisogni", come l'acquisto
di un anello al naso ,di gran moda, o
un leone in carne ed ossa: da passeggio, da guardia ,
addirittura fermacarte .
La gente,infatti, appare il il necessario supporto del
pubblicitario , e' quasi il rovescio di una stessa medaglia,
in una folle corse al consumo delle cose piu' inutili,
in un gioco delle parti , quasi uno scambio di ruoli,
in cui non si capisce chi sia piu' insano di mente.
5) C'era una volta una scuola...: N° 32 - Febbraio
1975
Come dice il titolo , questo racconto fa una cronistoria
della scuola dalle origini ai giorni nostri, caratterizzata
dai problemi di sempre: da una parte l'atteggiamento sempre
un po' autoritario e conservatore dei professori e dall'altra
il tentativo degli alunni di ritagliarsi con l'ironia
e gli scherzi un po' goliardici uno spazio di liberta'.
Ma fino a quando non si arriva al fatidico 1968,
l'anno di rottura in cui gli studenti contestano l' autorita',
fanno manifestazione di piazza, si appropriano degli spazi
scolastici.
Insomma un grande vento di liberta' spira tra le aule
scolastiche e il ministero dell'istruzione si adegua e
prende atto dei problemi della scuola e della necessita'
di riforme.
Ma poi il 69 passa, si arriva agli anni 90 , i contestatori
di allora si sono integrati, ora hanno incarichi di prestigio,
posizioni di potere e non contestano ..se stessi .
Intanto il ministero della istruzione continua a prendere
atto dei problemi della scuola e della necessita' delle
riforme.
6) Colpo di stato all'italiana... : N° 2 agosto
1972
Gli anni 70 erano anni difficili, da piu' parti si vociferava
di veri o presunti colpi di stato che,poi , in una occasione
, si sono anche concretizzati in un maldestro e pasticciato
tentativo all'italiana, come Jonny Logan aveva profeticamente
intuito in questa storia in cui ritroviamo politici della
prima repubblica, vecchi arnesi del passato, nostalgici
un po' rincoglioniti , militari che amano giocare alla
guerra, tutti poi finiti nei patrii ...manicomi.
7) La Mafia non esiste... : N°9 marzo 1973
Sembra qualsi surreale ma nel 1973, quando questo numero
di Jonny Logan e' uscito non era infrequente vedere qualche
politico presentarsi in Tv ed affermare, candidamente,che
a lui non risultava esistere alcuna mafia e che era solo
un' invenzione dei giornali.
La storia parte ,pertanto ,da questo paradosso per arrivare,
dopo aver cercato di capire chi era Don Ciccio Bracalone
protagonista del racconto detto anche "pezzo da novanta"
non si sa per qual motivo, ad affermare in commissione
antimafia che "la mafia non esiste" e chi non
ci crede ..lupara lo colga, letteralmente perche' l'unico
non in linea con la versione ufficiale viene eliminato.
8) Tartassa agente delle tasse: N° 28 - Ottobre
1974
Gli Italiani, tornando dalle vacanze, si ritrovano improvvisamemte
tra i piedi, terrorizzati, Tartassa, l' agente delle tasse:
basterebbero queste parole per caratterizzare una storia
che, nell 'immaginario collettivo, evoca oscure ed ataviche
paure che hanno direttamente a che fare con quanto gli
italiani hanno di piu' caro, dopo la mamma s'intende:
il proprio portafoglio.
A loro scusante hanno certamente che Tartassa e' un sinisitro
personaggio, con dentini aguzzi, occhi iniettati di sangue
e
un' insana voglia di tassare , tassare , tassare...
Per di piu' sembra abbia una certa predilezione a tassare
i poveri piuttosto che i ricchi coi quali ha mano "
rispettosa e leggera", e quando tenta di tassare
i piu' abbienti , secondo l'ormai celebre motto che passera'
certamente dalla cronaca alla storia " anche i ricchi
piangano" , finisce...in manicomio.
IL
DITO NELLA PIADA
di Graziano Frediani
Fino
a sessanta, cinquanta, quaranta anni fa (ma il conto alla
rovescia potrebbe probabilmente continuare sino a oggi),
in Italia, tutto ciò che suonava americano
sembrava avere una marcia in più. Pur di fuggire
dalle piccole, deprimenti miserie quotidiane di casa nostra,
ogni mezzo era buono. In questo senso, il fumetto
unarte autenticamente popolare, evasiva
per definizione era insuperabile nelloffrire
sogni americani a buon mercato. E che gli
eroi messi in campo fossero nati (e vivessero) molto,
molto lontano da Sperlonga o da Cavarzere lo dimostravano,
in primo luogo, i loro nomi, esotici sì, ma spesso
ingenuamente semplificati trasformando, magari,
Sam in Sem, Jack in Gek, Jim in Gim per non renderli
ostici ai lettori meno colti. Il più usato, il
nome che suonava più americano di qualunque
altro, ovvero John, compariva sia tale e quale (pensate
a Forza John e John Arizona),
sia nella variante vezzeggiativa (ed ecco allora i vari
Johnny Manila, Johnny Beat, Johnny
il Capellone, Johnny Honda, Johnny
Karate, Johnny Nero, Johnny Spingarda),
sinché, a sparigliare le carte in tavola, a rompere
lincantesimo, non venne lui, il Johnny senza la
acca, il Johnny meno americano
di tutti
Jonny Logan.
Nonostante le apparenze, Jonny Logan è un personaggio
italiano, italianissimo, e la dimostrazione vivente che,
dietro i sogni da quattro soldi, dietro le velleità
da provinciali, dietro i mille, malinconici vorrei
ma non posso da cui sono cronicamente afflitti i
figli del Belpaese (inteso anche nel senso del formaggio),
non è sempre tutto oro quel che luccica. Perché
Jonny Logan non è il nome vero di un eroe a stelle
e strisce, ma lo pseudonimo sgrammaticato di uno come
noi: tale Giovanni Loganetti, un giovanotto di belle speranze,
che applica con ammirevole ostinazione la vecchia arte
nazionale di arrangiarsi. In una zona non certo
lussuosa, alla periferia di una grande città italiana,
vive ed opera la Banda dei C. T., si leggeva nel
breve testo che presentava ai lettori n. 1 della collana,
pubblicato dallEditrice Dardo nel luglio 1972.
Chi
sono i C.T.? Ma i cacciatori di taglie, perbacco! Uomini
duri e spietati che braccano tenacemente i banditi per
denaro, continuava, in tono un po più
epico, lanonimo estensore di quel manifesto programmatico.
Ma subito si correggeva, ridimensionando impietosamente
lidentikit dei sullodati C. T.: Se dobbiamo
essere sinceri, i nostri poi tanto duri non sono e nemmeno
molto spietati, e in quanto a denaro, non è che
ne vedano molto. Da questo punto in avanti, laffresco
si tingeva di una luce inequivocabile: A capo della
banda vi è il Professore, così
chiamato per una certa laurea in non sappiamo che cosa,
ottenuta in un luogo non ben definito, cioè a tutti
sconosciuto. Punta di diamante della ganga è Jonny
inventore di invenzioni che nessuno si sognerebbe mai
di inventare allinfuori di lui; danno poi lustro
al gruppo, Mago Magoz, illusionista e imbroglione a tempo
perso, Ben Talpa, il protestatario (si dice
che ancora sia da nascere qualcosa che gli vada giusta)
ed infine Dan Muscolo, dalla intelligenza non certo tra
le più pronte, ma dal cazzotto facile. Inutile
specificare che anche Ben Talpa e Dan Muscolo non sono
quel che sembrano, perché i nomi con cui risultano
registrati allanagrafe sono rispettivamente Benito
Talponi e Danilo Muscolotti
Nellinsieme, un
quartetto di simpatici cialtroni, insomma.
Come lascia intendere quella significativa acca
in meno, nel mondo di Jonny Logan cè dovunque
qualcosa che non quadra. I muri sono sbrecciati, le strade
dissestate, le tubature gocciolanti, gli abiti rattoppati,
i calzini puzzolenti, le scarpe sfondate, le ascelle sudate,
le bocche sdentate, le bellezze sfiorite, le pance vuote
(o troppo piene). E le legittime aspirazioni dei poveri
diavoli sbattono continuamente il muso contro la coriacea
corazza della moderna società dei consumi, dove
lipocrisia, legoismo, la corruzione, le pastette
e gli inciuci la fanno da padroni assoluti. Qui, tutto
è in bilico, niente è in ordine, nessun
miraggio mantiene le sue promesse. E lunico modo
per sopravvivere senza venire annientati è sfoderare
larma del ridicolo, dellironia, della battuta
demistificante
Nellestate
del 1972, quando esordisce in edicola il primo numero
di Jonny Logan, lItalia è immersa
sino al collo negli Anni di Piombo: gruppi eversivi rossi
e neri, bombaroli pilotati dai Servizi Segreti, sequestratori
più o meno anonimi, mafiosi collusi con il potere
democristiano rendono latmosfera caotica e inquietante,
offrendo però molti pretesti succosi a che voglia
esercitare il suo senso critico ed esprimere la sua indignazione
anche soltanto (si fa per dire) in un albo a fumetti.
Jonny Logan vede la luce così, frutto
dellincontro fra due talenti dei comics made in
Italy (un disegnatore già noto e apprezzato, rovigotto
di nascita ma milanese dadozione, Leone Cimpellin,
e un promettente sceneggiatore riminese al suo battesimo
del fuoco, Romano Garofalo), accomunati dallamore
per un umorismo dolce-amaro, condito da un pizzico di
sana follia.
Cimpellin, che si firma Ghilbert, affila la sua matita,
rendendola più corrosiva di quanto non fosse quando,
sulle pagine del Corriere dei Piccoli, illustrava
le allegre peripezie dellincompreso soldatino Gibernetta,
dellirascibile centurione Tribunzio, del candido
moschettiere Gelsomino, del giornalista pasticcione Gigi
Bizz, o dei futuristici amici Gianni e Rob-8. E Garofalo
elabora storie via via più vivaci, acute, demenziali,
dividendosi fra Milano e la nativa, amatissima Rimini,
dove torna spesso e volentieri a ricaricarsi le batterie,
in mezzo a quel mare di piade, pinete e pedalò,
perché, sono parole sue, un fumetto non può
estrinsecarsi dallambiente in cui nasce, non può
tagliare il cordone ombelicale con la sua terra, con la
sua gente, con le sue vicende. E da quel mondo apparentemente
piccolo, che però si rivela un osservatorio perfetto
del grande mondo circostante, rielabora in chiave
satirica, sino ai limiti del paradosso tanto episodi
minimi di vita quotidiana, quanto eventi importanti sbattuti
in prima pagina dai giornali.
Visto
con il senno di poi, come ricorda lo stesso Cimpellin
nel volume a cura di Davide Barzi, pubblicato da Edizioni
If nel 2002, che ricostruisce la sua lunga carriera, spogliato
dalle maschere delle ambientazioni statunitensi di altre
serie, Jonny Logan andava a rompere le scatole su usi
e costumi tipicamente italiani, e lo faceva senza metafore,
con fendenti precisi. In un racconto, Garofalo fece addirittura
rapire il Papa!. Ma nelle vicende di questi volenterosi
ma cialtroneschi Cacciatori di Taglie cè
anche molto di più, e potrete facilmente scoprirlo
da soli, leggendo (o rileggendo) i primi due episodi della
serie, riproposti in questo volume. Due commedie in miniatura,
scritte e disegnate più di trentanni fa (anche
se non sembra) con la provocatoria intenzione di usare
il fumetto sia per divertire e divertirsi, sia per puntare
il dito contro malesseri e malcostumi diffusi, di fronte
ai quali lo disse, a suo tempo, il critico Carlo
Brusati Jonny Logan si erge come un antidoto,
nel senso che è un eroe antieroe. Oppone alla violenza,
al crimine legalizzato, ai soprusi, agli eccessi, alla
mafia, la sua furbizia latina, la sua abilità nel
sapersi trarre dimpaccio con il minimo sforzo, il
suo buon senso, il suo dinamismo di povero essere alle
prese con gli stimoli della fame. Un problema che
tutti i Johnny (con la acca) precedenti non
avevano, di certo, mai dovuto affrontare.
Tutti
i nomi, immagini e marchi registrati sono copyright ©
Romano Garofalo e vengono qui utilizzati esclusivamente
a scopi conoscitivi e divulgativi.
<<
Precedente