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Un cattivo in comune tra padre e figlio

Qualche curiosità sulle voci italiane delle ultime versioni televisive di Lex Luthor

di Marco Bonardelli 01/05/06

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Nello scorso articolo ci siamo soffermati su come la rappresentazione degli eroi del fumetto nei cartoni animati fosse indietro rispetto agli albi originali. Ed è stato sottolineato come il comic book indirizzasse le proprie storie verso umori e tematiche decisamente adulte e il piccolo schermo fosse ancora legato a personaggi e atmosfere che per gli appassionati erano già storia antica.
Uno degli esempi più vistosi di questo cambiamento potrebbe essere considerato Lex Luthor, la storica nemesi di Superman. Nelle storie realizzate da Siegel e Shuster a partire dal 1941, il supercriminale era rappresentato come il tipico scienziato pazzo alla conquista del mondo. Nell'86 John Byrne rilesse il mito dell'Uomo d'Acciaio con la miniserie "Man Of Steel" e ricreò Luthor in una nuova veste di miliardario senza scrupoli, o meglio "white collar criminal", furfante dell'alta società. Ma mentre il fumetto scopriva un Lex inedito, la cui infanzia era stata segnata dal padre Jules (figura solo accennata in passato negli albi di Superboy), il cinema era ancora legato al giullaresco scienziato della saga cinematografica interpretato da Gene Hackman, con la voce italiana di Sergio Fiorentini. La tv avrebbe fatto altrettanto con il Luthor di "Lois & Clark - Le nuove avventure di Superman " interpretato da John Shea e doppiato in italiano da Elio Marconato e Oreste Rizzini.
Tutto questo fino al 1996, quando Alan Burnett e Paul Dini (già autori dei cartoni di Batman), non ripescarono la versione del supercriminale creata da Byrne dieci anni prima per l'episodio pilota de "Le avventure di Superman" e crearono le premesse per il personaggio del giovane Luthor rappresentato da Alfred Gough e Miles Millar in "Smallville".

Il caso volle che a prestare voce in italiano a queste nuove versioni del celeberrimo villain fossero un padre e un figlio, ossia Ennio ed Emiliano Coltorti, doppiatori e attori teatrali di rilievo nelle rispettive generazioni, scelti da due direttori di doppiaggio diversi.

Nato a Roma nel 1952, Ennio Coltorti ha iniziato a recitare a teatro nel 1981. La sua vita artistica sul palcoscenico l'ha visto lavorare al fianco di nomi del calibro di Giorgio Albertazzi, Sergio Rubini, Renzo Montagnani, Ennio Fantastichini, Gigi Proietti, Sergio Castelletto e Margaret Mazzantini. Il doppiaggio gli apre le porte alla fine del decennio, regalandogli una carriera che lo vede prestar voce a interpreti del cinema d'autore e star hollywoodiane amate anche dai cinefili più intransigenti. Tra questi ricordiamo Harvey Keitel, Alfred Molina, Willem Dafoe, Christopher Walken, Billy Bob Thornton, Ben Kingsley e Dennis Hopper. Inoltre, l'attore è noto come doppiatore di Hugo Weaving nella trilogia di "Matrix" e ha partecipato, nelle vesti di attore, al film "Hannibal" di Ridley Scott con Anthony Hopkins, Julianne Moore e Giancarlo Giannini.

Emiliano Coltorti ha seguito le orme del padre e ha lavorato assieme a lui in teatro diverse volte. Il giovane, classe 1974, è noto al pubblico, oltre che per Michael Rosenbaum-Luthor, anche per aver dato voce a Benjamin MacKenzie-Ryan Atwood nella serie "The OC". Come il padre, al cinema ha doppiato interpreti di film d'autore: Atta Yakub in "Un bacio appassionato" di Ken Loach; Yehuda Levi in "Yossi & Jagger"; Benoît Magimel ne "La pianista". Inoltre si è cimentato come doppiatore di attori del mainstream hollywoodiano del calibro di Jonathan Rhys Meyers in "Sognando Beckham" e l'imminente "Mission: Impossible III". Tra i lavori più riusciti del giovane Emiliano si possono annoverare i doppiaggi di Giovanni Ribisi in "Lost in translation", Martin Handerson in "Windtalkers" e "The Ring"; Chris Arkin nei primi tre film della saga di "Harry Potter". Successivamente lo ritroviamo come voce di Gael Garcia Bernàl ne "Il crimine di Padre Amaro" e "La mala educaciòn", per il quale è stato scelto dallo stesso Pedro Almodovàr. Nelle vesti di attore ha partecipato ai film "Un viaggio chiamato amore" e "Ovunque sei" di Michele Placido; "Twisted - Ascolta la canzone del vento" di Matteo Petrucci (con i doppiatori Valentina Mari, Alessandro Quarta e Angelo Maggi) e "La casa dei gerani" di Lina Wertumuller, con F.Murray Abrham doppiato dal padre.

Ennio ed Emiliano Coltorti torneranno a lavorare assieme nel terzo film della saga cinematografica degli X-Men (in uscita il 26 maggio), dove prestano voce rispettivamente a Patrick Stewart-Xavier e Aaron Standford-Pyro.

Composizione illustrativa a cura di Marco Bonardelli

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Gli articoli sul doppiaggio - http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:WikiProject/Cultura/Arte/Cinema/Doppiaggio

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