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Gli
ultimi sedici anni pare abbiano portato notevoli cambiamenti nel rapporto tra
animazione ed eroi del fumetto (e forse nel cartone in generale) e ciò
è testimoniato dall'episodio "Masks" della serie "Teen Titans".
Per chi ancora non lo sapesse i Teen Titans, creati negli anni '60 dalla DC Comics,
sono un gruppo di giovani supereroi capitanati da Robin, la storica spalla di
Batman. Ne fanno parte il mutante Beasty Boy (Bibi nell'edizione italiana), il
robot Cyborg - per metà umano - e due ragazze aliene dai caratteri opposti:
l'introversa Raven (Corvina) da Azrat e l'espansiva Firestar (Stella Rubia) da
Tamaran. "Masks" si apre con un combattimento tra i giovani eroi
e gli androidi al servizio della misteriosa nemesi Slado, per impedire loro di
rubare dei dischetti contenenti informazioni di fondamentale importanza. Fin qui
nulla di nuovo; tuttavia ad un certo punto Robin smaschera uno degli androidi
e vi trova uno schermo dal quale compare il supercriminale Slado che gli rivolge
un videomessaggio:"credo che le tue qualità stiano migliorando".
Da quel momento il giovane eroe diventa talmente ossessionato dalla voglia di
fermarlo, da arrivare a trattare col nemico nei panni di Rosso X, tradendo i suoi
amici. Questa ossessione toccherà l'apice nella saga in due parti
"The Apprentice", dove Slado fa entrare nel corpo dei Titans delle sonde
elettromagnetiche ottenendo l'obbedienza di Robin col seguente ricatto: se egli
non lo aiuterà nelle sue azioni criminose, i suoi amici moriranno.
Il
nuovo approccio dell'animazione nei confronti della materia supereroi rappresenta
non solo un'evoluzione del rapporto tra le due forme d'arte, ma un nuovo modo
di intendere il cartone per adulti, senza concepirlo esclusivamente come un insieme
di situazioni orientate verso il "politicamente scorretto". Per capire
questo cambiamento e tentare di tracciarne una storia è necessario fare
un parallelismo con quanto accaduto nei fumetti qualche decade prima, partendo
dalle informazioni e annotazioni presenti nella raccolta di saggi "Il crepuscolo
degli eroi" a cura dell'esperto Daniele Brolli. La spinta verso contenuti
più adulti, in un'arte indirizzata ad un audience infantile o pre-adolescente,
comincia in piena epoca di contestazione, quando nel 1967 Robert Crumb crea la
rivista "Zap" e inaugura il comic book underground. Il nuovo genere
è caratterizzato da storie a quadretti con una massiccia dose di sesso,
violenza e politica. Questi albi rispecchiavano i cambiamenti della società
americana del tempo e rappresentavano il rifiuto dei valori della classe media
da parte degli stessi giovani che ne facevano parte. Gli autori del comic book
alternativo di lì a poco avrebbero fatto scuola anche in Europa e portato
gli eroi Marvel e DC a un vero e proprio declino commerciale. Per
ironia della sorte, un vero copia/incolla delle efferatezze del fumetto di allora
dalla carta stampata al cartone, avviene con l'adattamento cinematografico di
Fritz il Gatto realizzato da Ralph Bakshi (e rinnegato dallo stesso Crumb), che
trasporterà tale tendenza nell'animazione creando terreno favorevole per
la realizzazione de "I Simpson" di Matt Groening, due decadi dopo.
Come scrive Daniele Barbieri nel saggio "Uccidere gli eroi - Le nuove tendenze
del fumetto americano", i supereroi tornarono in auge negli anni '80 grazie
a un processo di autocritica che tradusse in termini locali la lezione europea.
Un cambiamento, questo, che prende il via dalla presa di coscienza di autori statunitensi
come Frank Miller ("Batman Anno Uno" e "Il ritorno del cavaliere
oscuro") e viene completato da inglesi come Alan Moore, curatore degli albi
"V for Vendetta" e "Watchmen", quest'ultimo manifesto della
nuova tendenza che caratterizzerà il fumetto negli anni a venire. Le
novità sopra descritte non toccano però le corrispondenti versioni
televisive dei personaggi simbolo del comic book statunitense. Con l'ingenuità
e la demenzialità di situazioni e personaggi, lo show "I Superamici"
(Hanna-Barbera, 1975-81, incentrato sulle avventure della Justice League) era
diventato quasi un modello per gli storici rivali della Marvel. Serie come "L'Incredibile
Hulk", "Capitan America", "Thor" e i due show televisivi
dedicati all'Uomo Ragno ("L'Uomo Ragno" e "L'Uomo Ragno e i suoi
fantastici amici", graficamente affini allo stile di John Romita sr.) sacrificano
parecchio della complessità dei supereroi con superproblemi di Stan Lee
e soci. I due lavori dedicati all'Arrampicamuri, ad esempio, raccontano poco
o nulla della vita privata di Peter Parker, puntando eccessivamente sull'elemento
"avventura", con il consueto scontro buono-cattivo, e senza riportare
in auge gli eventi tragici che ne hanno segnato la storia come, ad esempio, la
morte di Gwen Stacy per mano del Goblin rappresentata da Romita su "Amazing-SpiderMan"
#122. Se
negli anni '70 le novità del fumetto venivano dagli allievi europei di
Crumb, l'animazione degli anni '80 vide il boom degli anime giapponesi.
E agli autori nipponici non mancava certo quella voglia di realizzare prodotti
d'animazione per adolescenti e adulti, talmente demonizzata nel nostro paese da
portare a censure di notevole spessore e impatto. "Patlabor" e "City
Hunter", infatti, non risparmiavano situazioni realistiche, né accelerazioni
di situazioni e dialoghi. Il film "Akiva" rappresentava gli orrori di
una Tokyo post-atomica; "Lady Oscar" e "Kiss me, Licia" (rimontato
in Italia come una soap animata), invece, non esitavano a rendere esplicita la
tematica sessuale. Per non parlare poi delle avventure di Lupin III, nipote del
celeberrimo ladro gentiluomo protagonista dei romanzi di Maurice Leblanc.
Ma forse ai cartoonists americani non si può chiedere di usare autocritica
come ai colleghi fumettisti, ma almeno una presa di coscienza che alle porte del
nuovo decennio dovrebbe cambiare qualcosa. Una
voglia di rompere col passato arriva dalla stessa Marvel Productions quando nel
1986 realizza "I Difensori della Terra" con la King Feature Sindacate.
La serie vede protagonisti gli eroi della Star Comics (Mandrake & Lotar, Flash
Gordon e Phantom) uniti ai rispettivi figli e all'orfano Kshi nella lotta contro
il perfido Ming. Niente finezze psicologiche particolari, ma personaggi più
umani del solito, che nel loro ruolo di paladini della giustizia si trovano in
situazioni tutt'altro che stereotipate. Come, ad esempio, la scena in cui Rick
Gordon entra con gli altri pargoli degli eroi protagonisti nella memoria del computer
parlante Daitarn X, cadendo vittima di un illusione di Ming, il quale gli fa credere
di essere in presenza della madre defunta, la cui memoria è conservata
all'interno del sistema. Il cambiamento sopra descritto è solo l'inizio
di una rivoluzione ben più ampia che toccherà il proprio apice con
la serie animata di Batman realizzata nel 1992 dalla Warner Bros. "Batman
- The Animated Series" porta in tv il ritratto del Cavaliere Oscuro di Finger
e Kane che Tim Burton aveva tracciato con i suoi film. Il
Batman di Paul Dini e Bruce Timm è infatti un crociato mascherato che si
muove in una città allo sfascio (resa cupa dagli sfondi di Eric Radomski)
regnata da malavitosi e supercriminali folli, persone che, come lui, hanno una
doppia vita, ciascuna caratterizzata da un dramma personale (non vengono risparmiate
a tal proposito situazioni radicali). Ma il protagonista è soprattutto
un uomo segnato dall'uccisione dei genitori, la cui testardaggine non gli nega
contrasti con le persone che lottano per la sua stessa causa, come il pupillo
Dick Grayson-Robin. Siamo lontani anni luce sia dal Batman camp dei telefilm della
ABC con Adam West e Burt Ward, sia dal suo corrispondente de "I Superamici".
Quando la Marvel realizza lo show a cartoni animati sugli X-Men sembra aver
appreso la lezione di Dini e Timm e tradottala per i propri eroi. Saranno però
solo i mutanti di Lee e Kirby ad essere realmente influenzati da questa tendenza.
Dalla serie dell'Uomo Ragno in poi gli autori, pur modernizzando le situazioni,
rimarranno comunque legati ad una certa prudenza nei confronti del pubblico, e
in nome di essa sacrificheranno o banalizzeranno eventi importanti dei loro personaggi.
Anche per questo i veri eredi di questa evoluzione dell'animazione per adulti
possono essere considerati la serie dedicata a Spawn (HBO, 1997-1999) e
un format nato direttamente per la televisione e apparso sulle tavole dei fumetti
solo nel 2005: "Gargoyles - Il risveglio degli eroi".
Creata da Eric Luke
e Michael Reaves per la Buena Vista, la serie narrava di un gruppo di creature
che, statue di giorno, la notte difendevano un castello della Scozia del 994.
Il capo è Golia, leader leale e severo. Una notte l'unico umano di
cui si fidavano tradì loro e gli abitanti della fortezza, consegnandoli
al nemico e facendo morire gli altri gargoyle prima che il tramonto li risvegliasse.
Mille
anni dopo, l'incantesimo, che sarebbe stato rotto solo se l'edificio fosse salito
sopra le nuvole, viene spezzato dal miliardario newyorkese David Xanatos. E così
gli eroi vengono risvegliati. Quando sembra che tutto vada per il meglio, Xanatos
li tradisce e altrettanto fa la loro simile Demona, unica sopravvissuta all'attacco
di secoli prima e determinata a sterminare la razza umana. La sola umana di cui
i gargoyle potranno fidarsi è l'agente di polizia Elisa Maza, che Golia
ha salvato da una banda di malviventi. Da quel momento in poi le vicende di questi
personaggi saranno caratterizzate non solo da lotte con criminali tutt'altro che
macchiettistici, ma anche da pagine caratterizzate da una drammaticità
fino a quel momento vista solo negli albi a fumetti sopra citati. Con l'avvento
della maturità dell'animazione statunitense è necessario porsi il
problema della censura che ha già toccato gli anime giapponesi. E non si
tratta soltanto di ipotesi sui fatti, ma di un timore che ha la sua ragion d'essere
nel recente trattamento inflitto al Batman animato di Paul Dini e Bruce Timm.
Nel 2002 la Warner propone in tv "Batman of the future - Il ritorno del Joker",
sequel dell'omonima serie animata, dove un anziano Bruce Wayne cede i panni del
Cavaliere Oscuro al giovane Terry McGinnis. Nella storia, scritta da Paul
Dini, il Joker torna misteriosamente in vita e fa rubare ai suoi seguaci (i Jokerz,
teppisti che compiono atti criminosi idolatrando il supercriminale) apparecchiature
tecnologiche per organizzare un piano finalizzato a distruggere Gotham City.
Il film può essere considerato l'apice della nuova linea inaugurata anni
prima con "Batman - The Animated Series", in quanto, più che
in passato, rappresenta contenuti e situazioni più adatti ad un pubblico
adulto. La soluzione finale che spiega la longevità dello storico antagonista
ne è l'esempio più chiaro. Proprio per questo motivo la Warner ha
realizzato una versione "cut" per il passaggio televisivo e l'home video,
pubblicando quella integrale in dvd, e riscrivendo molte scene che hanno finito
per banalizzare il racconto stesso. Non
è andata meglio per "Batman - Il mistero di Batwoman" quando
è arrivato nel nostro paese. L'edizione italiana del film presenta dei
cambiamenti piuttosto vistosi nei dialoghi che in alcune scene ammorbidiscono
le espressioni più forti. I più rappresentativi sono i seguenti:
- "Even
Selina Kyle has more reguard for human life" (persino Selina Kyle ha più
rispetto per la vita umana) diventa semplicemente "Selina Kyle ha più
rispetto per la vita umana" ; - "vigilance running amock"
(vigilante pazza sanguinaria) viene tradotto con "sceriffo in gonnella";
- l'espressione "plasma rittle" (mitra al plasma) viene eliminata
dalle battute di Batman ; - l'aggettivo "kasniani" pronunciato
dal Pinguino,che farebbe presupporre trattative con i terroristi dello stato immaginario
dei Balcani (presente nel DC Animated Universe), viene addolcito con "committenti".
- "We're getting dangerously close to a conversation" (siamo pericolosamente
sul punto di avere una conversazione), rivolto a Carlton Duquesne dalla figlia
Kathy, diventa "continua pure la tua conversazione". Episodi
di questo tipo richiamano alla memoria ciò che avvenne riguardo al comic
book americano ai tempi del Comic Code e in alcuni casi di censura interna. E'
importante che ciò non accada anche nell'animazione e quindi sarebbe necessario
prendere dei provvedimenti prima che sia troppo tardi.
Altri link di Marco
Bonardelli
Il
Blog di Marco Bonardelli - http://dubbing.splinder.com
Gli
articoli sul doppiaggio - http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:WikiProject/Cultura/Arte/Cinema/Doppiaggio Gli
articoli per Batman Community - http://club.giovani.it/batman
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