|
Emily
è una presenza solida, indispensabile nella vita e nella sfera affettiva delle
nostra amica. Durante le indagini la Kendall si avvale della collaborazione dell'investigatore
privato Leo Baxter (titolare della Baxter Investigation); pur essendo di temperamento
abbastanza quieto, su di lui si concentrano le scene d'azione e di violenza. Lo
stesso ha un fare ironico e anticonformista, nonostante ciò è un professionista
attento e preparato: al passo con la perspicacia e il metodo della criminologa,
con lei in perfetta sintonia professionale. Anch'egli single, ha un debole per
le donne (specie se di colore), da cui è ampiamente ricambiato. Leo e Julia
sono uniti da una fraterna e duratura amicizia, oltre che da un rapporto di fiducia
e stima reciproche. Fra incarichi pubblici e privati di cui si occupa la criminologa,
alcuni le sono affidati dal procuratore capo della contea, Micheal Robson, un
cinquantenne dai modi garbati e particolarmente dotato della capacità di mettere
insieme gli elementi di un delitto, così da comprenderne la logica interna. Inoltre
ha le mani in pasta alla politica, motivo per cui non gode delle simpatie del
tenente Webb. Alan Webb è un altro riferimento decisivo nella vita professionale
di Julia; caratterialmente è un uomo un po' aspro e impaziente,
si occupa delle inchieste in modo sbrigativo (come del resto nelle relazioni interpersonali
specie quando si tratta dell'affascinante investigatrice… ;-) . A causa di una
diversa impostazione sul campo, i due sono spesso e volentieri impegnati in animate
discussioni, a cui assiste divertito il bonaccione Irvin Ben (detto anche 'Big'
Ben, per la sua ingente mole: segno evidente che sua moglie Rose è proprio una
cuoca con i fiocchi!); quest'ultimo è l'aiutante, più che affidabile e competente,
del tenente. Mentre il distretto centrale della polizia è diretto da Clyde Carter,
uomo di colore sui sessanta, che spicca per la sua personalità composta e decisa.
Il dottor Trait è colui che si occupa dell'autopsia dei cadaveri: i suoi referti
sono precisi e infallibili. Ma come non spendere qualche riga sulla Morgan 4/4
bianca capottabile del '67 di Julia? Avuta come pagamento
per un lavoro svolto, causa alla giovane una moltitudine di problemi, ragion per
cui vorrebbe sostituirla con una macchina meno impegnativa. Solo che il suo meccanico
di fiducia Nik, al quale è stato affidato l'incarico, rimanda deliberatamente
la commissione: sua opinione è che Julia debba soltanto
imparare ad amare questo splendido gioiello. Nel frattempo si prende cura lui
della Morgan, secondo il culto del collezionista d'auto). Fra i tanti episodi
ricordiamo i quattro albi dedicati alla serial- killer Myrna Harrod, che dopo
un terribile susseguirsi di delitti, sarà messa allo scoperto. Ma non finirà così,
dato che l'assassina riuscirà a scappare a causa di un intervento frettoloso della
polizia: la ritroveremo negli episodi successivo, più crudele che mai, e questa
volta intenzionata ad uccidere Julia, per la quale prova impulsi di tipo contrastante.
Un'appunto importante da fare è l'apprezzabile capacità mediante cui Berardi,
mette a fuoco i gravi conflitti patologici della serial- killer, nonché la sua
omosessualità, senza banalizzarli. Julia infatti scoprirà che tali conflitti scaturiscono
dall'infelice rapporto con la figura materna, alla quale Myrna non è riuscita
a perdonare di averla abbandonata per un uomo, quando lei era ancora una bambina.
Con la conseguenza che questo trauma è degenerato in una forma di attrazione sessuale
frammista ad un sentimento d'odio verso le donne e quindi, nelle diverse circostanze,
ad atti di violenza omicida. Fra gli Albi più riusciti ricordiamo ancora il N°
44, "Lo specchio dell'anima", che ruota intorno alla ricostruzione da parte di
Julia della morte di una giovane musicista di successo, Elisa Perht. Anche in
queste pagine l'autore - non senza l'aiuto del abile disegnatore Claudio Piccoli,
che ha saputo imprimere la giusta espressività ai volti e soprattutto agli sguardi
- è riuscito attraverso le idagini di Julia a introdurre il lettore, in
modo inequivocabile alla comprensione della giovane donna e della sua intimità:
fragile intreccio di paure e angosce, amore assoluto per la musica, sogni, contraddizioni,
fragilità e solitudine. Inoltre non va trascurata la descrizione del padre Graham
Perht della vittima, un uomo freddo ed esigente, incapace di dare affetto alla
figlia. Soltanto ripercorrendo le tappe della vita della giovane, Julia farà luce
sugli eventi, ricongiungendo i frammenti di quel fragile specchio che è stata
Elisa. Questo
mese (Aprile 2004) è in edicola il N° 67, "La chiamavano Betsy Blue": è la storia
di una graziosa quindicenne, Elisabeth Frost, eccellente nelle attività scolastiche
e sportive, che viene miseramente uccisa. Le indagini relative al caso porteranno
in luce una serie di misfatti, tali da smentire il prestigio e il buon nome della
scuola; uno di questi è l'uso illecito di fotografie scattate di nascosto negli
spogliatoi delle ragazze. La narrazione si muove in modo tale da far cadere i
sospetti su più indiziati, solo alla fine scopriremo il colpevole: quello apparentemente
più innocuo e impensato… Recensione
di Helga Corpino 2 <<
precedente Sito
Ufficiale: www.sergiobonellieditore.com
Il personaggio
di Julia, i nomi, le immagini e i marchi registrati sono copyright © Sergio Bonelli
Editore 1998 - Giancarlo Berardi e vengono qui utilizzati esclusivamente a scopi
conoscitivi e divulgativi. |