GLI
ARISTOGATTI Il
film di animazione Gli Aristogatti (titolo originale The
Aristocats) esce nelle sale cinematografiche nel 1970 ed è il primo
girato in assenza di Walt Disney. La regia è di Wolfgang Reitherman e s'ispira
al racconto di Tom McGowan e Tom Rowe.
La
storia degli Aristogatti è ambientata nella Parigi del 1910 e ha per protagonisti
la gatta Duchessa e i gattini Minù, Bizet e Matisse che vivono coccolati
e viziati dall'anziana signora Madame. La signora e i suoi gatti, adorano girare
per le strade di Parigi, sul calesse guidato dal maggiordomo Edgard e trainato
dalla cavalla Frou Frou. Duchessa è una gatta molto elegante e raffinata,
che tiene molto all'educazione dei suoi gattini ed è sempre pronta a ricordarli
le buone maniere. Madame è in attesa dell'avvocato George Hautecourt, uno
strampalato e arzillo ultra novantenne, che quando arriva manda in affanno il
povero Edgard, nel cercare di accompagnarlo dalla signora. George Hautecourt è
un caro amico di Madame Adelaide Bonfamille, dai tempi in cui la signora riscuoteva
successo come cantante della Carmen all'Opéra National de Paris. Madame
l'ha chiamato perché vuole fare testamento e non avendo parenti in vita,
decide di dare tutti i suoi averi ai suoi gatti. In
seguito dopo la loro morte, i beni passeranno al maggiordomo Edgard. Questi tramite
una tubatura collegata alla sua camera, ascolta il discorso e con enorme sconforto
apprende la notizia, ritenendo ingiusto che la signora abbia privilegiato Duchessa
e i suoi gattini. Non volendo aspettare quindici anni per beneficiare di quelle
ricchezze, decide di sbarazzarsi dei felini e mette del sonnifero nelle loro ciotole.
Intanto nel salotto Duchessa cerca di tenere a bada l'esuberanza dei gattini,
che giocano a lottare fra loro. La premurosa mamma gatta ricorda loro che sono
Aristogatti e non devono comportarsi in modo sconveniente, dandosi morsi e unghiate
fra loro, ma essere amabili, attraenti ed avere dei modi aristocratici. Così
Duchessa fa in modo che i suoi gattini si applichino nello studio delle arti:
Matisse, il gattino dal pelo rosso, si dedica alla pittura, la gattina bianca
Minù al canto e il gattino grigio Bizet al pianoforte. Matisse si esibisce,
dipingendo con le sue zampine, un ritratto espressionista vagamente somigliante
ad Edgard, mentre Minù si esercita nel cantare le scale musicali e Bizet
nel allenarsi sugli arpeggi del pianoforte. Pur essendo entrambe appassionati
di musica, fra Minù e Bizet non corre buon sangue e ogni occasione è
buona per litigare e punzecchiarsi. Edgard arriva servendo agli Aristogatti delle
invitanti ciotole di "crema di crema alla Edgard", che i gattini
non perdono tempo a gustarsi. L'umile topolino Groviera (magistralmente doppiato
da Oreste Lionello), attirato da quel bel profumo di crema, chiede a Duchessa
se può approfittare per intingere il suo biscotto in una delle ciotole,
così i gatti lo invitano al loro banchetto, tutti ignari del fatto che
il latte contiene un potente sonnifero.
Il povero Gruviera, cade in un sonno profondo prima ancora di aver fatto rientro
nella sua tana e con lui anche gli Aristogatti. Nel cuore della notte il maldestro
maggiordomo, chiude i gatti all'interno di una culla di vimini e a bordo di uno
scoppiettante sidecar, parte per l'aperta campagna con lo scopo di eliminarli.
Il fracasso sveglia i due cani da guardia Napoleone e Lafayette, esperti nell'inseguire
e azzannare le auto e le moto dei passanti e così pure fanno con il malcapitato
Edgard, che preso dal panico si lascia sfuggire la culla dei gatti, la quale cade
nei pressi di un ponte. Dopo uno spettacolare e divertente parapiglia, il maggiordomo
riesce a sfuggire ai feroci cani, non senza aver subito i loro morsi. Intanto
Duchessa si risveglia e si accorge di non trovarsi più nella sua casa,
così in preda alla disperazione va alla ricerca dei suoi gattini, che per
fortuna sono rimasti nei paraggi, ma un violento temporale li costringe a ripararsi
all'interno della piccola culla. Il rumore del temporale sveglia anche l'anziana
signora Madame, che si accorge della scomparsa dei suoi adorati gattini. In preda
al terrore mette in agitazione il topolino Gruviera, che indossata la sua mantellina
rossa (in perfetto stile detective), si mette alla ricerca dei suoi amici Aristogatti.
La mattina seguente Duchessa viene svegliata dalla canzoncina cantata da un gatto
italiano dall'accento romano (nell'originale americano era un gatto irlandese),
si tratta di Romeo, er mejo der Colosseo. Il gatto randagio dal pelo rosso, rimane
incantato dai dolci occhi di Duchessa e non perde tempo nel farle la corte. Non
si accorge però che la graziosa gattina, ha la prole al suo seguito e così
vede sfumare una possibile storia d'amore. Ma Romeo è anche un gatto galante,
che accetta volentieri di accompagnare e difendere gli Aristogatti nel loro rientro
a casa. Nel corso del loro viaggio i gatti devono superare tante peripezie e avventure,
dove faranno conoscenza con le oche Adelina e Guendalina Blabla. Arrivati
a Parigi Romeo ospita Duchessa e i gattini, all'interno di una vecchia e scalcinata
dimora, dove Scat-Cat e la sua banda di gatti adorano suonare la musica jazz.
Al suono della canzone "Tutti quanti voglion fare jazz" gli Aristogatti
vengono coinvolti in un'entusiasmante danza, che fa anche nascere un tenero sentimento
fra Duchessa e Romeo. Dopo aver salutato Romeo ed essere rientrati nella loro
lussuosa dimora, gli Aristogatti vengono nuovamente catturati dal crudele maggiordomo,
che li chiude all'interno di un sacco e li sbatte dentro il forno della cucina.
Per fortuna il topolino Gruviera assiste alla cattura e si precipita ad avvertire
Romeo. Questi cerca di fermare Edgard e manda Gruviera a chiedere aiuto a Scat-
Cat e alla sua banda. Riusciranno Romeo e i suoi amici a liberare Duchessa e i
suoi gattini? Gli Aristogatti è uno dei film più divertenti
e coinvolgenti della Walt Disney Productions, merito sopratutto dell'accurata
caratterizzazione dei personaggi e dell'accattivante musica jazz dei fratelli
Sherman. Tutti
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