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Takafumi Adachi, SynergySP
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Beyblade
Metal Masters
Beyblade
Metal Masters è la seconda serie di Beyblade
Metal Fusion (in totale si tratta della quinta stagione
della serie anime Beyblade).
Certo il peso dell'eredità lasciata dalle precedenti
serie di risulterebbe pesante per qualunque anime e così
è anche per Beyblade Metal Masters. C'è da
dire infatti che, quasi inaspettatamente all'inizio, la
serie Beyblade è riuscita a conquistare un'ottima
fetta di pubblico giapponese, americano ed europeo, convincedo
con dei personaggi sempre particolari e accattivanti, ma
soprattutto riuscendo nell'utopico intento di riportare
ai vecchi albori un gioco appartenente ad un'ormai passata
generazione: la trottola. Questo antico giocattolo fa il
suo secondo debutto in società, in un mondo del tutto
diverso da quello lasciato anni orsono, per essere rinchiusa
in polverosi scantinati o buie soffitte. Beyblade è
dunque questo, un moderno successo che affonda le radici
in un passato senza videogiochi o internet e anche quest'ennesima
serie conferma l'interesse che i giovani d'oggi continuano
ad avere nei confronti del passato, che ancora può
concorrere con androidi e vampiri (moderni).

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Takafumi Adachi, SynergySP
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Il
nuovo team sarà composto da Gingka Hagane, protagonista
della nuova serie, che torna a gareggiare nel Campionato
del Mondo, stavolta però con il nuovo Beyblade, Galaxy
Pegasus W105R2F. Altro personaggio è Masamune Kadoya,
membro del team di Gingka, e che, con il suo Beyblade Ray
D125CS Striker, si proprone l'obiettivo di sconfiggere Gingka,
così da poter diventare il blader numero uno. C'è
poi Tsubasa Otori, che torna a far parte del gruppo, ma
che, affiancato dal suo Earth Eagle 145WD, fa ancora i conti
con il suo lato oscuro. L'ultimo combattente è infine
Yu Tendo, pronto a vincere con il suo Flame Libra T125ES.
In un gruppo di blades però non possono bastare soltanto
i combattenti, e così spunta il nome di Madoka Amano,
che è il meccanico del gruppo di Gingka, fondamentale
inoltre nei suoi consigli durante i combattimenti. La nuova
serie inizia con un nuovo personaggio, come se di nuovi
non ce ne fossero già abbastanza, in questa nuova
generazione di Beyblade. Infatti il gruppo di Gingka incontra
Masamune, un forte blayder che si è messo in testa
di sconfiggere Gingka stesso, diventando così a tutti
gli effetti il blayder numero uno al mondo. Nonostante questo
suo obiettivo però Masamune è un ottimo blayder
e per questo entra a far parte del gruppo. La WBBA inaugura
il nuovo "Beyblade World Championships", un torneo
che vedrà scontrarsi quattro blayder per ogni paese
del mondo. Tutti i più grandi combattenti si riuniscono
per stabilire chi di loro sia il più forte in assoluto,
e dunque il più grande blayder del mondo.

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L'idea
della serie a cartoni animati stavolta è quella di
dar inizio ad una trama che si distaccherà da quella
precedente, con rari punti d'incontro con le passate storie
e soprattutto, cosa che a molti non piacerà, con
nuovi personaggi. Si tratta dunque di un sequel in alcun
modo collegato ai precedenti capitoli della saga animata.
C'è da dire però che in alcuni tratti questa
nuova avventura non è riuscita del tutto a convincere
gli appassionati, in parte delusi del cambio generazionale,
e in parte non del tutto coinvolti da un inizio alquanto
a rilento. Fortunatamente nel corso degli eventi l'anime
si riprende, offrendo il meglio di sé soprattutto
durante gli stessi primi episodi che durante i primi minuti
potevano trarre in inganno. Qui infatti assistiamo alla
presentazione, in ordine sparso e un po' confusionario,
dei vari protagonisti e delle loro storie personali. Ciò
su cui si è particolarmente puntato, anche stavolta
è l'originalità dei loro caratteri, che risultano
davvero bizzarri e proprio per questo accattivanti e capaci
di trascinare anche i fan più scettici in questa
nuova avventura. Per quanto riguarda i combattimenti si
è pensato di accantonare, almeno in parte, alla componente
fantastica e fantascientifica, che non sparirà mai
dalla serie, anzi farà il suo ritorno trionfale nella
parte finale dell'anime, ma che, durante la maggior parte
di match, lascerà il posto ad una più realistica
struttura tattico-strategica. Questa a mio parere è
la miglior innovazione inserita nell'anime, che permette
al pubblico di gustare un combattimento in cui ad avere
la meglio non è solo il più forte, bensì
il più astuto e intelligente. Colui insomma che è
capace di sfruttare i difetti e le debolezze dell'avversario
in modo da trarne vantaggio e vittorie. Ciò ovviamente
aiuta anche a rendere meno ripetitiva la parte principale
della serie, i combattimenti, i quali se fossero basati
soltanto sulla forza o la componente fantastica, risulterebbero
tutti uguali o quasi, soprattutto per quanto riguarda quelli
di minor importanza.

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Dunque
non soltanto Beyblade Metal Masters rivoluziona il mondo
dei personaggi, ma aiuta l'intera serie a salire ad un livello
più alto, evolvendosi e pur perdendo qualcosa dal
punto di vista dell'intrigo della trama, riesce a donare
qualcosa al mondo Beyblade: la maturità. Per quanto
riguarda il doppiaggio è indubbio dire che in Giappone,
come spesso accade, è stato svolto un lavoro eccellente,
offrendo delle voci caratterizzanti al meglio i vari personaggi.
Cosa che purtroppo non si può riscontrare in Italia
per ognuno dei protagonisti dell'anime. Del doppiaggio nostrano
si è occupato lo studio "Merak Film" di
Milano, il cui direttore è Graziano Galoforo. Le
voci dei personaggi invece sono di Federico Zanandrea (Gingka),
Simone D'Andrea (Kyoya), Monica Bonetto (Kenta), Jolanda
Granato (Madoka), Giulia Franzoso (Hikaru), Patrizio Prata
(Benkei) e Luca Bottale (Tetsuya). Non che si voglia mettere
in dubbio la qualità del doppiaggio italiano, celebre
come uno dei migliori al mondo, e anche stavolta, tutto
sommato, il risultato li premia, anche se la scelta di alcune
voci potrebbe far sorgere qualche dubbio. Infatti soprattutto
il protagonista principale, Gingka, presenta una tonalità
molto spesso eccessivamente seriosa e profonda, cosa che
evidentemente va a scontrarrsi con il suo carattere allegro
e stravagante. Questo, soprattutto per chi ha già
seguito la serie in lingua originale. rappresenta una vera
e propria nota stonata, dal momento che è indubbia
l'importanza della voce nella caratterizzazione di una qualsivoglia
personaggio sullo schermo. Del tutto positivo invece l'impatto
che si ha ascoltando la sigla italiana, che offre una musica
orecchiabile e sfoggia un'ottima prestazione da parte di
Giorgio Vanni. Sotto questo aspetto invece in patria il
giudizio va suddiviso tra la sigla iniziale e quella finale.
La prima infatti delude altamente, anche se mostra un'ottima
animazione, a differenza della seconda che risulta davvero
affascinante.
I
creatori di questa serie sono: Takafumi Adachi, autore dell'anime,
Kunishisa Sugishima, il regista, e Katsumi Hasegawa, lo
sceneggiatore. Dell'animazione poi se ne è occupata
la SynergySP, mentre delle musiche Neil Perfitt e Scott
Buscis. In Italia la serie partirà su Italia 1 (stessa
rete che si è occupata della trasmissione in chiaro
delle precedenti serie), subito dopo la fine della trasmissione
dell'ultimo episodio del primo capitolo di questa nuova
versione di Beyblade (Beyblade Metal Fusion), che avverrà
sabato 10 luglio, così da conferire al pubblico una
maggiore sensazione di continuità. Soprattutto però
questa scelta è stata effettuata per dare man forte
al mercato dei giocattoli beyblade, che aveva subito un
brutto colpo d'assestamento quando la casa produttrice dell'anime
aveva deciso di eliminare i vecchi beniamini dal progetto,
causando un forte disamore degli appassionati più
fedeli. La trasmissione di Beyblade Metal Masters partirà
dunque dall'11 settembre 2011, e sarà trasmessa per
intero il sabato e la domenica dalle 10,00 di mattina, per
un totale di 51 episodi (proprio come Beyblade Metal Fusion),
che ne fanno una serie alquanto corposa.

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Takafumi Adachi, SynergySP
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Il
netto cambio di rotta dell'anime, che ha abbandonato lungo
la via i suoi storici protagonisti, ha sconvolto il mondo
dei fan dei blayder. Già da un po' di tempo prima
della nascita di Beyblade Metal Fusion giravano delle voci
riguardo un possibile "restyling" dell'anime,
e la delusione per l'avverarsi di quel pronostico è
ancora viva, tanto da coinvolgere anche la seconda stagione
del nuovo corso. Certo però che in molti continuano
a seguire l'anime, anche se stravolto dai mutamenti, ma
si può dire che gli appassionati delle trottole si
sono suddivisi in due fazioni contrastanti. I primi infatti
adoravano la serie originale soprattutto perché composta
da determinati personaggi, ai quali tutti si erano affezzionati
e che, a parer loro, erano la vera forza trainante della
serie, al di là della trama generale e dello stesso
gioco dei beyblade. Questi dunque apprezzavano lo sviluppo
umano dell'anime, e paragonano la fine di Beyblade a quella
di un altro mostro sacro degli anime di ultima generazione
"Yu-gi-oh". Anche per quest'altra serie infatti
avvenne una cosa del genere, con la totale soppressione
dell'anime originale e conseguente scomparsa di tutti i
personaggi, compreso il protagonista (che dava il nome alla
serie stessa). L'altro schieramento invece è quello
degli amanti del gioco dei beyblade, che a dir la verità
rappresentano la schiera di quelli che permettono al mondo
delle trottole d'esistere ancora, comprando i giocattoli
della serie e facendo di Beyblade un progetto ancora oggi
capace di produrre profitti elevati, il che è ormai
il principale obiettivo di questi anime sempre più
legati a doppio filo al marketing dei giochi di carte o
altro. Questi fan pongono dunque al primo posto il gioco
che dà il nome all'anime, piuttosto che ai suoi beniamini,
lasciandosi coinvolgere dai vari avvincenti combattimenti
piuttosto che dall'evoluzione dei caratteri di ogni singolo
personaggio. La verità però come sempre sta
nel mezzo, e non mi sento di dar ragione interamente a nessuna
delle due fazioni. E' indubbio che la serie abbia subìto
un vero e proprio stravolgimento, mettendo tra l'altro seriamente
a rischio gli introiti provenienti dal mercato dei giocattoli
e da quello dello share televisivo. C'è da dire però
che, analizzando il risultato come osservatore esterno,
il risultato finale non è nient'affatto male. Dal
punto di vista dell'animazione infatti si può riscontrare
un deciso miglioramento, e per quanto riguarda i combattimenti
la componente strategica è l'ideale nella struttura
di questo anime. Le migliorie apportate però non
possono riempire il vuoto lasciato dalle vecchie star dello
show, e i più sentimentali questo non potranno perdonarlo
mai. Fonte: www.cartonionline.com
Beyblade
Metal Masters è copyright © Takafumi Adachi,
Tatsunoko Production e degli aventi diritto, i nomi e le
immagini vengono qui utilizzati esclusivamente a scopi conoscitivi
e divulgativi.
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