Biancaneve
e i sette nani
Biancaneve
e i sette nani ("Snow White and the seven Dwarfs" nell'originale
americano) è il primo lungometraggio della storia del cinema d'animazione firmato
Walt Disney; la sua realizzazione, incominciata nel 1934 fu portata a termine
nel 1937. La prima del film avvenne il 21 Dicembre al Carthay Cicle Theater di
Los Angeles e ottenne uno straordinario successo. Infatti Biancaneve e i sette
nani rappresenta una vera svolta cinematografica, non solo perché si conferma
come un capolavoro di insuperabile grandezza, ma anche perché ha fissato uno standard
in base al quale vengono giudicati tutti i cartoni animati. Disney - già noto
e apprezzato per aver inventato il mitico personaggio Mickey
Mouse - maturò il suo progetto al rientro da una vacanza a Parigi, dove in
certi cinema i suoi cortometraggi venivano proiettati uno di seguito all'altro,
senza interruzione. Fu così che il produttore ebbe una geniale intuizione: comprese
che i lungometraggi avrebbero potuto rappresentare il futuro del cinema; quindi
una volta in America, mobilitò le sue energie umane, professionali ed economiche,
per concretizzare questa nuova grande scommessa (giudicata a quei tempi "la follia
di Walt"). La scelta di animare Biancaneve e i sette nani fu influenzata dalla
visione del film muto "Biancaneve e i sette nani", interpretato dall'attrice
Marguerite Clark. Nel mettere appunto i lavori emerse subito il problema di come
poter fare ad intrattenere un pubblico disabituato a reggere un'ora e mezzo un
cartone animato dai colori vivaci. Pertanto parve necessario che Biancaneve fosse
dotato di un profilo realistico -non caricaturale- capace di trasmettere un forte
potere di identificazione e partecipazione alle vicende narrate e secondo Walt,
la fiaba dei fratelli Grimm aveva tutti i requisiti perché ciò potesse realizzarsi
con successo: la strega cattiva, la dolce fanciulla, il principe azzurro, la storia
d'amore, la simpatia dei nani e così via. Biancaneve
è una splendida e delicata fanciulla (dice lo Specchio magico: "ha la bocca di
rosa, d'ebano i capelli, come neve è bianca…"), che la regina sua matrigna, invidiosa,
costringe a fare la sguattera. Un giorno lo specchio, interrogato, svela alla
donna che, seppur vestita di stracci Biancaneve continua ad essere molto
più bella: "Bella, tu sei bella, mia regina. Ma al mondo c'è una fanciulla vestita
sol di stracci, poverina! Ma ahimè, assai più bella è…". Accecata dall'ira e dall'invidia,
la fredda matrigna pianifica la morte della giovane e, convocato un fido servitore,
il taglia caccia, gli ordina di condurre Biancaneve nel bosco per ucciderla. Come
prova dell'avvenuta morte gli chiede di consegnarle il cuore della giovane in
uno scrigno. Il cacciatore, nel vedere la fanciulla così soave e innocente, non
riesce a portare a termine l'ingrato compito, perciò mette in
fuga la ragazza e per non destare la vendetta della regina uccide un cinghiale
e le porta il cuore dell'animale, spacciandolo per quello della principessa. Intanto
Biancaneve disperata e piena di terrore si addentra nella foresta che, a causa
del buio e della proiezione dei suoi sentimenti di paura e angoscia, si anima
di mostri e creature ostili. Allo stremo delle forze la fanciulla si addormenta,
ma al suo risveglio troverà conforto e protezione negli animali della foresta,
con i quali entrerà subito in sintonia grazie al suo temperamento quieto, quasi
mistico. Questi la condurranno in una casetta, che sulle prime appare disabitata,
tanto è sporca e trasandata. Quindi, forte del sostegno dei suoi nuovi amici,
si rimbocca le maniche e mette in ordine la graziosa dimora (che lei crede essere
abitata da bambini abbandonati dai genitori) e cucina una prelibata minestra.
Al calar del sole Biancaneve si addormenta in tre dei sette lettini, su
cui sono intagliati buffi nomi... Nel frattempo i nani fanno ritorno dalla miniere
e vedendo le luci della casa accese credono siano entrati i ladri; perciò si armano
di coraggio e di bastoni: ma quale sorpresa nello scoprire invece una splendida
fanciulla! Intanto il rumore e la
confusione svegliano Biancaneve, che fin da subito conquisterà la benevolenza
e l'ospitalità con la sua dolcezza, ma anche indovinando il nome di ciascuno:
Dotto è un sapientone un po' confuso, oltre che leader del gruppo, Mammolo è timido
e segretamente innamorato di Biancaneve, Eolo è un simpaticone che soffre
di febbre da fieno, Pisolo invece è un dormiglione che però ha trovate molto utili,
Gongolo ha un sorriso raggiante che conquista tutti, infine ci sono Brontolo,
scorbutico e misogino e Cucciolo, molto simpatico, anche se comunica solo con
i gesti in quanto muto. Dopo aver consumato la cena preparata da Biancaneve, i
simpatici ometti intrattengono la giovane con canti, balli e musica allegra e
commossi per la storia narrata dalla fanciulla, decidono di prendersi cura di
lei e preservarla dalle grinfie della matrigna cattiva... <<precedente
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