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In
cambio la fanciulla avrebbe badato alla casa, riempendola della sua incantevolezza.
Purtroppo molto presto la regina scopre che Biancaneve non è morta, anzi vive
serena nel bosco, ospite dei nani. Allora, in preda ad una odio viscerale, si
reca nelle segrete del castello, dove esercita i suoi poteri di alchimista per
creare un frutto: una mela dall'aspetto così bello ed invitante da risultare irresistibile.
Ma un mela tanto velenosa che un sol morso avrebbe condannato la graziosa principessa
al sonno eterno, dal quale si sarebbe potuta risvegliare solo grazie al bacio
del vero amore. Quindi
nelle sembianze di una vecchietta la regina si reca nel bosco; giunta a destinazione
finge di avere sete e chiede un sorso d'acqua alla ragazza che, nonostante le
raccomandazioni dei nani, la lascia entrare. La vecchia, fingendo riconoscenza,
offre a Biancaneve il frutto e sostenendo
che la mela ha il potere di esaudire i desideri, la convince a darle un morso.
A niente servirà l'arrivo dei nani, che avvisati del pericolo imminente dagli
animali della foresta, si gettano all'inseguimento della strega. Messa alle strette
lei cercherà di schiacciare i nani con una grossa pietra; invece l'ira di un fulmine
la farà cadere in un precipizio. I nani affranti dal dispiacere cercano di rianimare
la fanciulla, ma invano. Per cui, non avendo il coraggio di seppellirla, costruiscono
una bara di cristallo e diamanti, dove adagiano la graziosa ricoperta di fiori.
Trascorrono
i giorni e mentre nani e animali vegliano piangenti la bella Biancaneve,
il principe, saputo della dolce fanciulla, si reca nel bosco e vedendola tanto
bella non resiste all'impulso di baciarla. Costei ,al tocco delle labbra di lui,
si risveglia dal sonno ancor più bella e soave. Sarà così che la graziosa principessa
in groppa ad uno splendido destriero bianco, dopo aver dato l'ultimo saluto ai
nani e alla foresta, si recherà insieme al Principe Azzurro al castello, dove
vivranno felici per lungo tempo. Animare
la fiaba dei fratelli Grimm, comportò sul piano tecnico- narrativo non poche difficoltà.
Uno dei problemi principali fu quello di rendere il movimento umano il più fluido
e realistico possibile. Nel fare ciò si sperimentarono la tecnica del Multiplane
(ovvero dei multi piani, per dare l'effetto della tridimensionalità) e la tecnica
Rotoscope (che consiste nel fotografare movimenti eseguiti dal vivo da attori
e attrici, nel modo della pantomima, che poi vengono ricalcate dai disegnatori).
Le stesse vennero messe a punto in alcuni cortometraggi realizzati nel '34 da
Walt Disney, sullo stile delle "Silly
Sinphony" (cartoni animati umoristici e di intrattenimento, aventi come protagonisti
prevalentemente animali, ma anche caricature di figure umane); fra questi voglio
ricordare "Il vecchio mulino" (in cui viene utilizzata la tecnica Multiplane)
e "La dea della Primavera" (in cui viene messo a punto il movimento umano con
la Roboscope) . Ma
Biancaneve, pur integrando le "Silly Sinphony" (ne sono un esempio gli animali
della foresta e gli stessi nani), le supera, poiché si ottiene un'animazione assolutamente
rifinita e realizzata nel massimo dell'espressione e della bellezza. Nei cartoni
animati precedenti infatti le immagini risultavano allungate, schiacciate e meccaniche,
con Biancaneve invece i movimenti delle figure sono dinamici e incredibilmente
realistici. I personaggi sono vivi, come dotati di una vita propria e indipendente,
ci trasmettono pathos, sentimento, sono capaci di farci commuovere. La storia
viene raccontata attraverso scene e sequenze fluide, che sembrano danzare lungo
un ritmo sempre più coinvolgente, dall'inizio fino alla fine. Anche l'immagine
di Biancaneve sottolinea il progressivo distacco dalle caricature femminili allora
in voga, sulla scia di Betty Boop, sebbene ne conservi alcune caratteristiche
molto significative (la dolcezza, la spontanea femminilità, l'inconsapevole quanto
innocente sensualità; fattori questi, che contribuiscono a renderla tanto irresistibile).
Pure la regina subisce una profonda trasformazione: è bella, anche se fredda e
impenetrabile; essa rappresenta un concentrato di bramosia e cattiveria, messo
in luce dall'aspetto orribile. Sempre sul piano dell'animazione, Disney si servì
della preziosa collaborazione di alcuni fra i migliori illustratori europei, evidente
nel taglio squisitamente europeo che arricchisce il lungometraggio (ciò si evince
dal modo in cui vengono disegnati la foresta, gli alberi, la casetta dei nani
ecc.). La voce esile, soave, quasi ultraterrena di Biancaneve appartiene ad Adriana
Caselotti (allora diciottenne e proveniente da una famiglia di cantanti lirici);
mentre la grazia di Biancaneve è stata riprodotta sulle movenze della modella
Marjore Belcher (ballerina di danza classica)... <<precedente
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