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Walt Disney Pictures
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IL
RE LEONE
Ogni
fine corrisponde ad un inizio
Il
concetto che ogni fine corrisponda ad un nuovo inizio non è
certo una concezione moderna apparsa negli ultimi anni: col trascorrere
del tempo, in tutte le epoche questa tesi è stata sviscerata
con vigore in moltissime culture orali, filosofiche letterali e
cinematografiche. Proprio per quanto riguarda il mondo della cinematografia,
il film migliore che a nostro avviso è riuscito a proiettare
tutte le sfaccettature di questa verità ormai quasi indiscutibile
è senza ombra di dubbio il capolavoro animato targato Diseny
de "Il Re leone". Era il lontano 1989 quando nelle brillanti
menti degli autori di casa Disney si faceva già largo l'idea
di creare un cartone animato dai contenuti tanto profondi da far
appassionare e riflettere gli adulti, ma anche dalla trainante comicità
e spensieratezza che avrebbe potuto attirare anche il pubblico di
età decisamente meno avanzata. Nel giro di 5 anni quest'idea
divenne finalmente realtà: nel 1994 infatti la Disney lancia
il suo 32esimo classico d'animazione dal titolo originale di "The
Lion King".
La
nuova riedizione in 3D
Il film
riscosse un successo di dimensioni assolutamente inaspettate. Dopo
la falsa partenza della prima settimana di proiezione (solo 50 dollari
guadagnati), la pellicola raggiunse l'ambito record del primo posto
assoluto tra gli incassi mondiali proprio nell'anno 1994. Le cifre
del successo sono spaventose persino se paragonate a quelle dei
tempi moderni dove un biglietto del cinema costa decisamente di
più rispetto al passato, di fatti "Il Re Leone"
può vantare un incasso complessivo che supera i 780 milioni
di dollari in tutto il mondo fino ad oggi. Questi numeri hanno un'importanza
capitale dato che proprio in questo periodo l'america sta nuovamente
distribuendo nelle sue sale cinematografiche questo film, in una
versione rinnovata dal 3D. Il Re Leone è il primo classico
Disney a "subire" la trasformazione nelle 3 dimensioni
e per come stanno andando le vendite (più di 60 milioni di
dollari incassati in 2 settimane) ci sentiamo assolutamente di condividere
questa scelta e non possiamo fare altro che chiederci se con film
del calibro di Aladdin o La Sirenetta i risultati sarebbero stati
gli stessi. A dire il vero inizialmente tutto ciò fu visto
come una sorta di esperimento sociologico per vedere quanto i classici
cartoni della generazione anni '90 avrebbero potuto dire la propria
anche ai gironi nostri con l'innesto della nuova tecnologia che
pian piano soppianterà inesorabilmente le canoniche 2 dimensioni;
di fatti erano solo due le settimane previste per l'uscita del film,
che ovviamente sono state prolungate. In tutto ciò l'industria
cinematografica italiana non vuol essere da meno e dal 11 novembre
sarà possibile anche per noi giudicare quanto la tecnologia
3D abbia migliorato o peggiorato un film che è diventato
col tempo patrimonio dell'intero immaginario collettivo mondiale.
Per i puristi del genere e per coloro i quali storcono il naso di
fronte alla profanazione dei grandi classici, ci sentiamo in dovere
di dire che questa "riedizione" del Re Leone non prevede
scene tagliate, cambiate o aggiunte; niente è stato toccato
rispetto all'originale se non per il supporto 3D che a quanto dicono
le vendite ha restituito nuova linfa ad un titolo che si può
comunemente trovare in tutte le salse nella sua prima versione.
E' proprio vero che ad ogni fine corrisponde un inizio e per noi
l'11 novembre sarà l'inizio dell'epoca dei meravigliosi classici
disney a 3 dimensioni.
Come
accennato in precedenza il film vide la luce per la prima volta
17 anni fa, per prepararvi dunque al meglio alla visione della nuova
versione, sarà nostro compito trattare sotto ogni aspetto
la superficie splendente e gli angoli più remoti e bui nascosti
tra le sequenze animate de "Il Re Leone". Inizieremo l'argomentazione
con un riassunto della trama principale che vede come protagonisti
assoluti il leoncino Simba, suo padre Mufasa ed il perfido zio Scar
spinto all'azione dall'ambizione di poter diventare il re della
savana in barba alla legittimità di ereditare tale titolo.

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La
storia del re leone
Lo scenario
dove si svilupperanno le vicende de "Il Re Leone" è
quello della savana africana. E' l'alba e tutte le specie animali
si mettono in moto causando un gran trambusto nell'ambiente circostante,
il loro fine ultimo è quello di recarsi presso "la rupe
dei re" e rendere omaggio al futuro sovrano Simba, figlio dei
leoni Mufasa (attuale re) e Sarabi (sua moglie) che sta per essere
presentato ufficialmente dal babbuino sciamano Rafiki. Non tutte
le creature però si recano a far omaggio a Simba, a mancare
inaspettatamente all'evento è Scar, fratello di Mufasa che
vede nel piccolo leoncino la principale causa della sua non designazione
come futuro re della savana. Scar apparentemente e per forza di
cose si dimostra affettuoso e premuroso nei riguardi del piccolo
Simba, ma dentro di sé cova il desiderio di vederlo morire
e potere così essere legittimamente il nuovo sovrano dopo
la morte di re Mufasa. Decide dunque di allearsi con delle perfidi
iene e di spingere attraverso l'uso della psicologia inversa il
tenero leoncino a far visita al cimitero degli elefanti (posto oltre
i confini consentiti da Mufasa e dove la sua giurisdizione non ha
potere). Simba spinto dalla curiosità coinvolge l'amica leoncina
Nala in quest'avventura e, una volta liberatosi della compagnia
di Zazu (pennuto fedele e saccente al servizio di Mufasa), mette
piede nel territorio proibito. L'impavido Simba dovrà cedere
però presto alla paura quando 3 iene fedeli a Scar: Shenzi,
Banzai ed Ed proveranno ad ucciderlo. Fortunatamente Mufasa riesce
a ritrovare Simba e Nala, li salva e rimprovererà severamente
suo figlio per averlo disobbedito ai suoi ordini. Scar non abbandona
i suoi propositi assassini e decide di comune accordo con le iene,
un nuovo piano per uccidere Mufasa e liberarsi definitivamente di
suo figlio Simba: mentre il leoncino si esercita con il suo acerbo
ruggito, una mandria di gnu viene smossa dall'intervento delle iene.

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Simba
rischia di essere travolto da una marea di zoccoli in movimento,
ma ancora una volta sarà Mufasa a salvarlo, purtroppo però
nel farlo riporterà molte ferite e quando stava quasi riuscendo
a mettersi in salvo viene fatto cadere da una rupe da Scar che deciderà
di uccidere suo fratello sotto gli occhi increduli di Simba, che
dalla sua prospettiva ha assistito solamente alla caduta del padre
non sapendo che il vero artefice di tutto ciò è proprio
suo zio. Dopo la morte di Mufasa, Scar accentuerà talmente
tanto il senso di colpa di Simba per la tragedia avvenuta da costringerlo
in maniera subliminale a scappare dal regno e non tornare mai più.
Con la morte di Mufasa e la scomparsa di Simba, ritenuto morto da
tutto il branco, Scar è nominato nuovo re della savana ed
inizierà il suo regime di terrore alleandosi con le iene
e permettendo dunque a queste di accedere nel suo regno. Simba nel
frattempo riesce con un po' di fortuna a sfuggire nuovamente ad
un attacco delle iene e dopo aver riposato, il giorno seguente incontra
due strane creature: il suricate Timon ed il facocero Pumba. Questi
vivono alla giornata senza preoccupazioni future e decidono di insegnare
a Simba il loro modo di vivere ed il loro motto Hakuna Matata (non
ci pensare), senza contare che potranno contare sull'aiuto del leoncino
per cacciare e proteggersi dalle altre bestie feroci, specie quando
questo crescerà. Simba accetta di buon grado la compagnia
dei due animali che gli racconteranno la propria storia e la propria
volontà di voltare le spalle al mondo così come il
mondo ha fatto con loro. Col passare del tempo, i tre diventeranno
grandi amici e vivranno come selvaggi a caccia di insetti di cui
cibarsi per sopravvivere. Un giorno però Pumba viene attaccato
da una leonessa, questa sta per uccidere il facocero fino a che
Simba non interviene e riconosce in quella leonessa la sua grande
amica d'infanzia: Nala.

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Nala
è felicissima che Simba sia vivo e gli racconta di come Scar
stia costringendo il branco a morire di fame poiché adesso
anche le iene si sono insediate nel loro territorio e prega Simba
di far ritorno a casa. Questi però in cuor suo, sentendosi
ancora responsabile per la morte del padre Mufasa, rifiuta l'offerta.
Nel frattempo un po' della polvere sollevata da Simba da una rupe,
viene portata dal vento verso il saggio Rafiki, che con un incantesimo
riesce ad avere la certezza che Simba sia ancora vivo, il babbuino
si metterà subito in marcia fino a che non lo raggiunge.
Le illuminanti parole di Rafiki prima e l'apparizione dello spirito
del padre defunto poi, convinceranno Simba a far ritorno a casa
e reclamare il suo trono per il bene di tutto il regno. Una volta
tornato a casa in compagnia di Timon e Pumba, Simba affronterà
tutti i fantasmi del suo passato ammettendo di fronte a tutto il
branco, di essere il principale responsabile della morte di Mufasa.
Scar è pronto ad uccidere Simba, ma prima del colpo di grazia
gli rivela la sconcertante verità sulla fine di suo padre.
La reazione di Simba è talmente violenta da permettergli
di sopraffare la forza di Scar e condannarlo a morte certa, ma il
leoncino si dimostra magnanimo ed intima a Scar di scappare dopo
che questi ha incolpato di tutto le iene. A seguito di un'altra
mossa sleale dello zio, Simba fa precipitare Scar da un dirupo,
dove al termine del quale le iene in preda alla fame saranno i carnefici
responsabili della fine di Scar. Simba è il nuovo re e col
passare del tempo tutta la savana torna all'antico splendore di
un tempo. Ma non finisce qui, Simba e Nala si sposano ed il film
si chiude con la presentazione alla rupe dei re del futuro sovrano:
il cucciolo di Nala e Simba. Il cerchio della vita continua.

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Il
grande merito della Disney è stato quello di aver assortito
un cast di personaggi, tutti ottimamente caratterizzati, ognuno
dei quali rispecchia una potenziale e completa personalità
umana. Per capire meglio di cosa stiamo parlando vi invitiamo a
proseguire con la lettura del suddetto articolo ed in particolare
della parte che tratteremo ora: la descrizione dei personaggi, ovviamente
incominceremo dal protagonista e cioè da Simba fino ad arrivare
a tutti gli altri personaggi principali. Per quanto riguarda Simba
dobbiamo suddividere la sua trattazione psicologica in due differenti
momenti: l'infanzia e l'età adulta. Durante l'infanzia Simba
rappresenta assolutamente l'incarnazione del prototipo del bambino
ingenuo, curioso e disobbediente; il suo modo di fare e la sua eccessiva
vitalità lo conducono verso il pericolo e la sua ingenuità
sarà la base sulla quale si fonderà il perfido piano
di zio Scar, solo il cuore puro di un bambino infatti potrebbe autoconvincersi
di essere responsabile per la morte del padre. In Simba adulto osserviamo
in pochi secondi il cambiamento che lo porterà dalla fase
adolescenziale e spensierata a quella più avanzata. Grazie
agli interventi di Rafiki e Nala riuscirà infatti a scrollarsi
di dosso tutte le sue paure ed insicurezze per raggiungere il suo
posto nel mondo all'interno del famigerato cerchio della vita. Dunque
è proprio la leonessa Nala, amica d'infanzia di Simba, a
portare il futuro re sulla retta "rupe", vi riuscirà
grazie alla forza più potente del mondo: l'amore, forza a
cui neanche l'irresponsabile Simba può sottrarsi. A cosa
serve un cuore puro ed appassionato se non è supportato dalla
ragione? Probabilmente a poco, ed è per questo motivo che
il babbuino Rafiki si erge come guida dell'intelletto di Simba,
la sua motivazione d'esistere può essere paragonata a quella
che ebbe Virgilio per Dante, ovvero una guida che dall'oscurità
lo porterà alla luce. Spesso e volentieri il successo di
un film è dato dall'antagonista e creando il personaggio
di Scar la Disney ha sicuramente fatto centro. Scar è il
fratello di Mufasa, consapevole della sua debolezza rispetto al
re si convince però di essere intellettivamente superiore
e per questo meritevole di salire al trono. Egli agisce con quell'unico
obiettivo fissato nella sua mente e dobbiamo riconoscergli che i
suoi sforzi, per quanto alla fine siano risultati vani, siano stati
intensi e che le sue macchinazioni erano all'altezza del suo sedicente
ingegno. Attraverso le azioni di Scar possiamo parzialmente rivivere
le vicende Shakespiriane dell'Amleto, in effetti lo zio dell'erede
al trono che uccide il fratello per la successione non ci è
nuova come storia. Mufasa rappresenta invece l'integrità
morale per eccellenza, da buon padre è sempre pronto ad impartire
nuovi insegnamenti al figlio e persino dopo la morte non lo abbandona
apparendogli durante una visione come uno spettro; finché
è in vita e per quanto ne sappiamo egli ha sempre agito in
funzione del bene. Un personaggio che potrebbe sembrare minore,
ma che in realtà non lo è, è Zazu, il fedele
pennuto logorroico e consigliere al servizio del legittimo sovrano
di turno. La personalità di Zazu è alquanto controversa,
sembra quasi agire asseconda di dove soffi il vento per la sua sopravvivenza
personale, per questo motivo può essere ricondotto a quella
schiera di persone che dotate di poco coraggio sono costrette a
barcamenarsi asseconda di dove tale vento tiri, possiamo considerare
Zazu come una forma più evoluta del pappagallo Iago presente
in Aladdin. Tralasciando altri personaggi minori che offrono pochi
spunti di discussione quali Sarabi (la mamma di Simba) e le iene
Shenzi, Banzai ed Ed (cliché visto e rivisto in stile piccola
banda di cattivi composta da una mente, un braccio e uno stupido),
arriviamo ora ai personaggi che hanno segnato il trionfo della comicità
e della spensieratezza de "Il Re Leone": il suricate Timon
ed il facocero Pumba. Come possa nascere una coppia così
apparentemente male assortita è presto detto: entrambi gli
animali sono dei reietti delle proprie comunità d'appartenenza.
Non abbiamo grandi notizie sul passato di Timon, ma di Pumba sappiamo
che è stato costretto alla solitudine dal suo insostenibile
odore corporeo; dunque nessuna storia tragica alle spalle del facocero
e subito un mezzo accenno di comicità. I due esseri in lotta
per la sopravvivenza si trovano così ad instaurare un sodalizio
duraturo fondato sulla sopravvivenza, sull'amicizia e sulla spensieratezza
della vita. Tutti e tre questi propositi saranno insegnati a Simba
che col passare del tempo adotterà, contemplerà e
seguirà fedelmente, fino a perdere malamente le proprie responsabilità,
lo stile di vita fondato sul mitico motto Hakuna Matata.
Guidizio
critico
Valutare
positivamente un film come "Il Re Leone" equivale a dire
che l'acqua è necessaria al nostro sostentamento; siamo dunque
davanti a due ovvietà. Ci uniamo certamente a tutta la schiera
di opinionisti qualificati e non che hanno considerato un capolavoro
questo film, ma più che elogiare i disegni, i dialoghi, l'ambientazione,
la produzione, la storia, la caratterizzazione dei personaggi e
le musiche, giudicheremo e spiegheremo tutti i valori che questa
pellicola porta con sé e che lascia maturare il pensiero
dello spettatore una volta terminata la visione. Anzi, prima di
procedere con il proposito precedente, dobbiamo necessariamente
accennare all'importanza delle colonne sonore e delle canzoni presenti.
Innanzitutto un grande merito delle canzoni che possiamo ascoltare
durante la visione del film è quello che tali melodie e parole
non rappresentano momenti isolati di riempimento nei cosiddetti
tempi morti, ma supportano enormemente la trama e le vicende principali.
Nessuna canzone può essere minimamente significativa se isolata
dal contesto comunicativo in cui è inserita. L'unica eccezione
a tal proposito è forse rappresentata dalla canzone scritta
da Elton John e vincitrice di uno dei due premi oscar assegnati
al film (il secondo è stato assegnato per le colonne sonore
di Hans Zimmer), "Can you fell the love tonight": questa
canzone non è cantata dai protagonisti in scena e dunque
non supporta ne la trama ne i dialoghi, ma rappresenta quel tocco
di magia in più necessaria a permeare la sequenza a forti
tinte rosa in cui Simba e Nala si rendono conto di aver appena compiuto
il primo passo verso il sentiero dell'amore.
Discutiamo
ora dunque di quei valori di cui il film si dimostra èssere
portatore sano. Nonostante la pellicola duri all'incirca "solo"
90 minuti, possiamo estrapolare dal contesto narrativo diversi topoi
letterari. Procedendo in ordine cronologico, il primo topos che
troviamo è quello della curiosità come sfida alle
istituzioni di turno ed è così che troviamo il piccolo
Simba quasi come l'Ulisse dantesco determinato a sfidare i confini
consentiti dalla natura e voce portatrice di quel celebre verso
del sommo poeta "fatti non foste a viver come bruti ma per
seguir virtute e canoscenza". Questo a dire il vero non è
l'unico tema che accomuna il piccolo Simba ad Ulisse, oltre a quello
precedentemente citato abbiamo il "ritorno a casa", un
ritorno dove il protagonista libera e ripristina il proprio regno
uccidendo gli invasori, reclamando il proprio diritto al trono ed
aprendo un nuovo ciclo vitale. Come abbiamo accennato prima la vicenda
cardineresa possibile dalle ambizioni di Scar, presenta affinità
con l'Amleto di Shakespeare se non altro dal punto di vista della
gerarchia sovrana familiare dei protagonisti e della volontà
di sovvertirla attraverso un omicidio. Ludovico Ariosto indicò
nell'Orlando Furioso come principale causa della perdita del senno
il genere femminile; il film invece sostiene e dimostra l'esatto
contrario: è grazie all'amore di Nala che Simba riesce a
svegliarsi da un sonno fatto di paure ed insicurezze nascoste dietro
un apparente stato di serenità. A dare la scossa finale alla
coscienza del leone ci pensa Rafiki, la guida dell'intelletto di
Simba che attraverso dei semplici ragionamenti lo conduce alla verità.
A tal proposito riportiamo il magistrale insegnamento del babbuino
attraverso le sue parole:" Oh, sì, il passato può
fare male, ma a mio modo di vedere dal passato puoi scappare oppure
imparare qualcosa". Sono proprio queste le parole che permettono
a Simba di evitare il secondo colpo di bastone dello sciamano e
instillano nel suo animo il coraggio e la forza di tornare a casa.
Per finire, il concetto più forte di tutti: il cerchio della
vita. La legge della natura è la più forte ed indissolubile
mai esistita; le creature nascono, vivono e muoiono, ma la loro
fine non coincide con il totale annichilimento di sé. Come
Mufasa insegna a Simba, i leoni mangiano le antilopi e le antilopi
mangiano l'erba che nasce anche grazie alla decomposizione delle
carcasse degli stessi leoni. La natura è dunque simbolo di
un ciclo infinito e perfetto dove ognuno ne è parte integrante
volente o nolente. Se analizziamo pienamente questa concezione ci
sarà subito chiaro il motivo per il quale la sequenza iniziale
e finale del film coincidono in maniera impressionante.
Il
Re Leone è un film che merita assolutamente di essere visto
e siamo sicuri che l'idea di rivedere nuovamente sullo schermo cinematografico
le avventure di Simba, con l'innesto della tecnologia 3D spingerà
molti di voi ad acquistare il biglietto. Il leone si è addormentato?
Decisamente no!
Autori
e doppiatori
Rendiamo
merito ai principali artefici della creazione de "Il Re Leone".
L'intera pellicola è diretta da Roger Allers e Rob Minkoff,
regista dell'intera saga di Stuart Little. Il capo di produzione
è Don Hahn e la sceneggiatura è stata scritta principalmente
da Irene Mecchi, Jonathan Roberts e Linda Woolverton; questa è
stata supervisionata da Tom Finan.. Le musiche sono state scritte
e prodotte da Tim Rice ed Elton John, mentre l'arrangiamento è
opera di Hans Zimmer. 2 i produttori esecutivi: Thomas Schumacher
e Sarah McArthur e 1 il produttore associativo, Alice Deway. Per
quanto riguarda il comparto tecnico, troviamo come Art Director
Andy Gaskill, come designer di produzione Chris Sanders, come coordinatore
artistico Randy Fullmer e come responsabile degli effetti visivi
Scott Santoro. Tutti gli effetti sonori fanno riferimento alla Weddington
Production Inc, la storia è invece concepita da Brenda Chapman.
Il film è stato prodotto dalla Walt Disney e distribuito
nelle sale cinematografiche di tutto il mondo dalla Buena Vista
Pictures Distribution Inc. Per ciò che concerne le voci dei
protagonisti parliamo di un cast di tutto rispetto tra cui spiccano:
Rowan Atkinson (Zazu), Whoopi Goldberg (Shenzi), Jeremy Irons (Scar),
Matthew Broderick (Simba adulto), James Earl Jones (Mufasa), Nathan
Lane (Timon) e Ernie Sabella (Pumba). Altrettanto di valore è
il cast di doppiatori italiani a servizio del leoncino: la voce
di Mufasa è dell'indimenticabile Vittorio Gassman, Scar è
interpretato da Tullio Solenghi, Timon da Tonino Accolla (voce ufficiale
di Eddy Murphy ed Homer Simpson); Simba è doppiato prima
da George Castiglia e poi crescendo da Riccardo Rossi, la sua compagna
Nala invece prima da Perla Liberatori e poi da Lorena Brancucci.
Da sottolineare tra tutti l'ottima caratterizzazione data al personaggio
di Rafiki grazie alla voce di Sergio Fiorentini.
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