Alicia en el pais de las maravillas
Alice in Wonderland

Alice nel paese delle meraviglie - Il film di animazione Disney

Alice nel paese delle meraviglie

Titolo originale: Alice in Wonderland
Personaggi:
Alice, Cappellaio Matto, Brucaliffo, Stregatto, Leprotto Bisestile, Regina di Cuori, Tricheco, Carpentiere, Pinco Panco, Panco Pinco, Bianconiglio, Capitan Libeccio, Sorella di Alice, Serratura, Biagio, Margherita, Re di Cuori, Rosa rossa, Toperchio, Carte pittrici, Fiori cantanti, Rosa bianca
Produzione: Walt Disney Studios
Regia: Clyde Geronimi, Hamilton Luske, Wilfred Jackson
Nazione: USA
Anno: 1951
Genere: Film di animazione Avventura / Fantastico
Episodi: 1
Durata: 75 minuti
Età consigliata: Tutti

La storia del film Disney - Alice nel paese delle meraviglie

Il film d'animazione "Alice nel paese delle meraviglie" della Walt Disney, uscì nelle sale cinematografiche il 28 luglio del 1951, ma non ebbe il successo sperato. Il lungometraggio animato è stato diretto da Clyde Geronimi, Wilfred Jackson e Hamilton Luske ed è l'adattamento del libro di Lewis Carroll. Il sogno di Alice è una meravigliosa fantasia che sembra inventata proprio per i disegni animati. Disney in questo film ritrova la sua vena splendida e fantasiosa e trae dal libro la massima suggestione visiva, che aveva già affrontato vent'anni prima, per un breve cortometraggio in bianco e nero, ispirato alla bionda fanciulla sognatrice.
Il film ha inizio con la sorella di Alice che gli spiega la storia, mentre lei sdraiata sul prato e annoiata, pensa a tutt'altro mentre gioca con il suo gattino Oreste.

Alice incontra il Bianconiglio

Ad un certo punto vede uno strano coniglio bianco, caratterizzato da un corpetto e un paio di occhiali, che guarda il suo orologio da taschino, ripetendo di avere fretta, poi s'intrufola all'interno di un tronco d'albero e sparisce.

Bianconiglio

Alice è incuriosita dal Bianconiglio e decide di seguirlo, ma quando entra nel tronco precipita all'interno di una voragine senza fine. Per fortuna la sua caduta è attutita dall'apertura della gonna, che gli funge da paracadute. Alice continua a seguire il coniglio, ma questo non si ferma un solo istante. La bambina curiosa, arriva presso una cassetta molto piccola e sta per aprire la porta, quando la serratura si lamenta di essere stata afferrata per il naso. Alice ha qualche difficoltà anche ad entrare, essendo la porta molto stretta, ma la serratura la invita a prendere la bottiglia che trova sul tavolo della stanza.

Alice si rimpicciolisce

Alice, pur con qualche titubanza, beve il contenuto di quella bottiglia e di colpo inizia a rimpicciolirsi. Una volta entrata, gli viene chiesto di mangiare un biscotto e quando Alice lo assaggia inizia a diventare così grande, che la sua testa arriva a toccare il soffitto della casa. Alice è disperata perché capisce che, non potendo più uscire dalla porta, rimarrà intrappolata dentro quella casa, così inizia a piangere talmente tanto, da allagare tutta la casa. Decide di bere un altro sorso dalla bottiglia e così ritorna piccina. Ora però deve stare attenta a non affogare nel mare di lacrime che lei stessa ha prodotto, ma per fortuna riesce ad uscire passando dal buco della serratura.

Capitan Libeccio

Una volta uscita dalla casa Alice incontra tre strani uccelli, capeggiati da Capitan Libeccio, ai quali chiede inutilmente aiuto dalle onde che la sovrastano. Per fortuna le onde la portano all'asciutto a dopo essersi asciugata i vestiti, correndo in cerchio (come le suggeriscono gli uccelli) Alice rivede il Bianconiglio e quindi riprende a seguirlo.

Pinco Panco, il Tricheco e il Carpentiere

Arrivata nel bosco incontra due strani individui chiamati Pinco Panco e Panco Pinco, che la fermano per raccontarle la strana storia del Tricheco, il Carpentiere e delle ostriche curiose. Un giorno (o una notte) un Tricheco e un Carpentiere che camminavano lungo la spiaggia, vollero mangiarsi delle gustose ostriche. Armati di flauto e bastone, cercarono con della musica di attirare le ostriche per farle uscire dal mare. Le ostriche ben contente di uscire furono mangiate in un baleno dal Tricheco, cosa che mandò su tutte le furie il Carpentiere e i due iniziarono a litigare. La storia riempie di tristezza Alice, che in ogni caso deve riprendere ad inseguire il Bianconiglio.

Alice nella casa del Bianconiglio

Finalmente arriva presso la casa del coniglio affrettato, che le ordina di prenderle i guanti chiamandola Marianna. Alice entra nella casa del Bianconiglio per cercare i guanti, ma non li trova. Al loro posto c'è una scatola di biscotti con la scritta "Serviti". Dimenticandosi dell'effetto precedente, Alice ne assaggia uno e così inizia a crescere a dismisura, tanto che le sue braccia escono dalle finestre e i piedi dalle mura. Il Bianconiglio scambia Alice per un mostro spaventoso, così chiede aiuto a Capitan Libeccio, che ordina di incendiare la casa. Prima che quelli scriteriati, diano inizio ai loro piani, Alice pensa di assaggiare qualcos'altro per rimpicciolire, così con le sue lunghe braccia, riesce ad assaggiare una carota che stava sull'orto. Detto fatto Alice rimpicciolisce e riprende ad inseguire il Bianconiglio.

Alice nel paese delle meraviglie

Alice incontra il Brucaliffo

Ora però è troppo piccola per stare al passo del coniglio e lo perde di vista. Nel bosco incontra dei bellissimi fiori che ballano e cantano ed in seguito, seduto sopra un fungo, incontra il Brucaliffo che fumando una strana pipa, disegna delle nuvole fumose a forma di vocali. Il Brucaliffo domanda ad Alice :<< Chi essere tu? >>. Alice e disorientata e vorrebbe ritornare della sua dimensione normale, così il Brucaliffo le suggerisce di mangiare un pezzo di fungo, se lo mangia da un lato potrà crescere, mentre se lo mangia dall'altra parte potrà rimpicciolire. Alice mangiando un pezzo a caso del fungo, azzecca il lato per farla crescere, tanto da arrivare ad impigliarsi i capelli fra i rami degli alberi e a far infuriare una mamma d'uccello. Alice mangiando l'altro pezzetto di fungo rimpicciolisce e finalmente, assume una dimensione normale. Una volta ripreso il sentiero Alice trova dei cartelli che indicano delle direzioni diverse e non sa quale prendere. Così le appare uno strano gatto, chiamato Stregatto.

Alice, il cappellaio matto e il leprotto bisestile

Alice incontra il cappellaio matto e il leprotto bisestile

Alice gli chiede notizie del Bianconiglio e questi la manda dal Cappellaio Matto e dal Leprotto Bisestile. Arrivata alla loro casa vede i due strani individui che festeggiano il loro non-compleanno, cantando e bevendo tantissime tazze di tè. Alice afferma che anche lei non compie gli anni di quel giorno e così i due festeggiano anche il non-compleanno della bionda bambina, con una bella torta. Stanca di tutte quelle assurdità, Alice decide di prendere il sentiero che la riporterà a casa sua, ma all'improvviso la strada sparisce, cancellata da uno stano animale a forma di scopa.

Alice incontra la Regina di cuori

Alice piange dalla disperazione, sentendosi sola in quello strano mondo, ma ad un certo punto ricompare Stregatto che le indica una strada, che la condurrà alla Regina del loro mondo. Nel giardino reale, trova dei soldati a forma di carte da gioco, che armati di secchio e vernice, sono intenti a colorare le rose bianche per farle diventare rosse. Alice rivede anche il Bianconiglio, che con uno squillo di tromba annuncia l'arrivo della Regina di Cuori e del suo piccolo re. La corpulenta Regina invita Alice a giocare a croquet, utilizzando degli uccelli come mazze. Gli uccelli sono così terrorizzati dalla Regina, che fanno di tutto per far perdere Alice. In suo aiuto arriva lo Stregatto, che combina un brutto scherzo alla Regina di Cuori, facendola finire a gambe all'aria, ma la sovrana furibonda accusa Alice e ordina alle carte soldato, di farle decapitare.

Alice nel paese delle meraviglie e la Regina di Cuori

Il piccolo Re, riesce a convincere la Regina di poterle fare almeno un processo. Inutile dire che al processo, tutti i capi d'imputazione sono contro di lei e così per essere ascoltata, Alice decide di mangiare i due pezzi di fungo che aveva in tasca. Alice inizia a diventare gigantesca e ad incutere timore sia alla Regina sia ai suoi soldati, che scappano terrorizzati. Ad un certo punto però, inizia a fare effetto anche l'altro pezzo di fungo che la rimpicciolisce e così si ritrova inseguita dalla Regina e dalle carte soldato. Dopo una corsa a perdifiato, inseguita da tutti i personaggi di quello strano mondo, Alice trova finalmente la porta dalla quale era entrata, ma la serratura le dice d'essere ancora chiusa a chiave. Quando oramai le sono tutti addosso, Alice si sveglia da quell'incredibile sogno e ritrova il gattino Oreste, che dorme fra le sue braccia.

Il Cuore della Trama: Analisi Critica e Motivazioni dei Personaggi

Il viaggio di Alice non è semplicemente una caduta nella tana del coniglio. È una discesa nell'irrazionale, un percorso iniziatico che la bambina intraprende quasi senza volerlo, spinta da quella curiosità che i bambini (e solo i bambini, diciamocelo) possiedono ancora intatta. Walt Disney e il suo team di sceneggiatori hanno saputo cogliere l'essenza del romanzo di Carroll trasformandola in qualcosa di visivamente potente e narrativamente stratificato. Alice insegue il Bianconiglio perché deve farlo, perché quella creatura in ritardo rappresenta tutto ciò che la sua vita ordinaria le nega: il mistero, l'imprevisto, la possibilità che il mondo non sia poi così noioso come le lezioni di storia della sorella maggiore.

La vera forza del film sta nel modo in cui mostra la protagonista reagire a un universo che rifiuta ogni sua aspettativa. Alice arriva nel Paese delle Meraviglie convinta di poter applicare le regole del mondo reale, quella logica borghese e un po' saccente che ha assorbito dalla sua educazione vittoriana. E qui sta il genio della sceneggiatura: ogni tentativo di imporre ordine fallisce miseramente. I personaggi che incontra non rispondono alle sue domande, anzi ne pongono di nuove e più assurde. Il Brucaliffo la interroga sulla sua identità con un laconico "Chi sei tu?" che non ammette risposte semplici. Il Cappellaio Matto e il Leprotto Bisestile celebrano un non-compleanno che sovverte il concetto stesso di festa. Nulla ha senso, eppure tutto funziona secondo logiche proprie che Alice (e lo spettatore con lei) è costretta ad accettare.

Le motivazioni dei personaggi sfuggono a qualsiasi interpretazione convenzionale, e questo è precisamente il punto. Lo Stregatto appare e scompare offrendo consigli che sembrano utili ma conducono sempre verso nuovi guai. Il Bianconiglio corre senza mai spiegare davvero perché sia in ritardo o dove debba andare. La Regina di Cuori ordina decapitazioni con la stessa leggerezza con cui potrebbe ordinare una tazza di tè. In questo caos apparente si nasconde però una critica sociale piuttosto tagliente: il potere è arbitrario, le regole sono inventate da chi comanda, e chi non si adegua rischia la testa. Letteralmente.

Alice attraversa questo incubo colorato mantenendo una dignità quasi commovente. Piange, si arrabbia, si perde nella Foresta di Tulgey in un momento di autentica disperazione. La canzone "Mi so dar ottimi consigli" è forse il punto emotivo più alto del film, quando la bambina ammette di non seguire mai i propri stessi suggerimenti. È un momento di vulnerabilità raro nei film d'animazione dell'epoca, un'ammissione di fragilità che rende Alice incredibilmente umana nonostante sia circondata da creature impossibili.

I Temi Centrali e il Messaggio Sotteso

Al di là della superficie colorata e delle canzoni orecchiabili, il film affronta temi che negli anni Cinquanta dovevano risultare quasi sovversivi. C'è innanzitutto una critica al conformismo sociale, rappresentato dalla rigidità delle regole del Paese delle Meraviglie che tutti seguono senza mai metterle in discussione. I fiori cacciano Alice accusandola di essere un'erbaccia senza alcuna prova, solo perché è diversa da loro. La Regina di Cuori governa attraverso la paura e la minaccia costante di violenza. Il tribunale finale è una farsa dove la colpevolezza viene decisa prima ancora che il processo inizi.

Ma c'è anche un messaggio più sottile sulla crescita e sull'identità. Alice cambia dimensione continuamente, troppo grande o troppo piccola, mai della misura giusta. È una metafora dell'adolescenza piuttosto eloquente, quel periodo in cui non ci si sente mai adeguati, mai al posto giusto, mai compresi. Il Paese delle Meraviglie diventa così uno specchio deformante dell'età adulta vista dagli occhi di una bambina: un mondo di regole incomprensibili dove gli adulti si comportano in modo assurdo pretendendo al contempo rispetto e obbedienza.

Il messaggio finale, con Alice che si sveglia e torna alla vita reale per l'ora del tè, può sembrare un ritorno rassicurante alla normalità. Ma chi ha davvero seguito il viaggio sa che quella bambina non sarà più la stessa. Ha visto troppo, ha capito che la realtà è più fragile di quanto sembri.

Stile Visivo, Tono e Atmosfere Uniche

L'influenza di Mary Blair sul design del film è evidente in ogni fotogramma. I colori sono audaci, quasi aggressivi, con accostamenti che sfidano qualsiasi realismo. Il viola del gatto, il rosso furioso della Regina, i verdi innaturali della foresta creano un'atmosfera onirica che non ha precedenti nella filmografia Disney fino a quel momento. L'animazione alterna momenti di fluidità quasi ipnotica (lo Stregatto che si dissolve lasciando visibile solo il sorriso) a sequenze frenetiche e caotiche che rispecchiano lo stato mentale della protagonista.

Oliver Wallace compose una colonna sonora che bilancia perfettamente il whimsical e l'inquietante. Le canzoni sono numerose, alcune durano pochi secondi, altre diventano veri e propri numeri musicali. Questa frammentazione contribuisce al senso di disorientamento che permea tutto il film. Nulla dura abbastanza da diventare familiare, proprio come nel Paese delle Meraviglie stesso dove le regole cambiano a ogni scena.

Alice: Carattere, Sviluppo e Motivazioni

Alice rappresenta un tipo di protagonista piuttosto insolito per gli standard Disney dell'epoca. Non è una principessa in attesa di essere salvata, non cerca un principe, non ha un obiettivo romantico. È semplicemente una bambina curiosa che finisce in un posto sbagliato (o forse giustissimo, dipende dai punti di vista). La sua evoluzione nel corso del film è sottile ma significativa.

All'inizio Alice è quasi insopportabile nel suo atteggiamento da sapientina. Corregge mentalmente le assurdità che incontra, cerca di applicare la logica dove logica non ce n'è. "Se avessi un mondo tutto mio, là tutto sarebbe assurdo" canta nella scena iniziale, senza rendersi conto che sta per ottenere esattamente quello che desidera. E quando lo ottiene, scopre che l'assurdo non è poi così divertente come immaginava.

Il punto di svolta arriva nella Foresta di Tulgey, quando Alice si siede tra le creature impossibili e piange per la sua incapacità di trovare la strada di casa. È il momento in cui abbandona la pretesa di controllo e accetta la propria vulnerabilità. Da lì in poi il suo atteggiamento cambia: non cerca più di capire il Paese delle Meraviglie ma solo di sopravvivergli.

La scena del tribunale mostra un'Alice finalmente combattiva, che osa rispondere alla Regina e sfidare l'autorità costituita. Certo, lo fa solo dopo aver mangiato il fungo ed essere diventata gigantesca, quindi con la sicurezza che deriva dalla forza fisica. Ma quando torna alle dimensioni normali e deve comunque fuggire, dimostra di aver imparato qualcosa: a volte non si può vincere, si può solo scappare e svegliarsi.

I Co-protagonisti: Ruolo e Dinamiche Interpersonali

Il cast di personaggi secondari è talmente ricco che risulta impossibile analizzarli tutti con la dovuta attenzione. Alcuni però meritano un discorso a parte per il loro impatto sulla storia e sull'immaginario collettivo.

Il Cappellaio Matto e il Leprotto Bisestile formano una coppia comica irresistibile, bloccati in un eterno tea party che celebra il non-compleanno. La loro follia è contagiosa e al tempo stesso sfinente: intrattengono Alice con indovinelli senza risposta, distruggono l'orologio del Bianconiglio cercando di ripararlo, interrompono continuamente qualsiasi tentativo di conversazione sensata. Sono l'incarnazione perfetta del nonsense di Carroll, tradotto in immagini animate con una fedeltà sorprendente allo spirito originale. Il Cappellaio in particolare, con la sua energia maniaca e il suo sorriso troppo largo, anticipa di decenni certi personaggi del cinema di Tim Burton (non a caso Burton avrebbe poi diretto il remake live-action del 2010).

Lo Stregatto occupa una posizione particolare nell'economia narrativa. Non è un alleato e non è un nemico, è qualcosa di più sfuggente e ambiguo. Offre ad Alice indicazioni che sono tecnicamente corrette ma praticamente inutili. Il suo sorriso permanente suggerisce una conoscenza superiore delle cose, una comprensione del Paese delle Meraviglie che nessun altro personaggio possiede. In molte interpretazioni del romanzo di Carroll, il gatto del Cheshire rappresenta la filosofia del relativismo: tutto è ugualmente vero e falso, sensato e insensato. Disney mantiene questa ambiguità senza mai risolverla, lasciando allo spettatore il compito di decidere se fidarsi o meno di questa creatura sorridente.

Il Brucaliffo merita una menzione speciale per la sua scena, breve ma memorabile. Seduto sul fungo a fumare il suo narghilè, pone ad Alice domande esistenziali che la bambina non sa come affrontare. "Chi sei tu?" ripete con insistenza, trasformando una semplice richiesta di identità in un interrogativo filosofico. La risposta di Alice ("Non lo so più, signore") è forse il momento più sincero di tutto il film. Prima di trasformarsi in farfalla e volare via, il Brucaliffo offre alla protagonista l'unico consiglio davvero utile del Paese delle Meraviglie: come usare il fungo per controllare le proprie dimensioni. È un gesto quasi paterno in un mondo privo di figure genitoriali.

Pinco Panco e Panco Pinco rappresentano l'ostacolo comico per eccellenza. I due gemelli identici bloccano Alice con la loro storia del Tricheco e del Carpentiere, una digressione narrativa che apparentemente non serve a nulla ma che in realtà introduce uno dei messaggi più cinici del film: la seduzione può mascherare intenzioni predatorie, e l'innocenza (le ostrichette) viene spesso punita dalla propria ingenuità.

Gli Antagonisti: Il Male dietro la Trama

La Regina di Cuori è uno dei cattivi Disney più efficaci proprio perché non ha una vera motivazione malvagia. Non vuole conquistare un regno, non cerca vendetta per un torto subito, non ha un piano diabolico. È semplicemente una persona con troppo potere e nessun autocontrollo. La sua rabbia esplode per motivi futili: rose bianche invece che rosse, una partita di croquet che non va come vorrebbe, un gatto che le fa uno scherzo. "Tagliatele la testa!" è il suo ritornello, pronunciato con una casualità che lo rende ancora più inquietante.

In questo senso la Regina rappresenta il potere tirannico nella sua forma più pura e infantile. Non c'è razionalità nelle sue decisioni, solo capriccio e violenza. Il Re di Cuori, suo marito mingherlino e sottomesso, cerca timidamente di mitigare le sue sentenze ma senza mai opporsi davvero. È il cortigiano perfetto, complice silenzioso di ogni abuso pur di mantenere la propria posizione.

Il fatto che nessuna decapitazione venga mai mostrata (il film è pur sempre destinato ai bambini) non diminuisce l'orrore sotteso. La minaccia è costante, l'atmosfera di terrore pervade ogni scena ambientata nel giardino e nel palazzo. Alice rischia davvero la vita, e solo il risveglio la salva da un destino che il film lascia sapientemente indefinito.

L'Impatto Culturale in Italia: Sigle, Censure e Polemiche

Il doppiaggio italiano di Alice nel Paese delle Meraviglie merita un capitolo a parte nella storia dell'adattamento Disney. Roberto De Leonardis, responsabile della versione italiana, prese decisioni coraggiose che ancora oggi dividono gli appassionati. I nomi dei personaggi vennero completamente reinventati con giochi di parole che non hanno equivalenti nell'originale inglese: Stregatto (fusione di strega e gatto), Toperchio (topo e coperchio, dalla scena in cui il personaggio viene nascosto sotto una teiera), Leprotto Bisestile (traduzione creativa di March Hare, la lepre marzolina).

La trovata più geniale riguarda il gattino di Alice: nell'originale si chiama Dinah ed è femmina, mentre nella versione italiana diventa Oreste, un maschietto. Il motivo è puramente linguistico. Durante la scena del tea party, Alice sillabia il nome del gatto per farlo capire al Cappellaio, e nella versione originale la parola CAT finisce con T come Tea. De Leonardis ricreò il gioco di parole facendo sillabire O-RES-TE, dove TE rimandava al tè della festa. Una soluzione brillante che dimostra quanto lavoro creativo si nasconda dietro un buon adattamento.

Il film arrivò in Italia nel dicembre 1951, pochi mesi dopo la premiere americana, e venne presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. L'accoglienza fu tiepida, in linea con quella internazionale. Solo nelle riedizioni successive (la prima nel 1970) il pubblico italiano iniziò ad apprezzare davvero l'opera, complice probabilmente il clima culturale più aperto agli esperimenti visivi e narrativi.

Ripercussioni e Critica Finale

A più di settant'anni dalla sua uscita, Alice nel Paese delle Meraviglie occupa una posizione strana nel canone Disney. Non è amato con la stessa intensità di Biancaneve o Cenerentola, non ha generato lo stesso merchandising di altri classici, eppure continua a essere discusso, analizzato, reinterpretato. La sua riscoperta negli anni della contestazione giovanile americana lo ha trasformato in un cult, associato (a torto o a ragione) alla cultura psichedelica e alle sostanze stupefacenti.

Walt Disney stesso considerava il film un fallimento, lamentando che il personaggio di Alice mancasse di cuore. È un giudizio severo che ignora però le qualità uniche dell'opera: la sua capacità di disturbare pur intrattenendo, di porre domande senza offrire risposte, di mostrare un mondo adulto attraverso gli occhi terrorizzati e affascinati di una bambina.

Il vero lascito di Alice nel Paese delle Meraviglie sta forse nella sua influenza sotterranea. Senza questo film non avremmo avuto certo tipo di animazione sperimentale, certo coraggio nel rappresentare l'irrazionale, certa fiducia nella capacità del pubblico (anche quello più giovane) di accettare storie che non finiscono con "e vissero felici e contenti". Alice si sveglia, torna a casa per il tè, e tutto sembra tornare normale. Ma chi ha fatto quel viaggio con lei sa che normale non significa necessariamente reale.

Sintesi e Link di Approfondimento

Alice nel Paese delle Meraviglie rimane uno dei Classici Disney più audaci e controversi, un'opera che ha sfidato le convenzioni del suo tempo pagandone inizialmente il prezzo ma guadagnando col tempo lo status di capolavoro visionario. Per approfondire l'universo di questo film, consigliamo la lettura dei nostri articoli dedicati alla Regina di Cuori e alla sua rappresentazione del potere tirannico, allo Stregatto e al suo ruolo filosofico nel racconto, e al confronto tra il film animato del 1951 e il remake live-action di Tim Burton del 2010.

di Gianluigi P.

Tutti i personaggi e le immagini di Alice nel paese delle meraviglie sono copyright © Walt Disney e degli aventi diritto. vengono qui utilizzati a scopi conoscitivi e divulgativi.

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