Alice
nel paese delle meraviglie - Il film di animazione Disney

Titolo
originale: Alice in Wonderland
Personaggi: Alice, Cappellaio Matto, Brucaliffo,
Stregatto, Leprotto Bisestile, Regina di Cuori, Tricheco,
Carpentiere, Pinco Panco, Panco Pinco, Bianconiglio,
Capitan Libeccio, Sorella di Alice, Serratura, Biagio,
Margherita, Re di Cuori, Rosa rossa, Toperchio, Carte
pittrici, Fiori cantanti, Rosa bianca
Produzione: Walt Disney Studios
Regia: Clyde Geronimi, Hamilton Luske, Wilfred
Jackson |
Nazione:
USA
Anno: 1951
Genere: Film di animazione Avventura / Fantastico
Episodi: 1
Durata: 75 minuti
Età consigliata: Tutti |
La
storia del film Disney - Alice nel paese delle meraviglie
Il film
d'animazione "Alice nel paese delle meraviglie"
della Walt Disney, uscì nelle sale cinematografiche il 28
luglio del 1951, ma non ebbe il successo sperato. Il lungometraggio
animato è stato diretto da Clyde Geronimi, Wilfred Jackson
e Hamilton Luske ed è l'adattamento del libro di Lewis Carroll.
Il sogno di Alice è una meravigliosa fantasia che sembra inventata
proprio per i disegni animati. Disney in questo film ritrova
la sua vena splendida e fantasiosa e trae dal libro la massima
suggestione visiva, che aveva già affrontato vent'anni prima,
per un breve cortometraggio in bianco e nero, ispirato alla
bionda fanciulla sognatrice.
Il film ha inizio con la sorella di Alice che gli spiega la
storia, mentre lei sdraiata sul prato e annoiata, pensa a
tutt'altro mentre gioca con il suo gattino Oreste.
Alice
incontra il Bianconiglio
Ad un
certo punto vede uno strano coniglio bianco, caratterizzato
da un corpetto e un paio di occhiali, che guarda il suo orologio
da taschino, ripetendo di avere fretta, poi s'intrufola all'interno
di un tronco d'albero e sparisce.

Alice
è incuriosita dal Bianconiglio e decide di seguirlo, ma quando
entra nel tronco precipita all'interno di una voragine senza
fine. Per fortuna la sua caduta è attutita dall'apertura della
gonna, che gli funge da paracadute. Alice continua a seguire
il coniglio, ma questo non si ferma un solo istante. La bambina
curiosa, arriva presso una cassetta molto piccola e sta per
aprire la porta, quando la serratura si lamenta di essere
stata afferrata per il naso. Alice ha qualche difficoltà anche
ad entrare, essendo la porta molto stretta, ma la serratura
la invita a prendere la bottiglia che trova sul tavolo della
stanza.
Alice
si rimpicciolisce
Alice,
pur con qualche titubanza, beve il contenuto di quella bottiglia
e di colpo inizia a rimpicciolirsi. Una volta entrata, gli
viene chiesto di mangiare un biscotto e quando Alice lo assaggia
inizia a diventare così grande, che la sua testa arriva a
toccare il soffitto della casa. Alice è disperata perché capisce
che, non potendo più uscire dalla porta, rimarrà intrappolata
dentro quella casa, così inizia a piangere talmente tanto,
da allagare tutta la casa. Decide di bere un altro sorso dalla
bottiglia e così ritorna piccina. Ora però deve stare attenta
a non affogare nel mare di lacrime che lei stessa ha prodotto,
ma per fortuna riesce ad uscire passando dal buco della serratura.
Capitan
Libeccio
Una volta
uscita dalla casa Alice incontra tre strani uccelli, capeggiati
da Capitan Libeccio, ai quali chiede inutilmente aiuto dalle
onde che la sovrastano. Per fortuna le onde la portano all'asciutto
a dopo essersi asciugata i vestiti, correndo in cerchio (come
le suggeriscono gli uccelli) Alice rivede il Bianconiglio
e quindi riprende a seguirlo.
Pinco
Panco, il Tricheco e il Carpentiere
Arrivata
nel bosco incontra due strani individui chiamati Pinco Panco
e Panco Pinco, che la fermano per raccontarle la strana storia
del Tricheco, il Carpentiere e delle ostriche curiose. Un
giorno (o una notte) un Tricheco e un Carpentiere che camminavano
lungo la spiaggia, vollero mangiarsi delle gustose ostriche.
Armati di flauto e bastone, cercarono con della musica di
attirare le ostriche per farle uscire dal mare. Le ostriche
ben contente di uscire furono mangiate in un baleno dal Tricheco,
cosa che mandò su tutte le furie il Carpentiere e i due iniziarono
a litigare. La storia riempie di tristezza Alice, che in ogni
caso deve riprendere ad inseguire il Bianconiglio.
Alice
nella casa del Bianconiglio
Finalmente
arriva presso la casa del coniglio affrettato, che le ordina
di prenderle i guanti chiamandola Marianna. Alice entra nella
casa del Bianconiglio per cercare i guanti, ma non li trova.
Al loro posto c'è una scatola di biscotti con la scritta
"Serviti". Dimenticandosi dell'effetto precedente, Alice ne
assaggia uno e così inizia a crescere a dismisura, tanto che
le sue braccia escono dalle finestre e i piedi dalle mura.
Il Bianconiglio scambia Alice per un mostro spaventoso, così
chiede aiuto a Capitan Libeccio, che ordina di incendiare
la casa. Prima che quelli scriteriati, diano inizio ai loro
piani, Alice pensa di assaggiare qualcos'altro per rimpicciolire,
così con le sue lunghe braccia, riesce ad assaggiare una carota
che stava sull'orto. Detto fatto Alice rimpicciolisce e riprende
ad inseguire il Bianconiglio.

Alice
incontra il Brucaliffo
Ora però
è troppo piccola per stare al passo del coniglio e lo perde
di vista. Nel bosco incontra dei bellissimi fiori che ballano
e cantano ed in seguito, seduto sopra un fungo, incontra il
Brucaliffo che fumando una strana pipa, disegna delle nuvole
fumose a forma di vocali. Il Brucaliffo domanda ad Alice :<<
Chi essere tu? >>.
Alice e disorientata e vorrebbe ritornare della sua dimensione
normale, così il Brucaliffo le suggerisce di mangiare un pezzo
di fungo, se lo mangia da un lato potrà crescere, mentre se
lo mangia dall'altra parte potrà rimpicciolire. Alice mangiando
un pezzo a caso del fungo, azzecca il lato per farla crescere,
tanto da arrivare ad impigliarsi i capelli fra i rami degli
alberi e a far infuriare una mamma d'uccello. Alice mangiando
l'altro pezzetto di fungo rimpicciolisce e finalmente, assume
una dimensione normale. Una volta ripreso il sentiero Alice
trova dei cartelli che indicano delle direzioni diverse e
non sa quale prendere. Così le appare uno strano gatto, chiamato
Stregatto.

Alice
incontra il cappellaio matto e il leprotto bisestile
Alice
gli chiede notizie del Bianconiglio e questi la manda dal
Cappellaio Matto e dal Leprotto Bisestile. Arrivata alla loro
casa vede i due strani individui che festeggiano il loro non-compleanno,
cantando e bevendo tantissime tazze di tè. Alice afferma che
anche lei non compie gli anni di quel giorno e così i due
festeggiano anche il non-compleanno della bionda bambina,
con una bella torta. Stanca di tutte quelle assurdità, Alice
decide di prendere il sentiero che la riporterà a casa sua,
ma all'improvviso la strada sparisce, cancellata da uno stano
animale a forma di scopa.
Alice
incontra la Regina di cuori
Alice
piange dalla disperazione, sentendosi sola in quello strano
mondo, ma ad un certo punto ricompare Stregatto che le indica
una strada, che la condurrà alla Regina del loro mondo. Nel
giardino reale, trova dei soldati a forma di carte da gioco,
che armati di secchio e vernice, sono intenti a colorare le
rose bianche per farle diventare rosse. Alice rivede anche
il Bianconiglio, che con uno squillo di tromba annuncia l'arrivo
della Regina di Cuori e del suo piccolo re. La corpulenta
Regina invita Alice a giocare a croquet, utilizzando degli
uccelli come mazze. Gli uccelli sono così terrorizzati dalla
Regina, che fanno di tutto per far perdere Alice. In suo aiuto
arriva lo Stregatto, che combina un brutto scherzo alla Regina
di Cuori, facendola finire a gambe all'aria, ma la sovrana
furibonda accusa Alice e ordina alle carte soldato, di farle
decapitare.

Il piccolo
Re, riesce a convincere la Regina di poterle fare almeno un
processo. Inutile dire che al processo, tutti i capi d'imputazione
sono contro di lei e così per essere ascoltata, Alice decide
di mangiare i due pezzi di fungo che aveva in tasca. Alice
inizia a diventare gigantesca e ad incutere timore sia alla
Regina sia ai suoi soldati, che scappano terrorizzati. Ad
un certo punto però, inizia a fare effetto anche l'altro pezzo
di fungo che la rimpicciolisce e così si ritrova inseguita
dalla Regina e dalle carte soldato. Dopo una corsa a perdifiato,
inseguita da tutti i personaggi di quello strano mondo, Alice
trova finalmente la porta dalla quale era entrata, ma la serratura
le dice d'essere ancora chiusa a chiave. Quando oramai le
sono tutti addosso, Alice si sveglia da quell'incredibile
sogno e ritrova il gattino Oreste, che dorme fra le sue braccia.
Il Cuore
della Trama: Analisi Critica e Motivazioni dei Personaggi
Il viaggio
di Alice non è semplicemente una caduta nella tana
del coniglio. È una discesa nell'irrazionale, un percorso
iniziatico che la bambina intraprende quasi senza volerlo,
spinta da quella curiosità che i bambini (e solo i
bambini, diciamocelo) possiedono ancora intatta. Walt Disney
e il suo team di sceneggiatori hanno saputo cogliere l'essenza
del romanzo di Carroll trasformandola in qualcosa di visivamente
potente e narrativamente stratificato. Alice insegue il Bianconiglio
perché deve farlo, perché quella creatura in
ritardo rappresenta tutto ciò che la sua vita ordinaria
le nega: il mistero, l'imprevisto, la possibilità che
il mondo non sia poi così noioso come le lezioni di
storia della sorella maggiore.
La vera
forza del film sta nel modo in cui mostra la protagonista
reagire a un universo che rifiuta ogni sua aspettativa. Alice
arriva nel Paese delle Meraviglie convinta di poter applicare
le regole del mondo reale, quella logica borghese e un po'
saccente che ha assorbito dalla sua educazione vittoriana.
E qui sta il genio della sceneggiatura: ogni tentativo di
imporre ordine fallisce miseramente. I personaggi che incontra
non rispondono alle sue domande, anzi ne pongono di nuove
e più assurde. Il Brucaliffo la interroga sulla sua
identità con un laconico "Chi sei tu?" che
non ammette risposte semplici. Il Cappellaio Matto e il Leprotto
Bisestile celebrano un non-compleanno che sovverte il concetto
stesso di festa. Nulla ha senso, eppure tutto funziona secondo
logiche proprie che Alice (e lo spettatore con lei) è
costretta ad accettare.
Le motivazioni
dei personaggi sfuggono a qualsiasi interpretazione convenzionale,
e questo è precisamente il punto. Lo Stregatto appare
e scompare offrendo consigli che sembrano utili ma conducono
sempre verso nuovi guai. Il Bianconiglio corre senza mai spiegare
davvero perché sia in ritardo o dove debba andare.
La Regina di Cuori ordina decapitazioni con la stessa leggerezza
con cui potrebbe ordinare una tazza di tè. In questo
caos apparente si nasconde però una critica sociale
piuttosto tagliente: il potere è arbitrario, le regole
sono inventate da chi comanda, e chi non si adegua rischia
la testa. Letteralmente.
Alice
attraversa questo incubo colorato mantenendo una dignità
quasi commovente. Piange, si arrabbia, si perde nella Foresta
di Tulgey in un momento di autentica disperazione. La canzone
"Mi so dar ottimi consigli" è forse il punto
emotivo più alto del film, quando la bambina ammette
di non seguire mai i propri stessi suggerimenti. È
un momento di vulnerabilità raro nei film d'animazione
dell'epoca, un'ammissione di fragilità che rende Alice
incredibilmente umana nonostante sia circondata da creature
impossibili.
I Temi
Centrali e il Messaggio Sotteso
Al di
là della superficie colorata e delle canzoni orecchiabili,
il film affronta temi che negli anni Cinquanta dovevano risultare
quasi sovversivi. C'è innanzitutto una critica al conformismo
sociale, rappresentato dalla rigidità delle regole
del Paese delle Meraviglie che tutti seguono senza mai metterle
in discussione. I fiori cacciano Alice accusandola di essere
un'erbaccia senza alcuna prova, solo perché è
diversa da loro. La Regina di Cuori governa attraverso la
paura e la minaccia costante di violenza. Il tribunale finale
è una farsa dove la colpevolezza viene decisa prima
ancora che il processo inizi.
Ma c'è
anche un messaggio più sottile sulla crescita e sull'identità.
Alice cambia dimensione continuamente, troppo grande o troppo
piccola, mai della misura giusta. È una metafora dell'adolescenza
piuttosto eloquente, quel periodo in cui non ci si sente mai
adeguati, mai al posto giusto, mai compresi. Il Paese delle
Meraviglie diventa così uno specchio deformante dell'età
adulta vista dagli occhi di una bambina: un mondo di regole
incomprensibili dove gli adulti si comportano in modo assurdo
pretendendo al contempo rispetto e obbedienza.
Il messaggio
finale, con Alice che si sveglia e torna alla vita reale per
l'ora del tè, può sembrare un ritorno rassicurante
alla normalità. Ma chi ha davvero seguito il viaggio
sa che quella bambina non sarà più la stessa.
Ha visto troppo, ha capito che la realtà è più
fragile di quanto sembri.
Stile
Visivo, Tono e Atmosfere Uniche
L'influenza
di Mary Blair sul design del film è evidente in ogni
fotogramma. I colori sono audaci, quasi aggressivi, con accostamenti
che sfidano qualsiasi realismo. Il viola del gatto, il rosso
furioso della Regina, i verdi innaturali della foresta creano
un'atmosfera onirica che non ha precedenti nella filmografia
Disney fino a quel momento. L'animazione alterna momenti di
fluidità quasi ipnotica (lo Stregatto che si dissolve
lasciando visibile solo il sorriso) a sequenze frenetiche
e caotiche che rispecchiano lo stato mentale della protagonista.
Oliver
Wallace compose una colonna sonora che bilancia perfettamente
il whimsical e l'inquietante. Le canzoni sono numerose, alcune
durano pochi secondi, altre diventano veri e propri numeri
musicali. Questa frammentazione contribuisce al senso di disorientamento
che permea tutto il film. Nulla dura abbastanza da diventare
familiare, proprio come nel Paese delle Meraviglie stesso
dove le regole cambiano a ogni scena.
Alice:
Carattere, Sviluppo e Motivazioni
Alice
rappresenta un tipo di protagonista piuttosto insolito per
gli standard Disney dell'epoca. Non è una principessa
in attesa di essere salvata, non cerca un principe, non ha
un obiettivo romantico. È semplicemente una bambina
curiosa che finisce in un posto sbagliato (o forse giustissimo,
dipende dai punti di vista). La sua evoluzione nel corso del
film è sottile ma significativa.
All'inizio
Alice è quasi insopportabile nel suo atteggiamento
da sapientina. Corregge mentalmente le assurdità che
incontra, cerca di applicare la logica dove logica non ce
n'è. "Se avessi un mondo tutto mio, là
tutto sarebbe assurdo" canta nella scena iniziale, senza
rendersi conto che sta per ottenere esattamente quello che
desidera. E quando lo ottiene, scopre che l'assurdo non è
poi così divertente come immaginava.
Il punto
di svolta arriva nella Foresta di Tulgey, quando Alice si
siede tra le creature impossibili e piange per la sua incapacità
di trovare la strada di casa. È il momento in cui abbandona
la pretesa di controllo e accetta la propria vulnerabilità.
Da lì in poi il suo atteggiamento cambia: non cerca
più di capire il Paese delle Meraviglie ma solo di
sopravvivergli.
La scena
del tribunale mostra un'Alice finalmente combattiva, che osa
rispondere alla Regina e sfidare l'autorità costituita.
Certo, lo fa solo dopo aver mangiato il fungo ed essere diventata
gigantesca, quindi con la sicurezza che deriva dalla forza
fisica. Ma quando torna alle dimensioni normali e deve comunque
fuggire, dimostra di aver imparato qualcosa: a volte non si
può vincere, si può solo scappare e svegliarsi.
I Co-protagonisti:
Ruolo e Dinamiche Interpersonali
Il cast
di personaggi secondari è talmente ricco che risulta
impossibile analizzarli tutti con la dovuta attenzione. Alcuni
però meritano un discorso a parte per il loro impatto
sulla storia e sull'immaginario collettivo.
Il
Cappellaio Matto e il Leprotto Bisestile formano
una coppia comica irresistibile, bloccati in un eterno tea
party che celebra il non-compleanno. La loro follia è
contagiosa e al tempo stesso sfinente: intrattengono Alice
con indovinelli senza risposta, distruggono l'orologio del
Bianconiglio cercando di ripararlo, interrompono continuamente
qualsiasi tentativo di conversazione sensata. Sono l'incarnazione
perfetta del nonsense di Carroll, tradotto in immagini animate
con una fedeltà sorprendente allo spirito originale.
Il Cappellaio in particolare, con la sua energia maniaca e
il suo sorriso troppo largo, anticipa di decenni certi personaggi
del cinema di Tim Burton (non a caso Burton avrebbe poi diretto
il remake live-action del 2010).
Lo
Stregatto occupa una posizione particolare nell'economia
narrativa. Non è un alleato e non è un nemico,
è qualcosa di più sfuggente e ambiguo. Offre
ad Alice indicazioni che sono tecnicamente corrette ma praticamente
inutili. Il suo sorriso permanente suggerisce una conoscenza
superiore delle cose, una comprensione del Paese delle Meraviglie
che nessun altro personaggio possiede. In molte interpretazioni
del romanzo di Carroll, il gatto del Cheshire rappresenta
la filosofia del relativismo: tutto è ugualmente vero
e falso, sensato e insensato. Disney mantiene questa ambiguità
senza mai risolverla, lasciando allo spettatore il compito
di decidere se fidarsi o meno di questa creatura sorridente.
Il Brucaliffo
merita una menzione speciale per la sua scena, breve ma memorabile.
Seduto sul fungo a fumare il suo narghilè, pone ad
Alice domande esistenziali che la bambina non sa come affrontare.
"Chi sei tu?" ripete con insistenza, trasformando
una semplice richiesta di identità in un interrogativo
filosofico. La risposta di Alice ("Non lo so più,
signore") è forse il momento più sincero
di tutto il film. Prima di trasformarsi in farfalla e volare
via, il Brucaliffo offre alla protagonista l'unico consiglio
davvero utile del Paese delle Meraviglie: come usare il fungo
per controllare le proprie dimensioni. È un gesto quasi
paterno in un mondo privo di figure genitoriali.
Pinco
Panco e Panco Pinco rappresentano l'ostacolo comico
per eccellenza. I due gemelli identici bloccano Alice con
la loro storia del Tricheco e del Carpentiere, una digressione
narrativa che apparentemente non serve a nulla ma che in realtà
introduce uno dei messaggi più cinici del film: la
seduzione può mascherare intenzioni predatorie, e l'innocenza
(le ostrichette) viene spesso punita dalla propria ingenuità.
Gli Antagonisti:
Il Male dietro la Trama
La
Regina di Cuori è uno dei cattivi Disney più
efficaci proprio perché non ha una vera motivazione
malvagia. Non vuole conquistare un regno, non cerca vendetta
per un torto subito, non ha un piano diabolico. È semplicemente
una persona con troppo potere e nessun autocontrollo. La sua
rabbia esplode per motivi futili: rose bianche invece che
rosse, una partita di croquet che non va come vorrebbe, un
gatto che le fa uno scherzo. "Tagliatele la testa!"
è il suo ritornello, pronunciato con una casualità
che lo rende ancora più inquietante.
In questo
senso la Regina rappresenta il potere tirannico nella sua
forma più pura e infantile. Non c'è razionalità
nelle sue decisioni, solo capriccio e violenza. Il Re di Cuori,
suo marito mingherlino e sottomesso, cerca timidamente di
mitigare le sue sentenze ma senza mai opporsi davvero. È
il cortigiano perfetto, complice silenzioso di ogni abuso
pur di mantenere la propria posizione.
Il fatto
che nessuna decapitazione venga mai mostrata (il film è
pur sempre destinato ai bambini) non diminuisce l'orrore sotteso.
La minaccia è costante, l'atmosfera di terrore pervade
ogni scena ambientata nel giardino e nel palazzo. Alice rischia
davvero la vita, e solo il risveglio la salva da un destino
che il film lascia sapientemente indefinito.
L'Impatto
Culturale in Italia: Sigle, Censure e Polemiche
Il doppiaggio
italiano di Alice nel Paese delle Meraviglie merita un capitolo
a parte nella storia dell'adattamento Disney. Roberto De Leonardis,
responsabile della versione italiana, prese decisioni coraggiose
che ancora oggi dividono gli appassionati. I nomi dei personaggi
vennero completamente reinventati con giochi di parole che
non hanno equivalenti nell'originale inglese: Stregatto (fusione
di strega e gatto), Toperchio (topo e coperchio, dalla scena
in cui il personaggio viene nascosto sotto una teiera), Leprotto
Bisestile (traduzione creativa di March Hare, la lepre marzolina).
La trovata
più geniale riguarda il gattino di Alice: nell'originale
si chiama Dinah ed è femmina, mentre nella versione
italiana diventa Oreste, un maschietto. Il motivo è
puramente linguistico. Durante la scena del tea party, Alice
sillabia il nome del gatto per farlo capire al Cappellaio,
e nella versione originale la parola CAT finisce con T come
Tea. De Leonardis ricreò il gioco di parole facendo
sillabire O-RES-TE, dove TE rimandava al tè della festa.
Una soluzione brillante che dimostra quanto lavoro creativo
si nasconda dietro un buon adattamento.
Il film
arrivò in Italia nel dicembre 1951, pochi mesi dopo
la premiere americana, e venne presentato alla Mostra del
Cinema di Venezia. L'accoglienza fu tiepida, in linea con
quella internazionale. Solo nelle riedizioni successive (la
prima nel 1970) il pubblico italiano iniziò ad apprezzare
davvero l'opera, complice probabilmente il clima culturale
più aperto agli esperimenti visivi e narrativi.
Ripercussioni
e Critica Finale
A più
di settant'anni dalla sua uscita, Alice nel Paese delle Meraviglie
occupa una posizione strana nel canone Disney. Non è
amato con la stessa intensità di Biancaneve o Cenerentola,
non ha generato lo stesso merchandising di altri classici,
eppure continua a essere discusso, analizzato, reinterpretato.
La sua riscoperta negli anni della contestazione giovanile
americana lo ha trasformato in un cult, associato (a torto
o a ragione) alla cultura psichedelica e alle sostanze stupefacenti.
Walt Disney
stesso considerava il film un fallimento, lamentando che il
personaggio di Alice mancasse di cuore. È un giudizio
severo che ignora però le qualità uniche dell'opera:
la sua capacità di disturbare pur intrattenendo, di
porre domande senza offrire risposte, di mostrare un mondo
adulto attraverso gli occhi terrorizzati e affascinati di
una bambina.
Il vero
lascito di Alice nel Paese delle Meraviglie sta forse nella
sua influenza sotterranea. Senza questo film non avremmo avuto
certo tipo di animazione sperimentale, certo coraggio nel
rappresentare l'irrazionale, certa fiducia nella capacità
del pubblico (anche quello più giovane) di accettare
storie che non finiscono con "e vissero felici e contenti".
Alice si sveglia, torna a casa per il tè, e tutto sembra
tornare normale. Ma chi ha fatto quel viaggio con lei sa che
normale non significa necessariamente reale.
Sintesi
e Link di Approfondimento
Alice
nel Paese delle Meraviglie rimane uno dei Classici Disney
più audaci e controversi, un'opera che ha sfidato le
convenzioni del suo tempo pagandone inizialmente il prezzo
ma guadagnando col tempo lo status di capolavoro visionario.
Per approfondire l'universo di questo film, consigliamo la
lettura dei nostri articoli dedicati alla Regina di Cuori
e alla sua rappresentazione del potere tirannico, allo Stregatto
e al suo ruolo filosofico nel racconto, e al confronto tra
il film animato del 1951 e il remake live-action di Tim Burton
del 2010.
di
Gianluigi P.
Tutti
i personaggi e le immagini di Alice nel paese delle meraviglie
sono copyright © Walt Disney e degli aventi diritto. vengono
qui utilizzati a scopi conoscitivi e divulgativi.
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