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Astroboy
ASTRO BOY
Astro Boy - Atom

Il fumetto - Manga

Titolo originale: Tetsuwan Atomu
Personaggi:
Atom
Testi: Osamu Tezuka
Disegni: Osamu Tezuka
Editori: Kobunsha
Editore italiano: Panini Comics - Planet Manga

Nazione: Giappone
Anno: 1952
Genere: Fumetto fantascienza, robot, avventura
Albi Tankobon: 23
Età consigliata: Ragazzi dai 6 ai 12 anni

Astro Boy è il personaggio dei fumetti e cartoni animati giapponesi, realizzato da Osamu Tezuka per la rivista Shonen Manga nel lontano 1951 fino al 1968 ed è uno dei più importanti personaggi che ha contribuito a diffondere il fenomeno dei manga in tutto il mondo. In realtà il vero nome di Astro Boy è Tetsuwan Atom, che significa Atom dal pugno di ferro; per il suo aspetto grafico, l'autore si è ispirato ai personaggi Disney e in particolare a Topolino e soprattutto Pinocchio. Astro Boy è un robot realizzato dal professor Tenma, sulla base delle caratteristiche fisiche e celebrali di suo figlio Tobio, morto a causa di un incidente stradale. Astro Boy ha pertanto l'aspetto di un ragazzino e possiede anche dei sentimenti umani che lo fanno apparire come un essere senziente. Quando lo scienziato si accorge che il robot, non è in grado di crescere e maturare come avrebbe potuto fare suo figlio Tobio, preso da un impeto d'ira e di sconforto decide di venderlo. Inizialmente finisce in un circo come fenomeno da baraccone, ma in seguito viene riscattato dal dottor Ochanomizu, il successore di Tenma al dipartimento scientifico, che gli restituisce la libertà.

Astro boy

Lo scienziato gli costruirà una famiglia di robot e gli consentirà di frequentare le scuole come un bambino normale. Astro Boy è dotato di super poteri, grazie ai quali aiuta lo scienziato Ochanomizu a combattere contro le guerre e le ingiustizie sociali. Nonostante il suo grande contributo alla causa dell'umanità Atro Boy, viene spesso rifiutato dagli uomini ed in particolare dai suoi compagni di scuola, in quanto lo considerano solamente una macchina. Il dottor Ochanomizu, dovrà lottare contro uomini senza scrupoli che cercano di impadronirsi della preziosa tecnologia che ha permesso la costruzione di Astro Boy e così il piccolo robot viene coinvolto in una serie di emozionanti avventure dalle quali uscirà sempre vincitore. Astro Boy è stato il primo fumetto manga ad essere trasportato in cartone animato (anime), la serie realizzata dal 1963 al 1966 dallo stesso Osamu Tezuka è composta da 193 episodi in bianco e nero e pertanto può considerarsi a diritto il capostipite di tutti i cartoni animati giapponesi, cha da lui hanno ereditato i caratteristici occhi grandi e le linee tondeggianti. Grazie alla sua simpatia e bontà è diventata una vera icona di un mondo che lotta per la pace, contro ogni forma di discriminazione e ingiustizia. In Italia è stata trasmessa la versione a colori del 1980 per un totale di 52 episodi. Molto simile ad Astro Boy è Capitan Jet, realizzato sempre da Osamu Tezuka.

Astro Boy: Il Piccolo Robot che ha Rivoluzionato il Mondo dell'Animazione

Astro Boy

Il Primo Contatto: Perché è diventato un'Icona

C'è stato un tempo in cui accendere la televisione significava immergersi in mondi completamente nuovi, dove la fantascienza non era solo un genere ma una promessa di futuro. Astro Boy (o Tetsuwan Atom, come lo conoscevano in Giappone) rappresenta esattamente questo: un ponte tra il sogno tecnologico del dopoguerra e la capacità dei cartoni animati di emozionare, far riflettere e intrattenere. Quando pensiamo ai grandi classici dell'animazione giapponese, è praticamente impossibile non menzionare questo piccolo robot dai grandi occhi, capace di volare grazie ai propulsori nelle gambe e di combattere il male con una forza impressionante.

Ma perché Astro Boy continua a essere rilevante dopo oltre sessant'anni dalla sua prima apparizione? La risposta sta nella sua capacità di essere molte cose contemporaneamente: un'avventura spaziale, una riflessione sull'identità, un racconto familiare e soprattutto un manifesto di speranza. Il piccolo Atom non è semplicemente un eroe meccanico; è un bambino con un cuore elettronico che pulsa di emozioni autentiche, capace di porre domande profonde su cosa significhi essere umani in un mondo dove la tecnologia avanza a ritmi vertiginosi.

Questo è un lavoro pionieristico che ha letteralmente definito cosa potesse essere un anime, stabilendo convenzioni narrative e visive che ancora oggi influenzano l'industria dell'animazione giapponese. E se da un lato gli anni si fanno sentire (soprattutto per chi si avvicina ora a questa serie con occhi abituati a tecnologie digitali avanzate), dall'altro c'è un fascino indiscutibile nel vedere dove tutto è cominciato.

Il Contesto Storico e la Nascita della saga di Astro Boy

Autori, Studio di Produzione e Genesi dell'Opera

Dietro Astro Boy c'è una figura leggendaria: Osamu Tezuka, spesso definito il "dio dei manga" per il suo contributo fondamentale alla nascita e allo sviluppo di questo medium artistico. Tezuka non fu solo l'ideatore del manga originale (pubblicato dal 1952 al 1968 sulla rivista Shonen della Kobunsha), ma fu anche il motore propulsivo della trasposizione animata. Nel 1963, il suo studio Mushi Production realizzò la prima serie televisiva anime di Astro Boy, cambiando per sempre la storia dell'animazione giapponese.

L'idea nacque da una storia precedente, "Atom Taishi" (Atom l'ambasciatore), dove il robottino appariva come personaggio secondario. Tezuka, però, intuì immediatamente il potenziale di quel piccolo androide e decise di dedicargli una serie tutta sua. L'ispirazione dichiarata? Un Pinocchio del ventunesimo secolo: non più un burattino di legno che desidera diventare umano, ma un robot quasi perfetto che cerca di comprendere l'umanità e convivere con essa. Un ribaltamento geniale che apriva scenari narrativi completamente nuovi.

Cronologia in Italia e nel Mondo: La Prima Messa in Onda

La serie animata originale del 1963 debuttò in Giappone su Fuji TV il primo gennaio, diventando immediatamente un fenomeno culturale. Si stima che, al culmine della sua popolarità, fosse seguita dal 40% della popolazione giapponese dotata di televisore. Per quattro stagioni consecutive, per un totale di 193 episodi (l'ultimo andò in onda a Capodanno del 1966), Astro Boy dominò gli schermi nipponici, dimostrando che l'animazione televisiva poteva essere qualcosa di più di un semplice intrattenimento per bambini.

L'arrivo in Occidente fu altrettanto significativo. Negli Stati Uniti, la serie venne doppiata e trasmessa già nei primi anni Sessanta, riscuotendo un successo clamoroso e diventando il primo anime a godere di una distribuzione massiccia fuori dai confini giapponesi. In Italia, Astro Boy arrivò con un certo ritardo rispetto ad altre produzioni, ma la sua influenza si fece sentire comunque attraverso le successive riedizioni e i remake. La serie venne riproposta a colori nel 1980 (52 episodi prodotti da Tezuka Productions) e nuovamente nel 2003 (50 episodi, trasmessi da Animax), celebrando la "data di nascita" ufficiale di Atom secondo il manga: il 7 aprile 2003.

Il pubblico destinatario era principalmente infantile e adolescenziale, ma la profondità dei temi trattati (dalla discriminazione alla guerra, dall'energia nucleare al significato della famiglia) permetteva anche agli adulti di trovare spunti di riflessione interessanti.

Trama, Ambientazioni e l'Anima del Racconto senza spoiler

Gli Snodi Narrativi Principali

Immaginate un futuro (che per noi è già passato, visto che si parla del 2003) dove robot e umani convivono nella vita quotidiana. Non sempre in armonia, sia chiaro, ma quantomeno condividendo lo stesso spazio. In questo scenario futuristico nasce Atom, o Astro Boy come lo conosceremo in Occidente: un piccolo androide dalle sembianze di un bambino, costruito dal dottor Tenma, all'epoca capo del Ministero della Scienza.

La genesi di Atom è tragica. Tenma aveva perso il figlio Tobio in un terribile incidente stradale e, divorato dal dolore, decise di costruire un robot identico al bambino perduto. Gli diede le stesse fattezze, programmò in lui sentimenti ed emozioni umane, lo dotò di un'intelligenza straordinaria. Ma presto si rese conto che nessuna macchina, per quanto perfetta, avrebbe potuto colmare quel vuoto. Atom non poteva crescere, non poteva invecchiare, rimaneva cristallizzato in quell'apparenza infantile. Deluso e amareggiato, Tenma vendette il piccolo robot a un circo, condannandolo a una vita di esibizioni e umiliazioni.

Fu il professor Ochanomizu (chiamato Dr. Elefun in alcune versioni occidentali), nuovo capo del Ministero della Scienza, a salvare Atom da quel destino crudele. Assistendo casualmente a uno spettacolo circense, riconobbe l'incredibile potenziale del robottino e decise di prenderlo con sé, diventando il suo tutore legale e, di fatto, una figura paterna affettuosa e presente. Atom ottenne così una vera famiglia robotica (genitori artificiali, una sorellina di nome Uran, un fratellino Cobalt) e iniziò a frequentare la scuola come un bambino normale.

Ma Atom non era un robot qualunque. Possedeva una forza di centomila cavalli vapore, propulsori a reazione integrati nelle braccia and gambe che gli permettevano di volare, mitragliatrici nascoste (sì, proprio lì, nelle natiche), occhi con raggi X, e soprattutto un cuore elettronico capace di distinguere le buone dalle cattive intenzioni. Con questi poteri straordinari, Atom divenne un difensore della giustizia, combattendo criminali, robot impazziti, alieni invasori e soprattutto l'odio e il pregiudizio contro i robot.

I Temi Centrali e il Messaggio

Astro Boy non è solo una serie di avventure spaziali e combattimenti robotici. Dietro l'azione frenetica si celano tematiche profonde e attuali. La discriminazione è centrale: Atom rappresenta una minoranza, i robot, che vengono spesso guardati con sospetto, paura o disprezzo dagli esseri umani. Molti episodi affrontano il razzismo meccanico, mostrando come i pregiudizi possano danneggiare individui innocenti.

L'energia nucleare è un altro tema portante. Ricordiamo che Astro Boy nasce pochi anni dopo le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Tezuka usa Atom (alimentato da un reattore nucleare interno) come simbolo ambivalente: la tecnologia atomica può essere devastante o benefica, dipende da come viene utilizzata. Il robottino incarna la speranza che la scienza possa essere una forza positiva per l'umanità.

C'è poi la questione dell'identità. Atom si chiede continuamente cosa significhi essere "vivo", se le emozioni che prova siano autentiche o solo simulazioni programmate. Questa riflessione esistenziale, presentata con una semplicità disarmante, rende il personaggio incredibilmente empatico. E poi c'è il rapporto padre-figlio: Tenma che rifiuta Atom perché non all'altezza del figlio perduto, Ochanomizu che invece lo accoglie e lo ama per quello che è. Una dinamica familiare che risuona universalmente.

Stile Visivo, Tono e Atmosfere Uniche

Dal punto di vista estetico, Astro Boy mostra chiaramente l'influenza dello stile Disney e dei fumetti americani degli anni Cinquanta. I personaggi hanno linee semplici, tratti tondeggianti, occhi grandi ed espressivi. Gli sfondi, specialmente nei primi episodi, possono apparire essenziali, quasi minimalisti, ma quando Tezuka decideva di soffermarsi su un'ambientazione (città futuristiche, basi spaziali, laboratori scientifici), il livello di dettaglio saliva notevolmente.

L'animazione della serie del 1963 era limitata dal budget ridotto (la Mushi Production lavorava con risorse molto contenute), quindi venne adottata la tecnica dell'"animazione limitata": movimenti ridotti, fotogrammi ripetuti, focus sulle espressioni facciali piuttosto che sull'azione completa. Questa scelta stilistica, nata da necessità economiche, divenne paradossalmente uno degli elementi caratteristici degli anime successivi.

Le musiche contribuivano enormemente all'atmosfera. La sigla originale giapponese è diventata iconica, tanto che ancora oggi viene utilizzata in alcune stazioni ferroviarie (come Takadanobaba) per segnalare la partenza dei treni. Il tono generale oscilla tra momenti di leggerezza comica (Tezuka amava inserire gag improvvise per alleggerire scene troppo drammatiche) e sequenze emotive molto intense.

Analisi dei Personaggi

Astro Boy : Carattere, Sviluppo e Motivazioni

Atom è un protagonista complesso nascosto sotto un'apparenza disarmante. Esteriormente è un bambino robot sorridente, ottimista, sempre pronto a lanciarsi in azione per salvare qualcuno. Ma sotto quella superficie c'è una profondità inaspettata. È un essere che non può crescere, che sa di essere stato creato come sostituto di un figlio morto e poi rifiutato perché inadeguato. Eppure non si lascia schiacciare da questo trauma.

La sua empatia è straordinaria: comprende il dolore altrui perché ha sperimentato l'abbandono sulla propria pelle (o meglio, sul proprio metallo). Questa capacità di immedesimarsi negli altri, siano essi umani o robot, è il suo vero superpotere, ben più importante della forza fisica o dei propulsori. Atom lotta per un mondo dove la convivenza pacifica sia possibile, dove i robot vengano riconosciuti come esseri senzienti meritevoli di rispetto.

Il suo sviluppo narrativo attraversa diverse fasi. Inizialmente è quasi ingenuo, fiducioso nell'umanità. Man mano che affronta nemici sempre più pericolosi e situazioni moralmente ambigue, la sua visione si fa più sfumata. Capisce che il bene e il male non sono sempre nettamente separati, che anche le persone buone possono commettere errori terribili. Questa maturazione psicologica, pur mantenendo intatta la sua bontà fondamentale, lo rende un personaggio tridimensionale.

Le sue motivazioni sono limpide: vuole essere accettato, vuole proteggere chi ama, vuole dimostrare che i robot possono essere forze positive. Ma c'è anche un desiderio più profondo, quasi inconscio: capire cosa significhi essere "umano", quali siano i confini tra coscienza artificiale e naturale. Domande che non trovano risposte semplici, e forse è proprio questo che rende Atom così affascinante.

I Co-protagonisti: Ruolo e Dinamiche Interpersonali

Il professor Ochanomizu è il vero padre di Atom, non geneticamente ma emotivamente. Questo scienziato dal naso prominente (caratteristica che Tezuka ripeterà in molti personaggi del suo "star system") rappresenta la scienza umanistica, quella che non perde mai di vista l'etica e la compassione. Salva Atom dal circo non per interesse scientifico, ma perché vede in lui un bambino che soffre. Gli costruisce una famiglia robotica, lo iscrive a scuola, lo difende dai pregiudizi. È la dimostrazione che la paternità non è una questione biologica, ma di amore e presenza.

Baffone (Higeoyaji nella versione originale, Mr. Mustachio nella traduzione inglese) è un altro pilastro della vita di Atom. Insegnante eccentrico e investigatore dilettante, porta nella serie una ventata di allegria terrena. È irruente, coraggioso fino alla temerarietà, a volte un po' impacciato, ma sempre leale. La sua umanità imperfetta (al contrario della perfezione tecnica di Atom) crea un contrasto interessante: Baffone insegna al robottino cosa significhi essere goffamente, meravigliosamente umani.

Uran, la sorellina robotica di Atom, aggiunge una dimensione familiare importante. È vivace, curiosa, a volte capricciosa, esattamente come una vera bambina. La sua presenza ricorda che Atom, pur essendo un eroe, è anche un fratello maggiore con responsabilità quotidiane. Anche Cobalt, il fratellino (o fratello maggiore, secondo le versioni), ha il suo ruolo, sebbene meno sviluppato. Alcuni episodi lo vedono protagonista di sottotrame parallele, ampliando l'universo narrativo.

Il dottor Tenma merita un'attenzione particolare. È l'antagonista involontario, il padre biologico (o meglio, creatore) che abbandona. La sua figura è tragica: un uomo distrutto dal dolore che compie un atto crudele non per cattiveria, ma per incapacità di elaborare il lutto. In alcuni episodi tornerà, creando momenti di forte tensione emotiva. Il confronto tra Tenma e Ochanomizu rappresenta due modi diversi di essere padre: possessivo e rifiutante il primo, accogliente e incondizionato il secondo.

Gli Antagonisti di Astro Boy

Essendo una serie episodica, Astro Boy presenta una galleria variegata di antagonisti. Alcuni sono criminali umani che odiano i robot e cercano di distruggerli o schiavizzarli. Questi personaggi incarnano il pregiudizio nella sua forma più brutale, rappresentando quelle frange della società che temono il progresso tecnologico e lo combattono con violenza.

Altri nemici sono robot impazziti, macchine che hanno perso il controllo o che sono state programmate per scopi malvagi. Questi antagonisti permettono alla serie di esplorare il tema della responsabilità: chi è colpevole quando un robot fa del male? Il creatore? La macchina stessa? La società che l'ha emarginata? Domande complesse che Tezuka non teme di porre, anche in un contesto d'intrattenimento.

Gli invasori alieni compaiono in diverse avventure, portando minacce che vanno oltre il pianeta Terra. Questi episodi permettono al manga di espandersi nello spazio, abbracciando una dimensione fantascientifica più ampia. Spesso questi alieni non sono puramente malvagi, ma agiscono per motivazioni comprensibili (sopravvivenza, conquista di risorse), rendendo il conflitto più sfumato.

Atlas merita una menzione speciale. Robot nemesi di Atom, rappresenta il suo opposto: la forza senza empatia, la ribellione senza causa costruttiva. Il loro confronto non è solo fisico ma filosofico: due visioni diverse di cosa significhi essere un robot in un mondo umano.

L'Eredità di Astro Boy in Italia e il Commento Finale

L'Impatto Culturale in Italia: Sigle, Censure e Curiosità

In Italia, Astro Boy ha vissuto una storia editoriale complessa. Il manga originale arrivò in modo frammentario: prima attraverso edizioni parziali negli anni Novanta (Comic Art pubblicò due volumetti nel 1997, selezionando alcuni episodi), poi con la raccolta in cinque volumi della Planet Manga nel 2010. Quest'ultima edizione, pur non essendo integrale (il manga completo conta 23 volumi), proponeva le storie più significative con una veste editoriale curata: sovraccoperte, cofanetto, pagine a colori.

Il prezzo elevato e la natura antologica dell'edizione italiana hanno suscitato reazioni contrastanti tra i lettori. Molti appassionati avrebbero preferito un'edizione integrale, anche a costo di attendere più tempo o pagare cifre maggiori. Altri hanno apprezzato la selezione curata, che permetteva di avvicinarsi all'opera evitando le lungaggini e le ripetizioni inevitabili in una serie tanto lunga e serializzata. Solo recentemente, dal 2024, J-Pop ha finalmente iniziato a pubblicare la serie integrale, permettendo ai lettori italiani di accedere all'opera completa.

Per quanto riguarda la serie animata, le trasmissioni televisive in Italia furono sporadiche e non sistematiche, soprattutto per le prime versioni. Il remake del 1980 godette di maggiore visibilità, mentre quello del 2003 ebbe una distribuzione limitata, penalizzato da un doppiaggio considerato inadeguato e da una messa in onda poco promozionata.

Le curiosità non mancano: Tezuka incontrò Walt Disney alla Fiera Mondiale di New York del 1964, e Disney si complimentò con lui per Astro Boy, esprimendo il desiderio di collaborare in futuro (cosa che purtroppo non avvenne mai). In Giappone, la città di Niiza registrò ufficialmente Astro Boy come residente nel 2003, rilasciandogli addirittura un certificato di residenza. Un gesto simbolico che dimostra quanto questo personaggio sia radicato nella cultura nipponica.

Il mio parere personale

Leggere o guardare Astro Boy oggi significa fare i conti con un'opera che ha più di sessant'anni. Gli appassionati di Tezuka tendono a perdonare i difetti legati all'età (disegni semplici, animazione limitata, trame a volte ripetitive), riconoscendo il valore storico e l'influenza enorme che questa serie ha avuto. Altri lettori, soprattutto quelli più giovani o abituati a produzioni moderne, fanno più fatica ad apprezzarla pienamente. Le recensioni italiane oscillano tra entusiasmo nostalgico e critica severa, con voti che vanno dal 4 al 9 su 10.

Le critiche più frequenti riguardano la semplicità narrativa (episodi autoconclusivi con strutture ripetitive), l'assenza di introspezione psicologica profonda (i personaggi tendono a essere archetipici), e uno stile grafico che ricorda più Topolino che il manga moderno. D'altra parte, chi apprezza l'opera sottolinea la capacità di Tezuka di affrontare temi complessi con linguaggio accessibile, la carica emotiva di alcuni episodi, e l'importanza educativa dei messaggi antirazzisti ed ecologisti.

Astro Boy ha ispirato generazioni di autori. Katsuhiro Otomo (Akira), Go Nagai (Mazinga), Naoki Urasawa (che ha creato Pluto, un rework magistrale di un episodio di Astro Boy), Akira Toriyama (Dragon Ball), Hayao Miyazaki: tutti hanno dichiarato apertamente il debito verso Tezuka. La serie anime del 1963 è stata inserita all'86° posto nella lista delle migliori serie animate di tutti i tempi secondo IGN, mentre il personaggio di Atom è stato classificato 43° nella lista dei cinquanta più grandi personaggi della storia del fumetto da Empire Magazine.

Il vero lascito di Astro Boy va oltre i numeri e le classifiche. Ha dimostrato che l'animazione televisiva giapponese poteva essere un mezzo espressivo maturo, capace di intrattenere e far riflettere contemporaneamente. Ha stabilito convenzioni narrative (la serialità episodica con archi tematici, l'uso di personaggi ricorrenti, il bilanciamento tra commedia e dramma) che ancora oggi caratterizzano molti anime. E soprattutto ha regalato al mondo un'icona: il piccolo robot volante che rappresenta la speranza in un futuro dove tecnologia e umanità possano coesistere in armonia.

Sintesi

Astro Boy rimane un pilastro fondamentale nella storia del manga e dell'animazione giapponese. Pur con i limiti legati all'epoca di produzione, conserva un fascino senza tempo e una capacità di emozionare che trascende le generazioni. Se siete interessati ad approfondire l'universo tezukiano, potete esplorare altri personaggi chiave come il [Professor Ochanomizu](#), figura paterna essenziale, o [Uran](#), la vivace sorellina robotica. Anche [Baffone](#) merita attenzione per il suo ruolo di mentore terreno e coraggioso. E per chi volesse scoprire come Astro Boy continua a influenzare il manga contemporaneo, consigliamo la lettura di [Pluto di Naoki Urasawa](#), reinterpretazione matura e adulta di uno degli episodi più celebri della serie originale.

di Gianluigi P.

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Astro Boy è copyright © Osamu Tezuka . Tutti i diritti riservati.

Titoli degli episodi
01. La nascita di Astroboy
02. Atlas
03. Il circo dei robot
04. SOS compagni di classe in pericolo
05. Il ritorno di Atlas
06. Robotlandia
07. Frankenstein
08. Il gatto rosso
09. Il castello di cristalli
10. La corsa intorno all’equatore
11. Il robot presidente
12. Il grande Damdam
13. Il robot invisibile
14. Una sorella tutta pepe
15. Robie e Robetta
16. Viaggio su Marte
17. I pirati dello spazio
18. Gita sulla luna
19. Astroboy nemico
20. I mille volti
21. SOS dalla luna
22. Il terremoto
23. La stella Alsoor
24. Il piu’ grande robot del mondo (prima parte)
25. Il piu’ grande robot del mondo (seconda parte)
26. Il robot della notte
27. La macchina del tempo
28. Il teatro di posa
29. Astroboy contro Atlas
30. Urane nei guai
31. La locomotiva nella tempesta
32. La metropolitana impazzita
33. L’elefantino
34. Il segreto delle api
35. Il mostro di Clarken
36. Avventura sull’isola
37. La pistola che spara sulla luna
38. La sfera solare
39. La storia di Rosalind
40. Il robot venuto dallo spazio
41. I tre disoccupati
42. Atlas salva Astroboy
43. Il leopardo volante
44. Il grande luna park
45. La stazione spaziale
46. Il sogno di Astroboy
47. Il robot di Urano
48. Il vichingo
49. Una strana leggenda
50. Il primo amore di Astroboy

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