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Bakugan - Battle Planet

Bakugan - Battle Planet

Titolo originale: Bakugan Batoru Puranetto
Personaggi:
Dan Kouzo, Shun Kazami, Wynton Styles, Lia Venegas, Magnus Black
Produzione: TMS Entertainment
Regia: Kazuya Ichikawa
Nazione: Giappone
Anno: 2018
Trasmesso in italia: 11 maggio 2019
Genere: Anime / Fantascienza
Episodi: 50
Durata: 24 minuti
Età consigliata: Ragazzi dai 6 ai 12 anni

Sono trascorsi 12 anni dall'esplosione del pianeta Vestroia, un universo diviso in sei territori, ognuno corrispondente ad un elemento: fuoco, luce, acqua, tenebra, terra e vento. Dan Kouzo, il protagonista della serie, insieme al suo gruppo di amici, conosciuti come i Fantastici, si imbatteranno in creatura aliene emerse in modo misterioso dalla crosta terrestre: i Bakugan.
Con alcuni di questi i ragazzi creeranno un legame molto forte, alleandosi per combattere insieme contro altri Bakugan che hanno intenzioni tutt'altro che pacifiche...
Dan è una vera forza della natura, ha una grande passione per i video che realizza insieme ai suoi migliori amici: Lia e Wynton. Per lui la vita è un gioco e affronta qualunque tipo di sfida senza paura. Il suo Bakugan si chiama Drago. Questo, appassionato, imprevedibile e molto fiero, è estremamente selettivo nei confronti degli umani e molto felice di aver scelto Dan come compagno. Lia è la leader del gruppo, artistica, piena di energia e sempre ottimista, il suo Bakugan si chiama Fiocco, una creatura estremamente capace in battaglia, ma che sa anche essere molto tenera fuori dai combattimenti. Infine c'è Wynton, talentuoso e intelligente. Il suo Bakugan si chiama Troxx ed è estremamente forte e fedele nei confronti del suo amico umano. E' riflessivo e strategico e insieme a Wynton formano una squadra che funziona alla perfezione!

Recensione di Bakugan - Battle Planet:

Bakugan - Battle Planet

Ammettiamolo: se sei nato negli anni '90, la parola "Bakugan" ti fa scattare immediatamente un riflesso pavloviano. Senti il rumore della plastica che scatta, vedi quelle sfere che si aprono magneticamente e, se chiudi gli occhi, senti ancora la voce di Paolo Torrisi (pace all'anima sua) che urla "Bakugan, lotta!". Eravamo lì, nel 2007, a vedere Dan Kuso e Drago dominare le classifiche di vendita di Spin Master e i palinsesti di Italia 1. Poi, il silenzio. O meglio, una lenta deriva verso l'oblio dei filler infiniti.

Ma nel 2018 è successo qualcosa. In un panorama dominato da BeyBlade Burst e dal ritorno di fiamma dei mostri tascabili, è apparso Bakugan - Battle Planet. Non un seguito, non uno spin-off pigro, ma un reboot totale. Ricordo ancora il momento zero: il primo episodio trasmesso su Cartoon Network. C’era un’energia diversa. Non era la solita operazione nostalgia "acchiappa-boomer" (anche se noi millennial ormai lo siamo), ma un tentativo coraggioso di riscrivere le regole del gioco per la Generazione Alpha. Il primo impatto è stato uno shock culturale: Dan non era più il ragazzino che voleva solo essere il numero uno, ma un aspirante content creator. I "Fantastici" (Awesome Ones) non cercavano solo la gloria in battaglia, cercavano visualizzazioni su ViewTube.

Sembrava una mossa cinica, vero? Eppure, c'era qualcosa di magnetico in quella fluidità delle animazioni della TMS Entertainment. Mentre il vecchio anime spesso soffriva di fermi immagine tattici e riciclo di asset, Battle Planet è entrato a gamba tesa con una regia che urlava modernità. Era l'inizio di un'era in cui il Battle Shonen incontrava la "Creator Economy", e nonostante lo scetticismo iniziale, ci ha tenuti incollati allo schermo.

Anatomia di un Cult:

Bakugan - Battle Planet

Se pensate che Battle Planet sia solo un cartone per vendere giocattoli, non state prestando attenzione alla regia di Kazuya Ichikawa. Qui non siamo ai livelli di budget infiniti di una MAPPA con Jujutsu Kaisen, sia chiaro, ma il lavoro fatto da TMS Entertainment (quelli di Lupin III e Detective Conan, per intenderci) insieme a Nelvana è di una solidità impressionante.

Il world building ha subito un restyling profondo. Vestroia non è più solo un mondo parallelo astratto, ma un'entità che si fonde con la nostra realtà attraverso "Il Risveglio". Qui sta il colpo di genio: trasformare i Bakugan in creature bio-meccaniche che sembrano uscite da un concept artist di *Horizon Zero Dawn* piuttosto che da un classico bestiario fantasy. Il design di Mari Takada pulisce le linee, rende i mostri più imponenti e meno "giocattolosi" (ironico, eh?).

Ma parliamo di sakuga. Quando Drago scende in campo, la gestione della CGI non è quella roba legnosa che ci faceva piangere negli anni 2000. Le collisioni hanno peso, l'illuminazione riflette l'elemento (Pyrus, Aquos, ecc.) in modo dinamico e la telecamera non è mai statica. C'è una ricerca dell'epicità che strizza l'occhio ai film di *Transformers* di Michael Bay, ma con la pulizia cromatica tipica degli anime moderni. La narrazione, divisa in segmenti da 11 minuti (scelta di Cartoon Network per adattarsi all'attenzione frenetica dei ragazzini di oggi), costringe gli sceneggiatori a eliminare il grasso superfluo. Ogni episodio è un concentrato di azione e progressione della lore, evitando quelle paludi narrative di 50 episodi di allenamento che affliggevano la serie originale.

Il Roster dei Personaggi: Power Scaling e Scrittura

Bakugan - Battle Planet

Dimenticate il vecchio Dan Kuso. Il Dan Kouzo di Battle Planet è un animale sociale. La sua psicologia non è bidimensionale: la sua spinta verso la leadership è mitigata dal timore di fallire davanti alla sua community. È un eroe moderno che vive nel riflesso di uno schermo, e questo aggiunge uno strato di vulnerabilità che il Dan originale non aveva mai mostrato se non in momenti catartici.

Il Viaggio dell'Eroe: Non il solito protagonista

Dan è l'ottimista del gruppo, ma la sua relazione con Drago è basata su una negoziazione continua. Drago non è un servitore; è un partner con una dignità quasi regale. Quando Dan perde – e succede più spesso di quanto pensiate – non c'è solo la frustrazione del guerriero, c'è il crollo dell'immagine pubblica. È un'analisi sottile su come i giovani gestiscono il successo e la sconfitta nell'era digitale.

I Rivali e il Gruppo: Oltre la "Carne da Cannone"

Wynton Styles: Il tech-guy che non è solo il "nerd della squadra", ma il motore tattico. Senza i suoi gadget e la sua intelligenza (costruisce un tracker di Core Cell da solo!), Dan sarebbe spacciato al terzo episodio.
Lia Venegas: Finalmente un personaggio femminile in un battle shonen che ha un ruolo attivo e una passione definita (il filmmaking) che non ruota attorno all'interesse amoroso per il protagonista.
Shun Kazami: Il ritorno del "cool guy", ma con un background da ereditiero ribelle che cerca la propria strada lontano dalle corporazioni.
Lampo (Lightning): Un cane che controlla un Bakugan. Se non è geniale questo, non so cosa lo sia. È il sollievo comico che però ha un peso reale nei tornei.

Villain che hanno ragione? La Nemesi Magnus Black

Qui arriviamo al pezzo forte. Magnus Black. Se Dan è la luce (anche se usa Pyrus), Magnus è l'oscurità necessaria. Doppiato in Italia da un eccellente Marco Benedetti, Magnus è l'antagonista enigmatico che odia il rumore, odia la superficialità dei Fantastici e combatte per una necessità quasi viscerale. Non è il classico cattivo che vuole distruggere il mondo perché è cattivo (quello è Tiko, il Bakugan mostruoso che incarna il virus V). Magnus vuole essere il migliore per proteggere ciò che ha di caro, portando un *power scaling* che costringe Dan a evolversi costantemente. La loro rivalità è il vero cuore pulsante della serie.

Nostalgia vs Modernità: Il Doppiaggio e le Sigle Italiane

Parliamoci chiaramente: quando abbiamo saputo che la sigla non sarebbe stata cantata da Giorgio Vanni, un pezzetto di cuore è morto. L'edizione italiana ha scelto di seguire la linea internazionale, usando la sigla americana. Una scelta che a noi "vecchi" fa storcere il naso, ma che ha senso in un'ottica di branding globale.

Tuttavia, il doppiaggio italiano è una perla di competenza. Simone Lupinacci su Dan Kouzo fa un lavoro immenso, riuscendo a dare quell'energia adolescenziale senza risultare irritante. Il passaggio da Mediaset a Cartoon Network e poi su Boing e K2 ha cambiato la fruizione: meno censure bacchettone, più libertà nei dialoghi e una fedeltà alla terminologia originale che i fan più accaniti hanno apprezzato.

Ammettiamolo, il "sentimento" italiano verso Bakugan è sempre stato viscerale. Siamo stati uno dei mercati più forti per i giocattoli originali e vedere la serie approdare su Netflix nel 2020 ha permesso una "riscoperta" da parte di chi aveva abbandonato il brand. Non c'è più quell'effetto "mito intoccabile" della sigla di Italia 1, ma c'è una professionalità tecnica nel doppiaggio (curato da studi milanesi d'eccellenza) che non fa rimpiangere il passato.

L'Eredità: Cosa resta nel 2025?

Oggi, nel 2025, guardiamo a Battle Planet come al pioniere di un nuovo modo di intendere il reboot. Mentre serie come Digimon Adventure: (2020) hanno cercato di rincorrere il passato, Bakugan ha deciso di ignorarlo per costruire un futuro.

Ha influenzato la "Dark Trio" moderna? Forse no direttamente nei temi, ma ha tracciato la strada per la gestione della CGI nei Battle Shonen di fascia media. Senza gli esperimenti di Battle Planet, forse non avremmo avuto la stessa pulizia in certi combattimenti di serie attuali. È ancora godibile? Assolutamente sì. Se lo metti davanti a un ragazzino che guarda *Demon Slayer*, non lo troverà "vecchio". Troverà un ritmo forsennato, mostri fighissimi e una storia che parla la sua lingua.

Il Verdetto Finale

Vale la pena fare un rewatch di *Bakugan - Battle Planet*? Se cercate la profondità filosofica di *Evangelion*, siete fuori strada. Ma se volete un Battle Shonen onesto, tecnicamente eccellente e capace di intrattenere senza mai prendersi troppo sul serio (ma con una lore che si espande in modo coerente attraverso 5 stagioni, da Armored Alliance a Legends), allora sì. È il reboot che Bakugan meritava per non finire nel dimenticatoio dei franchise "one-hit wonder" degli anni 2000.

E voi, siete pronti a lanciare? Recuperate la prima stagione su Netflix e fatemi sapere nei commenti se Magnus Black non è, segretamente, il vostro personaggio preferito. Ci vediamo nell'arena!

Tutti i nomi, immagini e marchi registrati sono copyright © TMS Entertainment - Japan Vistec e vengono qui utilizzati a scopi conoscitivi e divulgativi.

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