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CARLETTO, PRINCIPE DEI MOSTRI

Carletto il principe dei mostri
Titolo originale: Kaibutsu-kun
Personaggi:
Carletto , Hiroshi , Uomo lupo, Frank (Frankenstein), Conte Dracula, Sis, Il dottor No, Kaiko, L'uomo pesce
Autore: Fujiko Fujio
Produzione: TBS, Tokyo Movie Shinsha, Shin'ei Doga
Regia: Hiroshi Fukutomi
Nazione: Giappone
Anno: 1980
Trasmesso in italia: 1983
Genere: Anime / Comico / Horror / Cartoni per bambini
Episodi: 96
Durata: 10 minuti
Età consigliata: Ragazzi dai 6 ai 12 anni

Carletto, principe dei mostri (titolo originale Kaibatsu kun) è il cartone animato umoristico tratto dal fumetto manga di Fujiko Fujio (autori anche di Doraemon) , prodotto dalla Shinei Doga nel 1980 e trasmesso in Italia per la prima volta nel 1983 su Italia 1. Composto da due serie (da 50 e 47 episodi) per un totale di 104 episodi da 24 minuti ciascuno, Carletto viene ricordato sopratutto per la simpatica sigla cantata dai Mostriciattoli. Carletto è anche protagonista di due film di animazione intitolati: "La spada del demone" e "Invito nel paese dei mostri".

La serie racconta la storia del piccolo Carletto il principe del Paese dei Mostri, di un lontano pianeta chiamato Mostrilandia, dove si trovano tutti i mostri della fantasia. Il re di Mostrilandia ha aperto una ambasciata in Giappone all'interno di un vecchio castello abbandonato, pertanto ha inviato sulla terra suo figlio Carletto, in compagnia del Conte Dracula, Frankenstein e l'Uomo Lupo, che in realtà sono le caricature dei mostri del cinema horror, che hanno terrorizzato diverse generazioni. Il Conte Dracula non succhia il sangue delle persone, ma è ghiotto di succo di pomodoro, Frankentein, detto Frankie è il classico tutto muscoli e niente cervello, dotato di una forza sovrumana, ma anche di un sentimento dolcissimo è il maggiordomo di Carletto, l'Uomo Lupo chiamato Wolf è invece un abilissimo cuoco, che sa preparare delle ottime specialità gastronomiche.

Come il vero Uomo Lupo, Wolf può trasformarsi con la luna piena, assumendo il pelo marrone, ma anche se rimane incantato a guardare altri cerchi, in questo caso il pelo gli diventa grigio. Anche Carletto è un mostro, infatti può allungarsi a dismisura, assumere qualsiasi aspetto e all'occorezza sfoderare una forza impressionante. In Giappone conosce Hiroshi, un bambino che abita vicino all'ambasciata di Mostrilandia, con il quale instaurerà una bella amicizia e verrà catapultano nel mezzo delle avventure che vedranno Carletto alle prese con i mostri cattivi. In ogni episodio troviamo un mostro che perseguita qualche essere umano, in particolare Hiroshi, terrorizzandolo, come la Mummia, la piovra volante, l'uomo invisibile, i dinosauri, l'uomo zanzara e tanti altri.

Carletto, in qualità di principe dei mostri, avrà il compito di fargli capire che il male porta sempre su una brutta strada, pertando una volta che prenderanno coscienza dei loro errori, i mostri potranno fare amicizia con gli uomini, che a loro volta impareranno a non avere più paura di loro. Nel corso delle sue avventure Carletto vola a bordo di una scopa, mentre Frankie e Wolf sopra un tappeto volante.

Carletto il Principe dei Mostri: quando l’amicizia tra umani e mostri diventò un cartone cult

C’era un tempo in cui le TV italiane erano invase da personaggi bizzarri, sigle orecchiabili e cartoni animati che mischiavano risate, follia e magia. In mezzo a eroi spaziali, robottoni e maghette, nel 1983 fece il suo ingresso uno dei protagonisti più stravaganti e teneri di sempre: Carletto, il principe dei mostri. Con il suo mantello, il berretto rosso e la risata inconfondibile, Carletto arrivava direttamente da Mostrilandia per invadere le nostre merende pomeridiane — e per insegnarci che, a volte, anche i mostri hanno un cuore grande.
Dietro quella creatura buffa si nascondeva la mente di Fujiko Fujio, lo stesso duo di autori che aveva dato vita a Doraemon. E non è un caso: Carletto il principe dei mostri nasce proprio nel 1965 come manga pubblicato su Shonen King e portava con sé lo stesso spirito giocoso, surreale e poetico del celebre gatto robot. Il fumetto durò fino al 1969, ma il suo successo fu tale che nel 1968 arrivò il primo adattamento animato, in bianco e nero. Tuttavia, fu la seconda serie del 1980, colorata e ricchissima di personaggi, a consacrare Carletto nell’immaginario collettivo — e a portarlo fino in Italia.

Dalla carta allo schermo: l’arrivo del principe di Mostrilandia

La seconda serie anime, prodotta dalla Shin-Ei Animation (lo stesso studio che in seguito avrebbe lavorato proprio a Doraemon), debuttò in Giappone nel 1980 e contava 94 episodi, ciascuno composto da due brevi segmenti per un totale di 188 mini-avventure. In Italia arrivò nel 1983, trasmessa da Italia 1 all’interno del mitico Bim Bum Bam – Ritorno da scuola. L’edizione italiana includeva i primi 52 episodi, cioè 104 segmenti, doppiati con grande cura negli studi Arizona sotto la direzione di Aldo Barberito.

E fu subito un successo.

Le sigle — Carletto e i mostri e Che paura mi fa, cantate dai Mostriciattoli — divennero orecchiabili tormentoni, e la serie venne replicata più volte su reti regionali e canali come Junior TV. C’era qualcosa in quel mix di commedia, mostri e magia che conquistava il pubblico italiano. Forse era la capacità di fondere la comicità slapstick con un pizzico di malinconia, oppure quella visione strampalata del rapporto tra il mondo umano e quello dei mostri, trattata però con tenerezza e ironia.

La storia: quando il figlio del re dei mostri scese sulla Terra
Il piccolo Carletto De Mostris, principe di Mostrilandia, vive in un regno popolato da ogni tipo di creatura immaginabile: vampiri, mummie, lupi mannari, mostri di Frankenstein, fantasmi e demoni. Ma la sua natura curiosa e ribelle lo spinge a lasciare il trono e venire sulla Terra, dove spera di imparare a convivere con gli esseri umani.

Ad accompagnarlo nella sua missione ci sono tre compagni inseparabili:
Conte Dracula, elegante e narcisista, che al posto del sangue preferisce il succo di pomodoro;
Frank, una parodia di Frankenstein, goffo ma di buon cuore;
e Lupo, il cuoco di casa, un uomo lupo che parla con un buffo accento tedesco.

I quattro vanno a vivere in una vecchia casa di Tokyo, dove fanno amicizia con Hiroshi, un ragazzino umano rimasto orfano, e con sua sorella maggiore Sis. Da lì inizia un susseguirsi di avventure quotidiane, equivoci e battaglie contro mostri e spiriti maligni, ma anche momenti di vera dolcezza.
Carletto non è un eroe nel senso classico del termine: è capriccioso, pasticcione, a volte presuntuoso, ma sempre mosso dal desiderio di fare del bene. E nel suo modo un po’ buffo, riesce sempre a insegnare qualcosa agli amici — e a noi spettatori.

I personaggi che hanno fatto la storia

Se Carletto è il cuore pulsante della serie, il suo mondo è popolato da una galleria di figure memorabili. Ognuna porta in scena un pezzo della tradizione gotica rivisitata in chiave comica.
Conte Dracula, con la sua parlata francese e la mania per l’eleganza, è l’esatto opposto del mostro terrificante della letteratura: un vampiro raffinato e un po’ pavido, che passa le giornate a dormire.
Frank, enorme e bonaccione, è la spalla perfetta per le gag fisiche, mentre Lupo è il più esuberante, sempre pronto a lanciarsi in un pasticcio.

Accanto a loro si alternano creature irresistibili: l’Uomo Pesce, la Mummia, il Dottor No, Kong (una parodia di King Kong) e persino Gamera, il mostro tartaruga protagonista dei film kaiju.
Ma il personaggio più umano di tutti resta Hiroshi, il bambino che diventa il ponte tra i due mondi. È curioso, generoso e sognatore, e rappresenta lo sguardo dello spettatore comune: colui che scopre che, anche dietro un aspetto mostruoso, può nascondersi un cuore buono.

Gli episodi: una girandola di fantasia

La struttura della serie era episodica, ma ogni storia riusciva a raccontare qualcosa di diverso. I titoli italiani — La casa delle bambole, Il museo delle cere, Un cucciolo, Il ritratto, Il mostro dormiglione — suonano come piccoli racconti gotici in miniatura.

Ogni episodio durava dieci minuti, ma condensava una quantità sorprendente di trovate e humour. Spesso la comicità nasceva dal contrasto tra il mondo mostruoso e quello umano: Carletto e i suoi amici cercavano di comportarsi come persone “normali”, ma finivano inevitabilmente per scatenare il caos.
C’erano puntate tenerissime, come I mostri hanno cuore, e altre che parodiavano film famosi o miti dell’orrore: Dracula contro l’Uomo Zanzara, la Mummia egizia che si innamora, il Dottor No che crea mostri bizzarri nel suo laboratorio.

E poi, verso la fine, arrivavano storie più malinconiche, dove Carletto iniziava a capire che il suo tempo sulla Terra stava per finire. Nel commovente episodio conclusivo, Di nuovo in famiglia, il principe e i suoi amici tornano a Mostrilandia, salutando Hiroshi per sempre. Un finale dolceamaro, quasi poetico, che lasciava nello spettatore quella sensazione mista di nostalgia e calore che solo certi cartoni sanno dare.

Dall’Italia ai DVD, fino ai nuovi episodi

Negli anni Duemila, Carletto il principe dei mostri è tornato grazie a Yamato Video, che nel 2009 ha prodotto una nuova edizione DVD con 88 segmenti doppiati. Questa versione comprendeva anche tre episodi inediti, mai trasmessi prima. Successivamente, a partire dal 2019, sono stati doppiati e trasmessi anche gli episodi rimasti fuori dalle edizioni precedenti, riportando sullo schermo quasi l’intera serie originale giapponese.
Il doppiaggio italiano ha sempre avuto un ruolo fondamentale nel successo del cartone: la voce di Massimo Corizza (Carletto) è diventata iconica, con quella sua cadenza ironica e un po’ strafottente che rendeva il personaggio immediatamente riconoscibile. Anche il resto del cast — da Roberto Del Giudice a Pietro Ubaldi — ha contribuito a dare al cartone un tono unico, sospeso tra comicità e tenerezza.

Tra film, spin-off e un ritorno in carne e ossa

Il successo del principe dei mostri non si fermò agli anni ’80. In Giappone furono realizzati diversi film d’animazione: Invito al Paese dei Mostri (1981), La spada del demone (1982) e Il tradimento di Hiroshi, in cui il giovane amico di Carletto cade nelle mani dei diavoli.
In Italia arrivarono i primi due, doppiati e trasmessi dalle TV locali — e persino distribuiti in VHS negli anni ’80.
Nel 2010, poi, Carletto tornò addirittura in versione live action, con un dorama intitolato Monster e un film in 3D uscito nel 2011. A dimostrazione che il fascino del piccolo principe non si è mai davvero spento.

Perché ci piaceva (e ci piace ancora)

Riguardare oggi Carletto il principe dei mostri è come sfogliare un vecchio album di ricordi. C’è la magia dell’animazione semplice ma espressiva, i colori saturi e un umorismo che gioca più sull’assurdo che sulla logica.
Ma soprattutto c’è il messaggio, ancora attuale: non bisogna giudicare dalle apparenze. Ogni mostro della serie, in fondo, era solo un diverso modo di essere. E Carletto, con la sua curiosità infantile e la sua voglia di capire gli altri, incarnava perfettamente la speranza di un mondo dove umani e “diversi” possono convivere.
Forse è per questo che, a distanza di decenni, il suo mondo non è invecchiato. Carletto il principe dei mostri resta uno di quei cartoni capaci di far sorridere e pensare allo stesso tempo — una piccola perla dell’animazione giapponese, amata dai bambini di ieri e ancora sorprendentemente fresca per quelli di oggi.

Conclusione

Nato come manga comico, cresciuto come anime pop e diventato cult in Italia, Carletto il principe dei mostri è un viaggio tra due mondi: quello dei mostri e quello degli umani, che alla fine si somigliano più di quanto crediamo.
Tra gag irresistibili, amicizie improbabili e un pizzico di malinconia, il principe di Mostrilandia ci ha insegnato che la diversità non è qualcosa da temere — ma da conoscere, capire e, magari, abbracciare.
Perché, come diceva la sigla che tutti ricordiamo ancora a memoria…
?? “Carletto e i mostri, che gran compagnia… ma che paura mi fa!”

Video sigla di Carletto il principe dei mostri

Titoli degli episodi Carletto, principe dei mostri
01. Diventiamo amici
02. Carletto cambia casa
03. Un rapimento pericoloso
04. La ricerca in mostrologia
05. Una questione di stile
06. Un gatto in cerca di orecchie
07. La musica mostruosa
08. Una famiglia unita
09. Un ventaglio di vento
10. Il mostro dormiglione
11. La piovra volante
12. I tre angioletti
13. il mantello del conte
14. Attenti all’acqua
15. Il museo delle cere
16. Una sardina di tre quintali
17. I mostri vanno a lavorare
18. Un lago affollato
19. Il cucciolo
20. Una macchina truccata
21. I mostri hanno cuore
22. Il lupacchiotto triste
23. Il dottor No e il Dottor Yes
24. Lo zio Frank
25. Un operazione di plastica
26. Il mostro di neve
27. Un capodanno fuori dal comune
28. L’allievo supera il maestro
29. Un cavallo un genio e un tappeto
30. I tre desideri
31. Una mente mostruosa
32. Tutti i gusti sono gusti
33. Joe di giugno
34. La potenza della cattiveria
35. Il cacciatore di teste
36. Il cactus venuto da lontano
37. Attenti al cane
38. L’mportanza di chiamarsi Hiroshi
39. L’uomo invisibile
40. Il genio della sabbia
41. La mummia
42. Sbadiglio
43. Il signor ombra
44. Mosca
45. Cose da dinosauri
46. Il giorno degli alberi
47. A scuola di magia
48. Un piano diabolico
49. Il ritratto
50. Avventure nel sottosuolo
51. La ragazza di Carletto
52. Il mal d’Africa
32. La casa delle bambole
54. Il grande cuoco
55. Il principe delle mummie
56. Il disco volante
57. Sfida ai mostri
58. Il gatto rapito
59. Le bolle magiche
60. Maniwa e il demonio
61. Il conte contro l’uomo zanzara
62. Il mostro d’energia
63. L’esercito dei mostri
64. L’uomo conchiglia
65. Polaris
66. olimpiadi
67. Famedoro
68. Famedoro va in città
69. il cppello di satana
70. Avventura in fondo al mare
71. Il vecchio e il fumo
72. La riunione dei mostri
73. Muffa
74. Uno strano castello
75. Il cacciatore
76. I mostri nella prateria
77. Fratelli siamesi
78. La rosa carnivora
79. I ragazzi pirana
80. Il paladino degli uccelli
81. Una gita al mare
82. L’invasione dei fagiolini
83. Il portasfortuna
84. Re pinguino alla ricerca del freddo
85. Un occasione da non perdere
86. Barney il pisellino
87. Carletto capellone
88. Sul set
89. Mostri in cerca d’autore
90. I sette nani samurai
91. le sculture viventi
92. L’avventura nella foresta dei mostri
93. Attenti alle donne
94. Il bimbo in maschera
95. Sogno o son desto
96. Uno scheletro di successo
97. Il fantastico dottor Quack
98. Una gita alle terme
99. Le talpe
100. Lo specchio magico
101. L’uomo delle nevi
102. Un fulmino birichino
103. Jocker
104. Di nuovo in famiglia
Disegni di Carletto principe dei mostri da colorare

Dvd Carletto principe dei mostri

La sigla di Carletto principe dei mostri

La sigla di Carletto "Che paura mi fa"

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