Gli gnomi delle montagne – Boken korobokkuru – La serie anime del 1973
Prodotto dallo studio Eiken nel 1973 e trasmesso per la prima volta in Giappone sul network YTV il 6 ottobre 1973, Gli gnomi delle montagne (titolo originale Bōken Korobokkuru) è una serie composta da 26 episodi di circa 24 minuti ciascuno prodotto dalla Tatsunoko. In Italia arrivò solo nel 1981 sulle reti locali, conquistando il cuore di una generazione di bambini con la sua atmosfera pacata, bucolica e sognante. L’anime è ispirato ai racconti dello scrittore Satoru Sato, a loro volta basati sulle leggende degli Ainu, popolazione del nord del Giappone. Destinato a un pubblico infantile, ma capace di affascinare anche gli adulti, questo titolo è una piccola perla dimenticata della storia dell’animazione giapponese.
Storia e tema

Il protagonista, Strapper, è un ragazzino timido e insicuro, spesso preso di mira dai coetanei. Tutto cambia quando incontra tre minuscoli abitanti delle montagne: Tobor, Irin (Airin) e Sorriso, piccoli gnomi che vivono in armonia con la natura e possiedono una saggezza antica. Grazie a loro, Strapper impara a guardare il mondo con occhi nuovi, a credere in sé stesso e a capire che la vera forza non sta nella grandezza fisica, ma nel cuore e nella gentilezza. La serie alterna momenti di avventura, riflessioni delicate e un pizzico di magia, restando sempre ancorata a un messaggio ecologista e umano.
Personaggi

Oltre a Strapper, che rappresenta l’essere umano imperfetto e in crescita, troviamo:
- Tobor, il leader coraggioso e riflessivo del trio di gnomi, sempre pronto a consigliare Strapper.
- Irin, la più dolce e sensibile, portavoce della voce della natura.
- Sorriso, lo spiritoso del gruppo, simbolo dell’ottimismo e della leggerezza.
Attorno a loro ruotano figure umane più o meno benevole: amici, adulti distratti o antagonisti simbolici che incarnano l’egoismo e l’indifferenza del mondo moderno.
Messaggio e tema
Il cuore pulsante de Gli gnomi delle montagne è la connessione tra l’uomo e la natura, un tema che anticipa di oltre un decennio le atmosfere dei futuri capolavori dello Studio Ghibli come Totoro o Pompoko. L’anime ci ricorda che l’equilibrio tra progresso e rispetto per l’ambiente è fragile e prezioso, e che solo chi ascolta la voce della foresta può vivere davvero in armonia. È anche una tenera storia di amicizia e crescita personale, in cui il contatto con il “piccolo” insegna al protagonista (e allo spettatore) a diventare “grande” nel cuore.
Recensione
Riguardare oggi Gli gnomi delle montagne è come aprire un vecchio libro illustrato: colori pastello, ritmo lento e una dolce malinconia che avvolge tutto. Non è una serie d’azione né di grandi colpi di scena, ma un racconto poetico e semplice, che parla di valori universali. La grafica, tipica dei primi anni ’70, può sembrare datata, ma conserva un fascino autentico e sincero. Le musiche, firmate da Hiroshi Tsutsui e interpretate in Giappone da Peggy Hayama, contribuiscono a creare un’atmosfera fiabesca.
In Italia, la sigla delle Mele Verdi e, successivamente, quella di Luana Heredia hanno aggiunto un tocco di magia nostrana, rendendo la serie indimenticabile per chi l’ha vissuta.
In definitiva, Gli gnomi delle montagne è un piccolo gioiello di sensibilità e poesia: un invito a riscoprire il silenzio dei boschi e la forza gentile dell’amicizia. Chi cerca azione resterà deluso, ma chi desidera una fiaba che scalda l’anima troverà in questi 26 episodi un rifugio perfetto.

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