Getter Robot (Getta Robot): Storia, Manga, Anime e OAV del Primo Robot Combinabile della Storia

Getter Robot (Getta Robot): Storia, Manga, Anime e OAV del Primo Robot Combinabile della Storia

Getter Robot è una serie animata giapponese che ha ridefiniscono un intero linguaggio narrativo dgli anime. Nato nel 1974 dalla penna visionaria di Go Nagai e dalla matita di Ken Ishikawa, il franchise ha inventato il concetto di robot componibile e trasformabile, gettando le basi di un genere che avrebbe prodotto decenni di capolavori. Ma sotto la superficie colorata e avventurosa dell’anime televisivo si cela qualcosa di molto più oscuro: un manga che esplora nichilismo, sacrificio e la terrificante natura di un’energia cosmica che trascende la comprensione umana. Ripercorriamo l’intera saga, dal 1974 ai giorni nostri, per offrire una guida critica e cronologica a un’opera che non smette mai di stupire.


1. La Genesi del Primo Robot Componibile: Rivoluzione Meccanica nel 1974

Per comprendere l’impatto di Getter Robo bisogna contestualizzarlo. Siamo nel 1973: il Giappone è ancora in preda alla febbre di Mazinger Z, il colosso d’acciaio lanciato due anni prima sempre da Go Nagai. Il gigante guidato da Koji Kabuto aveva già stabilito il canone del “super robot” pilotato dall’interno, ma il formato restava lineare: un robot, un pilota, una serie di nemici da sconfiggere. La Toei Animation, produttrice del successo di Mazinger, voleva alzare la posta e si rivolse nuovamente a Nagai con una richiesta precisa: creare una serie basata su robot componibili.

La motivazione era, almeno in parte, commerciale. L’industria dei giocattoli giapponese aveva capito che veicoli separati in grado di fondersi in un unico robot erano perfetti per la produzione di gadget, action figure e modellini. Tuttavia, ciò che nacque da quella richiesta di marketing fu qualcosa di straordinario. Nagai, già impegnato su molteplici fronti creativi, coinvolse il suo assistente e amico Ken Ishikawa per sviluppare il progetto manga, riservandosi un ruolo di supervisione e co-creazione. La Dynamic Planning (Dynamic Pro), l’etichetta creativa di Nagai, e la Toei Animation firmarono insieme quella che sarebbe diventata una pietra miliare del genere.

L’intuizione rivoluzionaria fu duplice. In primo luogo, tre veicoli distinti — Eagle Machine, Jaguar Machine e Bear Machine — potevano combinarsi in tre differenti configurazioni robotiche, ognuna ottimizzata per un ambiente specifico: Getter-1 per il combattimento aereo, Getter-2 per la velocità terrestre, Getter-3 per le profondità marine. In secondo luogo, la fonte energetica del robot — i Raggi Getter — era qualcosa di concettualmente nuovo: non un carburante meccanico, ma una radiazione cosmica primordiale, quasi mistica. Il nome stesso del robot richiama il termine giapponese gattai (合体), ovvero “unione”, sottolineando come il principio della fusione sia il cuore pulsante dell’intera filosofia del franchise.

La serie anime debuttò il 4 aprile 1974 su Fuji TV, prodotta dalla Toei Animation, e si concluse l’8 maggio 1975 con 51 episodi. Il manga, serializzato su Weekly Shōnen Sunday di Shogakukan a partire dal 7 aprile 1974, avrebbe invece imboccato una strada radicalmente diversa dalla versione animata. Getter Robo aveva aperto un varco: dopo di lui sarebbero arrivati Combattler V, Voltes V, Daltanious e, decenni dopo, il leggendario Gurren Lagann, tutti debitori in vari modi dell’intuizione di Nagai e Ishikawa.


2. Il Sangue e la Roccia: L’Universo Nichilista del Manga di Ken Ishikawa

Il Manga Originale: Un Seinen Travestito da Shōnen

Chi conosce Getter Robo esclusivamente attraverso l’anime televisivo trasmesso in Italia — con il titolo di Space Robot a partire dal 1980 — si trova di fronte a una serie avventurosa, vivace, densa di azione ma tutto sommato rassicurante nei suoi valori. Il manga di Ken Ishikawa è un’opera completamente diversa. Pur condividendo i presupposti narrativi di base — tre piloti, un robot componibile, la minaccia dell’Impero dei Dinosauri — il fumetto abbandona quasi subito ogni concessione al genere shōnen per abbracciare toni violenti, psicologicamente destabilizzanti e filosoficamente ambiziosi che lo avvicinano più al seinen d’azione.

Ryoma Nagare, nel manga, non è il giovane sportivo e leale dell’anime: è un teppista ultraviolento, quasi un criminale, scelto da Saotome non per le sue virtù ma per la sua brutalità. Hayato Jin è ancora più estremo: un terrorista politico, freddo, calcolatore, disposto a sacrificare vite umane senza battere ciglio. La selezione dei piloti avviene attraverso prove che rasentano l’omicidio. Ishikawa costruisce protagonisti che sono antieroi nel senso più pieno del termine: non hanno un codice morale rassicurante, ma una forza bruta e una volontà di sopravvivenza che li rende efficaci sul campo di battaglia.

I Raggi Getter: Una Forza Cosmica Terrificante

Il concetto più originale e filosoficamente denso del manga è la natura dei Raggi Getter. Nell’anime, sono semplicemente la fonte energetica del robot. Nel manga di Ishikawa, diventano qualcosa di incomparabilmente più grande: una forza evolutiva cosmica, quasi senziente, che ha guidato lo sviluppo della vita sulla Terra fin dagli albori. Sono i Raggi Getter ad aver spinto i mammiferi verso l’evoluzione e ad aver costretto i rettili intelligenti — i Dinosauri — nel sottosuolo. Ma questa stessa forza è ambivalente, potenzialmente distruttiva: vuole che l’evoluzione avanzi, e sacrificherà chiunque non sia in grado di tenere il passo.

Questa concezione trasforma il Getter Robo da semplice mecha in un vettore della volontà cosmica. I piloti non sono eroi nel senso tradizionale: sono strumenti scelti da una forza che li trascende. È una visione nichilista e al tempo stesso grandiosa, che anticipa tematiche care alla fantascienza adulta contemporanea.

L’Evoluzione della Saga: Da Getter Go a Getter Arc

Dopo la conclusione del primo arco narrativo, Ishikawa espanse la mitologia in modo sempre più oscuro. Getter Robo Go (1991-1993, 7 volumi su Monthly Shōnen Captain) introduce un nuovo team su uno sfondo di crisi energetica globale e introduce per la prima volta lo Shin Getter Robo, un robot di potenza così smisurata da essere definito come una minaccia per l’umanità stessa. Shin Getter Robo (1996-1998, 2 volumi su Weekly Manga Action) approfondisce i retroscena degli eventi di Getter Go, rivelando cosa è davvero accaduto a Benkei e all’Istituto Saotome, e offre la prima visione completa di Shin Getter 2 e 3. Getter Robo Arc (2001-2003, 3 volumi su Super Robot Magazine) chiude — tragicamente in modo incompiuto, a causa della cancellazione della rivista — la saga con un setting post-apocalittico in cui il figlio di Ryoma, Takuma, affronta nemici provenienti dal futuro cosmico. Ogni capitolo di questa progressione aggiunse nuovi strati alla mitologia dei Raggi Getter, trasformandola in qualcosa di sempre più simile a un’epopea cosmica.


3. I Protagonisti: Piloti sull’Orlo dell’Abisso

Il Trio Classico: Furia, Ghiaccio e Sacrificio

Ryoma Nagare è il volto del franchise. Pilota dell’Eagle Machine e quindi della configurazione Getter-1, incarna la forza bruta trasformata in leadership. Nell’anime televisivo è un abile sportivo, figlio di un maestro di arti marziali, con un carattere impetuoso ma fondamentalmente nobile. Nel manga, come già detto, la sua violenza è autentica e disturbante. Ma in entrambe le versioni, Ryoma rappresenta il principio vitale grezzo: la volontà di combattere e sopravvivere che i Raggi Getter stessi sembrano riconoscere e amplificare.

Hayato Jin, pilota della Jaguar Machine (Getter-2), è il contraltare intellettuale. Nell’anime è il tipo solitario e introverso, capace di mantenere la lucidità sotto pressione, con una croce al collo in memoria della madre defunta. Nel manga è qualcosa di più pericoloso: un essere capace di calcoli morali che la maggior parte degli esseri umani non potrebbe nemmeno formulare. Hayato rappresenta l’intelletto portato all’estremo, la ragione senza empatia. È il pilota che nella serie successiva Getter Robo G, e ancora di più in Getter Robo Hien, emerge come il vero custode dell’eredità del Getter, più adattabile e resiliente degli altri.

Musashi Tomoe, pilota della Bear Machine (Getter-3), è il cuore emotivo della squadra. Capitano del club di judo, basso e massiccio, con una devozione quasi comica per Michiru Saotome, Musashi è il più “umano” del terzetto. Ed è proprio per questo che il suo arco narrativo è il più devastante dell’intera prima serie.

La Morte di Musashi: Un Momento Fondativo

Parlare di Getter Robo senza soffermarsi sulla morte di Musashi sarebbe come analizzare la tragedia greca ignorando il sacrificio dell’eroe. Nell’episodio finale della prima serie, con l’Impero dei Dinosauri che sembra sul punto di prevalere, Musashi compie un attacco kamikaze con il suo Getter Bear, distruggendo la fonte di potere nemica al costo della propria vita. Per la prima volta nella storia dell’animazione robotica giapponese, un protagonista principale moriva davvero, senza resurrezioni narrative, senza scappatoie. Il momento è consapevolmente iconico: Musashi non si sacrifica per disperazione ma per scelta, con piena consapevolezza. È un atto d’amore — verso i compagni, verso l’umanità — che trasforma un personaggio apparentemente secondario in uno degli eroi più indimenticabili del genere. Questo momento scioccò gli spettatori dell’epoca e pose le basi narrative per una riflessione sul sacrificio che avrebbe percorso tutta la saga successiva.

Il Professor Saotome e l’Evoluzione dei Piloti

Il Professor Saotome è una figura ambigua e affascinante. Creatore del Getter Robo, studioso dei Raggi Getter, è nell’anime un mentore benevolo se pur eccentrico. Nel manga e nelle serie successive diventa qualcosa di molto più complesso: un uomo che ha capito la vera natura dei Raggi Getter e ne è stato consumato, trasformandosi in un agente involontario di quella forza cosmica evolutiva. La sua evoluzione attraverso le serie — culminante nelle rivelazioni di Shin Getter Robo — è uno dei percorsi narrativi più coraggiosi dell’intera saga.


4. L’Evoluzione dei Mecha: Dal Bullone alla Carne Vivente

Il Getter Robo Classico: Tre Forme, Tre Filosofie

Il design originale del Getter Robo, supervisionato da Go Nagai e sviluppato da Ishikawa, è funzionale e iconico nelle sue tre configurazioni. Getter-1 è il robot principale, bilanciato tra potenza e mobilità aerea, armato con il Getter Beam e il Getter Tomahawk: il suo volto, curiosità storica, fu ispirato dal carapace di una tartaruga. Getter-2 è il più veloce, ottimizzato per il combattimento terrestre, dotato di un braccio con trivella (il Getter Drill) e di una velocità di spostamento superiore agli altri. Getter-3 è il più massiccio, pensato per il combattimento subacqueo, con catene, missili e una struttura simile a un carro armato anfibio. Ogni configurazione implica un differente posizionamento dei tre veicoli, e il cambio di assetto “in volo” — l’Open Get — è uno degli spettacoli più memorabili della serie.

Getter Robo G: Più Grande, Più Potente, Più Oscuro

Nella serie successiva, Getter Robo G, il design fa un salto qualitativo evidente. Il Getter Dragon (versione Getter-1) è più imponente del predecessore e introduce la Shine Spark (nota in italiano come “scarica luminosa”), una concentrazione totale dell’energia Getter che funge da arma finale devastante. Il Getter Liger (Getter-2) è sorprendentemente agile, più veloce in volo del Dragon stesso, e usa sistemi d’arma più sofisticati. Il Getter Poseidon (Getter-3), affidato al nuovo pilota Benkei Kuruma, è il più poderoso nel corpo a corpo, dotato di un uragano energetico dalla testa che richiama il Grande Tifone di Mazinger Z.

Shin Getter Robo: Il Robot Più Pericoloso dell’Universo Nagaiano

L’introduzione dello Shin Getter Robo nel manga Getter Robo Go segna una svolta radicale nel concetto stesso di mecha. Non si tratta più di un robot costruito dall’uomo: lo Shin Getter sembra quasi cresciuto, come un organismo vivente alimentato direttamente dai Raggi Getter. Il suo design abbandona le linee pulite e geometriche degli anni ’70 per abbracciare una estetica organica, quasi demoniaca, con superfici che sembrano pelle o corazza chitinosa piuttosto che metallo. Nei crossover celebrativi con Mazinger Z e Grendizer, lo Shin Getter viene riconosciuto come la minaccia più grande: non un’arma, ma quasi un’entità autonoma che utilizza i suoi piloti piuttosto che essere da loro pilotata. La sua arma finale, lo Stoner Sunshine, è presentata come capace di distruggere pianeti interi se caricata al massimo: un’iperbole che nella mitologia del franchise diventa quasi letterale.


5. Gli OAV della Rinascita: Oscurità, Violenza e Grandezza Ritrovata

Getter Robo Armageddon (1998): Il Ritorno alle Origini Oscure

A ventiquattro anni dal debutto della serie originale, il franchise tornò con Change!! Getter Robo: Sekai Saigo no Hi (conosciuto in Occidente come Getter Robo: Armageddon), un OAV in 13 episodi prodotto da Brain’s Base e Studio OX. La produzione ebbe una storia tormentata: il regista originale, Yasuhiro Imagawa (già autore del monumentale Giant Robo), abbandonò il progetto dopo i primi tre episodi a causa di dispute creative con lo studio; Jun Kawagoe prese le redini dal quarto episodio in poi. Il risultato è un’opera stilisticamente doppia, ma nel complesso straordinaria. Armageddon abbraccia senza riserve l’oscurità del manga di Ishikawa: lo Shin Getter Robo appare come una forza semi-divina e terrificante, i protagonisti sono violenti e traumatizzati, il tono generale è quello di un’apocalisse in corso. L’animazione, volutamente retro nelle linee spesse e nei colori saturi, omaggia l’estetica degli anni ’70 pur usando tecniche moderne, creando un contrasto visivo potente e deliberato.

Shin Getter Robo vs Neo Getter Robo (2000) e New Getter Robo (2004)

Shin Getter Robo vs Neo Getter Robo è un OAV in quattro episodi che riprende liberamente l’arco narrativo originale con l’Impero dei Dinosauri come antagonisti, introducendo il Neo Getter Robo, un design ibrido che mescola elementi di Getter G e Getter Go. L’opera è più accessibile di Armageddon ma mantiene un tono adulto e un’attenzione ai personaggi apprezzabile. New Getter Robo (2004, 13 episodi) è invece un remake totale: la storia viene riambientata in un Giappone medievale assediato da demoni Oni, e i protagonisti — Ryoma, Hayato e un ibrido di Musashi/Benkei chiamato “Benkei Musashibo” — sono versioni ancora più estreme e anteroiche degli originali. È forse la resa più fedele allo spirito del manga originale di Ishikawa mai prodotta in animazione: brutalità, umorismo nero, e una concezione quasi lovecraftiana dei Raggi Getter come forza primordiale incomprensibile.

Queste produzioni hanno ridefinito il genere “super robot” per le nuove generazioni, dimostrando che le meccaniche classiche — la combinazione, le armi finali, il sacrificio — possono essere rinnovate attraverso una narrazione adulta e visivamente coraggiosa.


6. L’Eredità Culturale: Da Super Robot Wars a Gurren Lagann

L’influenza di Getter Robo sulla cultura pop giapponese è capillare e profonda. Nel campo dei videogiochi, il Getter Robo è uno dei pochi franchise presenti in quasi ogni capitolo della saga Super Robot Wars di Banpresto — accanto a Gundam e Mazinger — a testimonianza del suo status iconico. La serie strategica ha introdotto il franchise a generazioni di giocatori che altrimenti non l’avrebbero mai conosciuto, perpetuando la sua influenza ben oltre il pubblico degli anime.

Sul piano creativo, le tracce di Getter Robo sono visibili in alcune delle opere più celebrate degli anni 2000. Kazuki Nakashima, sceneggiatore di Gurren Lagann e curatore della raccolta Getter Robo Saga, ha citato esplicitamente Getter come una delle principali fonti di ispirazione per la serie Gainax: il concetto di energia vitale che cresce attraverso la determinazione dei protagonisti, la combinazione di mecha, il sacrificio come atto fondativo — tutto rimanda alla saga di Ishikawa e Nagai. Persino SNK ha riconosciuto l’influenza di Getter Robo nel design dei tre protagonisti di The King of Fighters ’94.

Ma l’eredità più importante è forse di natura filosofica. Getter Robo ha dimostrato che il genere dei “super robot” poteva ospitare narrazioni adulte, ambigue, esistenzialmente coraggiose. Ha dimostrato che i protagonisti possono morire, che le vittorie hanno un costo reale, che le forze che gli eroi usano possono trascenderli e consumarli. In un panorama dell’animazione che tendeva alla rassicurazione, quella lezione rimane straordinariamente attuale.


Guida Cronologica alla Lettura/Visione di Getter Robo

La timeline di Getter Robo è complessa e ramificata. Esistono continuità parallele, remake e sequel che non sempre si collegano linearmente. Ecco un percorso consigliato per avvicinarsi alla saga in modo logico:

  1. Anime classico – Getter Robo (1974-75): punto di partenza ideale per comprendere i personaggi e le meccaniche base.
  2. Manga originale – Getter Robo (Nagai/Ishikawa, 1974-75): da leggere subito dopo, per scoprire la vera natura oscura dell’opera.
  3. Anime – Getter Robo G (1975-76): sequel diretto dell’anime classico, introduce Benkei e l’Impero dei 100 Demoni.
  4. Manga – Getter Robo Go (1991-93): continuazione diretta del manga originale, introduce lo Shin Getter.
  5. OAV – Getter Robo Armageddon (1998-99): continuity alternativa, altamente consigliata per gli appassionati.
  6. Manga – Shin Getter Robo (1996-98): prequel/sequel di Getter Go, fondamentale per capire la mitologia dei Raggi Getter.
  7. OAV – New Getter Robo (2004): remake autonomo, accessibile anche ai nuovi lettori.
  8. Manga – Getter Robo Arc (2001-03): conclusione incompiuta della saga, solo per i fan più appassionati.
  9. Anime – Getter Robo Arc (2021): adattamento del manga omonimo, prodotto da Bee Media.

Tabella Riassuntiva di Tutte le Serie Getter Robo

Titolo Tipo Anno Autori/Studio Episodi/Volumi Particolarità
Getter Robo Manga 1974–1975 Nagai / Ishikawa (Shogakukan) 6 volumi Manga originale, molto più violento e oscuro dell’anime
Getter Robo Anime TV 1974–1975 Toei Animation 51 episodi Primo robot componibile; in Italia come Space Robot
Getter Robo G Anime TV 1975–1976 Toei Animation 39 episodi Introduce Benkei Kuruma; negli USA come Starvengers
Getter Robo Go Manga 1991–1993 Ken Ishikawa (Tokuma Shoten) 7 volumi Prima apparizione dello Shin Getter Robo
Getter Robo Go Anime TV 1991–1992 Toei Animation 50 episodi Trama diversa dal manga; nuovo team di piloti
Shin Getter Robo Manga 1996–1998 Ken Ishikawa (Futabasha) 2 volumi Svela i retroscena di Getter Go; prima visione completa di Shin Getter 2 e 3
Getter Robo Armageddon OAV 1998–1999 Imagawa / Kawagoe (Brain’s Base) 13 episodi Continuity alternativa oscura; regia doppia dopo abbandono di Imagawa
Shin Getter Robo vs Neo Getter Robo OAV 2000–2001 Jun Kawagoe (Brain’s Base) 4 episodi Introduce il Neo Getter; ispirato vagamente al manga originale
Getter Robo Arc Manga 2001–2003 Ken Ishikawa (Super Robot Magazine) 3 volumi Setting post-apocalittico; conclusione incompiuta per cancellazione rivista
New Getter Robo OAV 2004 Jun Kawagoe (Brain’s Base) 13 episodi Remake ambientato nel Giappone medievale; fedele allo spirito del manga
Getter Robo Hien Manga 2007–2008 Naoto Tsushima (Gentosha) 3 volumi Hayato adulto guida un nuovo team; si collega alla continuity Ishikawa
Getter Robo Devolution Manga 2015–2019 Shimizu / Shimoguchi (Akita Shoten) 5 volumi Reinterpretazione moderna con estetica contemporanea
Getter Robo Arc Anime TV 2021 Jun Kawagoe (Bee Media) 13 episodi Adattamento del manga di Ishikawa; uso massiccio di CGI per i robot

Glossario dei Termini Fondamentali di Getter Robo

Open Get (オープンゲット) Il comando che attiva la separazione dei tre veicoli componenti, prerequisito indispensabile per qualsiasi riconfigurazione del robot. Nella mitologia del franchise, l’Open Get rappresenta il momento di massima vulnerabilità del team, il punto in cui la fiducia reciproca tra i piloti è messa alla prova. Getter Change (ゲッターチェンジ) Il comando che ordina alle tre macchine di ricombinarsi nella configurazione prescelta (Getter-1, Getter-2 o Getter-3). La diversa disposizione dei veicoli determina la forma finale del robot e le sue capacità combat. Getter Beam (ゲッタービーム) L’arma a energia principale del Getter-1, sparata dal petto del robot. È la manifestazione diretta dei Raggi Getter concentrati in un raggio distruttivo. Nel manga, l’intensità del Getter Beam è direttamente proporzionale alla determinazione e alla forza di volontà del pilota. Getter Tomahawk (ゲッタートマホーク) L’arma corpo a corpo iconica del Getter-1: un’ascia energetica che può essere lanciata come un boomerang o usata in mischia ravvicinata. Nella serie Getter Robo G, il Getter Dragon utilizza una versione potenziata dell’arma, capace di dimensioni gigantesche. Stoner Sunshine (ストナーサンシャイン) L’arma finale dello Shin Getter Robo nelle sue versioni più potenti: una concentrazione pressoché totale dell’energia dei Raggi Getter in un singolo attacco. Nella mitologia del franchise è considerata un’arma di portata planetaria, teoricamente capace di distruggere un intero pianeta se caricata al massimo potenziale. Il suo utilizzo incosciente da parte dei piloti è uno dei grandi temi delle serie OAV degli anni 2000. Shine Spark (シャインスパーク) L’arma finale del Getter Dragon (Getter Robo G): il robot si avvolge di energia Getter e si lancia come un missile vivente contro il bersaglio. Erede concettuale del Getter Beam, è più spettacolare e distruttiva, e nella serie Armageddon viene reinterpretata come una manifestazione dell’unione perfetta tra pilota e macchina. Raggi Getter (ゲッター線) Il concetto più affascinante e oscuro della saga. Sono una forma di radiazione cosmica primordiale, invisibile all’occhio umano, che ha plasmato l’evoluzione della vita sulla Terra. Nell’anime sono semplicemente la fonte di energia del robot; nel manga di Ishikawa divengono un’entità quasi senziente con una propria agenda evolutiva, indifferente al destino delle singole specie. Gattai (合体) Il termine giapponese per “unione” o “fusione”, da cui deriva il nome stesso di Getter Robo. Il concetto di gattai — veicoli separati che si fondono in un robot più potente — è l’invenzione di Getter Robo che ha cambiato per sempre il genere dei super robot, ispirando decenni di sequel e imitatori.


Conclusione: Perché Getter Robo è Eterno

Getter Robo è “eterno” per una ragione semplice e profonda: ha costruito il suo mito non sulla rassicurazione, ma sul coraggio. Il coraggio di mostrare che gli eroi muoiono. Che le forze che usano possono consumarli. Che la vittoria ha sempre un prezzo. Che un robot componibile può essere anche un simbolo cosmologico. Go Nagai ha dato la scintilla; Ken Ishikawa ha alimentato il fuoco per trent’anni, fino alla sua morte nel 2006, espandendo e approfondendo un universo che rifiutava di diventare banale.

L’anime del 1974, con la sua palette vivace e il suo ottimismo shōnen, rimane il punto d’accesso più accessibile e affettuoso. Ma è il manga — oscuro, violento, filosoficamente ambizioso — a rivelare la vera statura dell’opera. Leggere Getter Robo nella sua interezza significa confrontarsi con domande scomode: cosa siamo disposti a sacrificare? Chi decide quale specie merita di sopravvivere? Può una forza dell’evoluzione essere anche una forza della distruzione? Sono domande che nessun altro franchise di super robot ha mai osato porre con la stessa intensità. E per questo, cinquant’anni dopo il primo Open Get, Getter Robo continua a cambiare.

Gianluigi Piludu

Autore di articoli, illustratore e grafico del sito www.cartonionline.com