Goldrake U: Il ritorno di un’icona dell’animazione giapponese
Dopo anni di attesa, il leggendario Goldrake torna con una nuova serie: Goldrake U (Grendizer U), un reboot che riporta sullo schermo il celebre robot creato da Go Nagai. Prodotto da Dynamic Planning e GAINAX International, e distribuito in Italia su RaiPlay e Rai Gulp, il remake promette di mescolare nostalgia e innovazione, riportando alla ribalta uno degli anime mecha più amati di sempre.
Trama: un ritorno tra passato e futuro
La nuova serie riprende il concept originale, aggiornandolo con una narrazione più moderna. Actarus, il principe di Fleed, continua la sua lotta contro le forze di Vega, che minacciano la Terra con una tecnologia bellica ancora più avanzata. Il pilota del Goldrake, insieme ai suoi alleati, deve affrontare nuove sfide, tra battaglie mozzafiato e momenti di introspezione sul destino dell’umanità.
Stile visivo e animazione: un connubio tra tradizione e modernità
Uno degli aspetti più interessanti di Goldrake U è il suo comparto tecnico. L’animazione è curata con grande attenzione ai dettagli, combinando tecniche tradizionali e CGI, per dare maggiore fluidità ai combattimenti senza perdere l’essenza del design classico. I fan dell’originale noteranno un restyling dei personaggi e del mecha, ma senza stravolgimenti che ne alterino l’iconicità.
L’accoglienza del pubblico e della critica
Sin dal suo debutto, Goldrake U ha diviso il pubblico tra chi ha apprezzato l’aggiornamento visivo e narrativo e chi invece avrebbe preferito un approccio più fedele alla serie del 1975. Alcuni fan storici hanno criticato l’uso della CGI e alcune scelte stilistiche, mentre altri hanno lodato il lavoro fatto per rendere la storia più coinvolgente e adatta ai nuovi spettatori.
La critica ha elogiato soprattutto la sceneggiatura, capace di bilanciare momenti d’azione spettacolari con introspezione psicologica, approfondendo le motivazioni di Actarus e il conflitto interiore che lo accompagna. Anche il comparto sonoro è stato apprezzato, con una colonna sonora che richiama i temi classici di Goldrake, rivisitati con un tocco contemporaneo.
Dove vederlo
In Italia, Goldrake U è disponibile su RaiPlay, la piattaforma streaming della Rai, con trasmissioni programmate anche su Rai Gulp. La serie è stata rilasciata con doppiaggio italiano, mantenendo nomi e riferimenti iconici per il pubblico storico.
Perché guardarlo?
Se sei un fan della prima ora di Goldrake, questa nuova versione potrebbe rappresentare un’occasione per rivivere l’epopea del robot spaziale in una veste più moderna e dinamica. Se invece sei un nuovo spettatore, Goldrake U offre un’ottima porta d’accesso al mondo dei mecha anime, combinando azione, dramma e un comparto visivo affascinante.
Goldrake U: Il mito ritorna… ma è davvero quello che aspettavamo?
Se sei cresciuto negli anni ‘70 e ‘80 con il mitico Goldrake, allora sai bene cosa significava sentire quel “Alabarda Spaziale!” urlato con tutta la forza possibile. Era il simbolo di un’epoca, un’icona dell’animazione giapponese che ci ha accompagnato nelle serate d’infanzia. Ora, dopo decenni, Goldrake U ci riporta nel mondo di Actarus e delle invasioni aliene… ma è davvero il ritorno che sognavamo?
Un reboot tra nostalgia e innovazione
Quando hanno annunciato Goldrake U, l’hype è salito alle stelle. Rivedere Actarus, Venusia, Alcor e il mitico Goldrake in un’animazione moderna poteva essere un sogno che si avvera. E in parte lo è. Visivamente, il lavoro è notevole: colori più vibranti, animazioni fluide, un character design più attuale che riesce a mantenere un certo rispetto per l’originale.
Ma poi, guardando la serie, qualcosa inizia a stonare…
Trama: ripartenza o riciclo?
La storia segue ancora Actarus, il principe di Fleed, costretto a combattere le forze di Vega che minacciano la Terra. Fin qui tutto ok, ma il problema è che manca l’anima.
La narrazione è più dinamica, certo, ma il ritmo è spesso altalenante. Ci sono momenti in cui la storia sembra prendere una direzione interessante, per poi ricadere su schemi già visti mille volte. Il dramma interiore di Actarus è meno profondo rispetto alla serie originale, e gli altri personaggi non riescono mai a emergere davvero.
L’animazione: tra alti e bassi
Un aspetto che sicuramente divide è l’uso della CGI. Alcune scene d’azione sono spettacolari, con combattimenti coreografati alla perfezione, ma in certi momenti si ha la sensazione di guardare un videogioco più che un anime. Il Goldrake in CGI ha un look imponente, ma forse un po’ troppo levigato e privo di quella “ruvidezza” che lo rendeva epico nella versione classica.
Il problema principale? Il cuore
Il vero nodo è che Goldrake U sembra più un’operazione nostalgia che una serie con un’identità propria. Si sente la mancanza di quel pathos che rendeva l’originale unico. Le scene più emozionanti sembrano costruite a tavolino per solleticare il ricordo dei vecchi fan, ma senza aggiungere nulla di davvero nuovo. È un po’ come rivedere un vecchio amico, ma accorgersi che non è più lo stesso di una volta.
Dove vederlo
In Italia, la serie è disponibile su RaiPlay e trasmessa su Rai Gulp, con un doppiaggio italiano che mantiene nomi e riferimenti storici.
Vale la pena guardarlo?
Se sei un fan storico, Goldrake U merita almeno una visione per curiosità. È un tentativo interessante di riportare in vita un mito, ma che fatica a trovare un’identità propria. Se invece non hai mai visto la serie originale, potresti trovarlo visivamente accattivante, ma senza quella profondità che ha reso grande l’originale.
Conclusione: un ritorno a metà
“Goldrake, vai!”… ma non troppo. Goldrake U ha il difficile compito di aggiornare un classico senza tradirlo, e il risultato è un compromesso che non sempre funziona. C’è dell’amore dietro questo progetto, ma forse non abbastanza da farci sentire di nuovo bambini davanti alla TV. Un’occasione mancata? Forse. Ma almeno ci ha dato un motivo per rispolverare l’originale e ricordare perché lo abbiamo amato così tanto.



















