La serie anime “Il principe del tennis” 268 episodi (in giapponese) trasmessi gratuitamente
Oggi voglio parlarvi di “Tennis no Ōjisama” (mi piace chiamarlo anche “Prince of Tennis”). Preparatevi, perché ABEMA ha lanciato una bomba: per un periodo limitato, a partire dal 27 ottobre 2025, tutti i 268 episodi della serie saranno trasmessi in streaming gratuitamente, ma in versione originale giapponese! Sì, avete letto bene: TUTTI gli episodi!
Se siete cresciuti negli anni 2000 o se vi è capitato di guardarne un paio di puntate negli ultimi tempi, sapete quanto questa serie abbia cambiato le regole del gioco (letteralmente!). “Prince of Tennis” ci ha portato nel mondo del tennis giovanile giapponese, facendoci sognare con le sue partite mozzafiato e i suoi personaggi iconici. Non parliamo poi della colonna sonora che resta nel cuore!
Ma torniamo al presente. ABEMA ha deciso di aprire un canale ufficiale per una visione limitata, e questa è un’opportunità d’oro per tutti noi. Pensateci un attimo: 268 episodi a disposizione, pronti per essere riscoperti o visti per la prima volta. E chi è che può dire di aver visto tutto senza salto di qualità? “Non puoi dire di aver visto tutto se non hai visto anche l’ultimo episodio!”, diceva un personaggio. E chi non vorrebbe essere al passo con il loro viaggio nel tennis?
Oltre al fattore nostalgia, c’è da dire che “Tennis no Ōjisama” ha creato un vero e proprio fenomeno culturale. Le gare, le rivalità e le storie di amicizia che si snodano attraverso le trame ci fanno crescere, ci emozionano, ci insegnano a combattere per i sogni. Chi non si è mai sentito ispirato dalle sfide di Ryoma e dei suoi compagni? E se state pensando che il tennis sia un’attività solo per quelli con la racchetta in mano, beh, vi sbagliate di grosso. Qui si parla anche di strategie, determinazione e, soprattutto, di una passione che travalica le dimensioni del campo da gioco.
E per quelli di voi che magari si sono persi un po’ della storia, non temete! È il momento giusto per recuperare. Potete preparare popcorn, trovare il vostro posto preferito sul divano e lasciarvi trasportare dal mondo di Inui, Tezuka, e tutti gli altri. Non dimenticate il fazzoletto, perché ci saranno anche momenti di lacrime e cuori spezzati. Ma ehi, è questo che rende tutto più reale, giusto?
Inoltre, questo evento di ABEMA non è solo un modo per godersi la serie, ma anche per riunire la comunità di fan. Scambiate i vostri commenti sui social, organizzate serate di binge-watching con gli amici e discutete delle vostre parti preferite o dei vostri personaggi del cuore. Chi di voi non ha un amico che ama Tsukimoto o Nishikori? Create un trivia game o sfidatevi a chi ricorda meglio le battute!
Insomma, non perdete tempo: cercate il canale di ABEMA e tuffatevi in questo viaggio nel mondo di “Tennis no Ōjisama”. E ricordate: se qualcuno vi dice che non sono veri sportivi, rispondete con un bel “Hai visto come colpiscono la palla?” Buon divertimento e, come dicono i protagonisti, “La vittoria è a portata di racchetta”!
Quando Takeshi Konomi ha trasformato racchette e campi da gioco in battaglie degne di un anime shonen
Se negli anni 2000 avete pensato anche solo per un istante che il tennis potesse essere uno sport noioso, probabilmente non avete mai visto Il Principe del Tennis (Tenisu no ōjisama). Creato da Takeshi Konomi, questo manga spokon è riuscito nell’impresa impossibile: rendere il tennis altrettanto adrenalinico di un combattimento con i Super Saiyan.
Serializzato sul leggendario Weekly Shōnen Jump dal 19 luglio 1999 al 3 marzo 2008, il manga è stato raccolto in 42 volumi tankōbon pubblicati da Shūeisha. In Italia, Panini Comics sotto l’etichetta Planet Manga ha curato l’edizione dal 2007 al 2017, permettendo anche al pubblico italiano di scoprire le avventure di Ryoma Echizen.
L’adattamento anime, prodotto da Trans Art, ha regalato 178 episodi trasmessi in Giappone su TV Tokyo dal 10 ottobre 2001 al 30 marzo 2005. In Italia è arrivato su Hiro nel 2008, ma purtroppo solo i primi 52 episodi hanno visto la luce, lasciando molti fan con l’amaro in bocca (e un sacco di domande senza risposta).
Un Bambino Prodigio con la Racchetta in Mano
La storia ruota attorno a Ryoma Echizen, un dodicenne che torna a Tokyo dopo aver dominato quattro tornei consecutivi di categoria junior negli Stati Uniti. Non è un ragazzino qualunque: è il figlio di Nanjirou Echizen, ex leggenda del tennis giapponese che misteriosamente si ritirò al culmine della carriera dopo aver vinto 37 tornei internazionali.
Ryoma viene iscritto alla Seishun Gakuen (abbreviata affettuosamente in Seigaku), una scuola media con uno dei migliori club di tennis del paese. L’obiettivo? Vincere i tornei di qualificazione cittadini, poi regionali, e infine conquistare il titolo nazionale. Per farlo, la scuola organizza un torneo interno che decide i membri della squadra titolare.
Ovviamente Ryoma si qualifica, e da lì inizia la vera battaglia. Ma non è solo una questione di vincere partite: è un percorso di crescita, rivalità, amicizie e scoperta di se stesso. È il classico viaggio dell’eroe shonen, ma con palline da tennis al posto di kamehameha.
Una Squadra di Personalità (E Colpi Impossibili)
Quello che rende Il Principe del Tennis memorabile non è solo il protagonista, ma l’intero cast della Seigaku. Ogni membro della squadra ha una personalità distinta, uno stile di gioco unico e – naturalmente – mosse speciali che sfidano le leggi della fisica.
Kunimitsu Tezuka, il capitano al terzo anno, è l’incarnazione della serietà e della disciplina. È quello che guarda tutti dall’alto in basso (metaforicamente, perché è anche abbastanza alto fisicamente) e dice cose profonde sul tennis e sulla vita.
Shuichiro Oishi, il vice-capitano, forma insieme a Eiji Kikumaru la leggendaria “Coppia d’oro”, famosa in tutto il Giappone per la loro sincronia perfetta nel doppio. Oishi è metodico e strategico, mentre Kikumaru è un acrobata che gioca a rete con movimenti che farebbero invidia a un ginnasta olimpico.
Poi c’è Shusuke Fuji, soprannominato “il genio” per le sue capacità tecniche eccezionali. È tranquillo, sempre sorridente, e quando apre gli occhi sul serio sai che le cose stanno per farsi serie.
Takashi Kawamura è il gigante gentile che si trasforma in una bestia aggressiva appena impugna la racchetta. Da bambino lo chiamavano “homerun boy” per la sua potenza devastante (ma poco controllata). È sostanzialmente l’Incredibile Hulk versione tennista.
Sadaharu Inui è il nerd della situazione: raccoglie dati su ogni avversario, calcola probabilità, analizza punti deboli. È anche quello che prepara succhi energetici così disgustosi che i compagni preferirebbero perdere una partita piuttosto che berli.
Takeshi Momoshiro, soprannominato “Momo-chan senpai”, è il più amichevole del gruppo. Diventa rapidamente il migliore amico di Ryoma, anche se tecnicamente è un anno più grande. La sua rivalità amichevole con Kaoru Kaido (soprannominato “la vipera”, anche se lui odia questo nome) è una delle dinamiche più divertenti della serie.
Quando il Tennis Diventa Superpotere
Ecco dove Il Principe del Tennis diventa gloriosamente assurdo. Questo non è un anime realistico sul tennis. No, qui abbiamo:
- Il “Tezuka Zone” che fa letteralmente gravitare tutte le palline verso il giocatore
- Il “Twist Serve” che cambia traiettoria a mezz’aria
- Colpi che lasciano crateri nel campo
- Momenti in cui i giocatori sembrano fermare il tempo
- Partite che diventano battaglie psicologiche dove si “leggono” le intenzioni dell’avversario come se fossero Jedi
È ridicolo? Assolutamente. Funziona? Incredibilmente sì.
Perché Konomi ha capito una cosa fondamentale: gli spokon non devono essere realistici, devono essere emozionanti. Devono farti credere che ogni punto sia una questione di vita o di morte, che ogni servizio sia carico di significato, che vincere o perdere una partita possa cambiare il destino.
Il Messaggio: Talento vs. Determinazione (Il Solito, Ma Fatto Bene)
Come ogni buon shonen che si rispetti, Il Principe del Tennis esplora il conflitto tra talento naturale e duro lavoro. Ryoma è prodigioso, nato con il dono. Ma durante il suo percorso incontra avversari altrettanto talentuosi, e compagni di squadra che compensano con dedizione e strategia quello che mancano in abilità innate.
Il vero messaggio però è più profondo: il tennis (e per estensione, la vita) non è una battaglia solitaria. Ryoma inizia come un lupo solitario, convinto di poter vincere da solo. Ma la squadra della Seigaku gli insegna che la forza vera viene dal supporto reciproco, dalla fiducia nei compagni, dal crescere insieme.
C’è anche un tema generazionale interessante: Ryoma vive nell’ombra gigantesca del padre, una leggenda vivente che si è ritirata misteriosamente. Deve decidere se vuole semplicemente replicare il successo paterno o creare il proprio percorso. È un conflitto universale: come si esce dall’ombra di un genitore straordinario?
Perché Ha Funzionato (E Cosa Non Ha Funzionato)
Il Principe del Tennis è stato un fenomeno in Giappone. Ha venduto milioni di copie, ha ispirato una generazione di ragazzi a provare il tennis, e ha creato un franchise multimediale con sequel manga, musical (sì, musical), videogiochi e film live-action.
Il segreto? Personaggi memorabili, rivalità ben costruite, e quella capacità tipicamente shonen di far sembrare ogni momento cruciale come se fosse la cosa più importante dell’universo. Konomi sa come gestire il ritmo: alterna momenti di tensione estrema a scene più leggere, costruisce avversari carismatici, e non dimentica mai che anche se il tennis è il veicolo, la storia parla di ragazzi che crescono.
Il lato negativo? Come molti spokon, la serie soffre di power creep (l’escalation continua delle abilità che diventa sempre più assurda) e alcune partite si trascinano all’infinito. E se parliamo dell’edizione italiana dell’anime, il fatto che siano stati trasmessi solo 52 episodi su 178 è un crimine contro l’umanità.
Vale la Pena Recuperarlo Oggi?
Se siete fan degli spokon o degli anime shonen in generale, Il Principe del Tennis è praticamente obbligatorio. Non è perfetto, ha i suoi difetti tipici del genere, ma è un’esperienza divertente, carica di energia e sorprendentemente appassionante.
E se vi state chiedendo: sì, il tennis è davvero così cool nella vita reale? La risposta è no. Ma dopo aver visto questo anime, per un attimo, ci crederete.
Disponibile in manga tramite Planet Manga (edizione completa) e in anime su varie piattaforme streaming (con sottotitoli giapponesi per chi vuole l’esperienza completa).
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