CENERENTOLA
Verso
la fine degli anni 40, gli studi della Walt Disney attraversarono
un momento di grossa difficoltà economica, sia a causa
della crisi dovuta alla recente guerra mondiale, sia perché
i precedenti film di animazione quali Pinocchio
e Fantasia e Bambi, non ebbero il
successo sperato. In verità si procedeva con la realizzazione
di cartoni animati brevi, che servivano giusto a coprire le
spese di produzione. Occorreva dare una svolta radicale alla
situazione con un nuovo film. Walt Disney in questo frangente
capì che si giocava il destino della stessa casa di
produzione, pertanto studiò accuratamente ogni minimo
particolare, per andare a colpo sicuro. Il suo punto di riferimento
fu la precedente realizzazione di Biancaneve e i sette nani,
cioè la storia di una ragazza sfortunata che si riscatta
nel finale. Puntò quindi sulla fiaba classica di Cenerentola,
conosciuta in tutto il mondo grazie alla versione di Charles
Perrault. Si affidò quindi allo staff di disegnatori
ed animatori esperti, che selezionò personalmente sulla
base dei personaggi da caratterizzare, dietro la regia di
Clyde Geronimi, Wilfred Jackson e Hamilton Luske.
Nacquè così un altro capolavoro assoluto del
cinema di animazione, dove Walt Disney mostra tutto il suo
talento di grande narratore e intrattenitore, senza concedere
un attimo di noia allinterno di tutti i 74 minuti di
proiezione. Il film uscì nelle sale americane nel 1950
e riscosse un successo tale, da risollevare il famoso studio
di animazione e rilanciarlo verso gli altri capolavori successivi.
La
storia di Cenerentola inizia in un lontano paese, dove viveva
un ricco signore insieme alla sua piccola figlia. Luomo
era rimasto vedovo e nonostante tutte le amorevoli attenzioni
date alla giovane, sentiva lesigenza di risposarsi al
fine di assicurarle laffetto e le cure di unaltra
madre. La sua scelta ricadde su Lady Tremaine, una donna vedova
di nobili origini, che dal suo precedente matrimonio aveva
avuto due figlie: Anastasia e Genoveffa.
Purtroppo a causa di una malattia luomo morì,
lasciando sua figlia nelle mani della matrigna, la quale si
dimostrò poco accogliente nei suoi confronti. La donna
sperperò tutte le ricchezze di suo marito, per accontentare
i vizi delle sue figlie naturali e relegò la giovane
al ruolo di serva, che fu chiamata con il nomignolo dispregiativo
di Cenerentola, perché fra le tante faccende domestiche,
doveva badare a raccogliere la cenere del camino. Tuttavia
Cenerentola era contraddistinta da una rara bellezza e da
una grazia innata, che al suo confronto faceva sfigurare le
rozze e brutte sorellastre. La loro madre ne era consapevole
e faceva di tutto per sminuire Cenerentola, al punto da farle
indossare i vestiti più umili e a relegarla in una
delle fredde e buie torri del castello. Nonostante tutto Cenerentola
conservava sempre una bontà danimo che le faceva
avere uno sguardo positivo su tutto ciò che la circondava,
perché era sostenuta dalla speranza che i sogni, possono
diventare realtà. Nella sua stanza era circondata dagli
uccellini che la svegliavano con il loro canto mattutino e
dai topolini del castello, che allevava amorevolmente e cuciva
per loro dei piccoli vestiti. A questi ben presto si unì
un topolino grassoccio e simpatico, che Cenerentola libera
da una trappola per topi. Insieme al suo piccolo vestitino,
gli fu dato il nome di Gas Gas e divenne ben presto linseparabile
amico del topolino Giac. Il pericolo numero uno dei topolini
era rappresentato dal perfido gatto Lucifero, il prediletto
di Lady Tremaine, al quale Cenerentola doveva servire la colazione
prima di tutti. Poi la ragazza doveva salire per le scale,
facendo lequilibrista con i vassoi per portare la colazione
a letto alle sue sorellastre e alla matrigna, le quali non
perdevano tempo ad impartigli degli ordini per pulire la loro
dimora e sobbarcarsi il duro lavoro quotidiano. Doveva sbattere
i tappeti, lavare i pavimenti, dare da mangiare agli animali,
cucinare, portare lacqua, accendere il fuoco e tanto
altro. Intanto Gas Gas e Giac, studiano le strategie per sfuggire
alla guardia del gatto Lucifero, che gli impedisce di uscire
nel cortile per prendere la colazione che Cenerentola distribuisce
a tutti gli animali. Ne scaturiscono delle divertenti scene,
dove i due topolini riescono sempre a scampare per un soffio
dai pericolosi artigli.
Poco lontano da loro,allinterno del suo magnifico castello,
vive il re di quel paese, che si sente molto triste perché
suo figlio è ancora scapolo e non ha linteresse
a fidanzarsi. Temendo svanire il sogno di potere cullare un
suo nipotino, il re convoca il granduca Monocolao e gli ordina
di organizzare un gran ballo, al quale dovranno partecipare
tutte le ragazze del paese in età di marito.
Subito vennero stampati numerosi inviti e uno di questi venne
recapitato presso la casa di Cenerentola. Alla lettura di
quel biglietto, da parte della loro madre, Anastasia e Genoveffa
esultarono dalla gioia, coltivando la speranza di ballare
con il principe. Anche Cenerentola sognava quellevento
e timidamente chiese alla matrigna se poteva partecipare anche
lei. Nonostante il disappunto delle sue sorellastre, Lady
Tremaine non fece obbiezione e disse che poteva partecipare
anche lei alla festa, ma ad una condizione: avrebbe dovuto
finire tutte le pesanti e numerose faccende domestiche e presentarsi
con un bel vestito. Cenerentola non si perse danimo
e iniziò subito a lavorare di buona lena. Quello che
però la metteva in grave difficoltà era la possibilità
di avere un vestito da sera. Il giorno del ballo Cenerentola
fu gravata da pesanti lavori da parte delle sorellastre, che
non le davano un attimo di tregua per farle lavare e stirare
le loro gonne e i vestiti, così vedendo arrivare la
carrozza, senza neanche un vestito decente, si rassegnò
allidea di non poter partecipare e se ne rientrò
nella sua stanza. Qui però ebbe una piacevole sorpresa.
I topolini e gli uccellini recuperando i nastri e le stoffe
buttate via dalle sorellastre, riuscirono a cucire un bellissimo
vestito per Cenerentola, che così aveva l'opportunità
di partecipare al ballo. Nel vederla così bella ed
elegante Anastasia e Genoveffa furono colte da una crisi di
nervi e le strapparono le vesti, accusandola di essere state
derubate delle stoffe e della collana. Così Cenerentola
umiliata e sconfitta, scoppiò in un pianto e si diresse
nel cortile, in compagnia degli inseparabili topolini e dei
suoi amici animali.
Quando fu ormai rassegnata, una nube magica la avvolse e comparve
una donna di mezza età, vestita con una mantella celeste
ed un cappuccio sopra la testa. Si trattava della fata Smemorina,
che per non smentire in suo nome, cercava di ricordarsi dove
aveva messo la sua bacchetta magica. Rincuorò subito
Cenerentola e le rivelò di essere la sua madrina. Così
una volta ritrovata la sua bacchetta magica, sulle note della
canzone Salagadula, mencica bula, bibbidi bobbidi bu"
trasformò una zucca del giardino in una splendida carrozza.
I topolini furono tramutati in 4 splendidi destrieri, compreso
Gas Gas che stava per finire fra le grinfie del gatto Lucifero.
Al cavallo fu dato il ruolo di cocchiere, mentre il cane Tobia
fu trasformato in un elegante maggiordomo. Ma la fata Smemorina
si era dimenticata della cosa più importante per Cenerentola:
il vestito. Così quelli stracci divennero subito un
bellissimo abito bianco, degno di una principessa e della
sua bellezza. Lincantesimo aveva però una durata
limitata nel tempo, in quanto allo scoccare della mezzanotte,
tutto sarebbe ritornato come prima. La carrozza fatata arrivò
al palazzo reale mentre, al principe annoiato, venivano presentate
tutte le ragazze del paese. Il re in compagnia del granduca
Monocolao era disperato per latteggiamento indifferente
di suo figlio, che non mostrava il minimo interesse per nessuna
di loro.
Proprio mentre gli stavano presentando Anastasia e Genoveffa,
il principe intravide in lontananza la sagoma di Cenerentola
e fu subito colpito, al punto che abbandonò tutti e
si diresse verso di lei per conoscerla. Questo non sfuggì
a suo padre che esultando di gioia ordinò allorchestra
di aprire le danze. Durante il ballo tutti si chiesero chi
potesse essere quella splendida fanciulla che nessuno aveva
mai visto, comprese Anastasia, Genoveffa e Lady Tremaine che
la guardava con interesse. Ma per custodire i due ragazzi
dagli sguardi indiscreti, il granduca Monocolao chiuse la
tenda della finestra e così Cenerentola e il Principe
poterono conoscersi indisturbati, fra i giardini del castello.
Furono dei momenti bellissimi e intensi, ma purtroppo brevi
perché allo scoccare della mezzanotte, Cenerentola
si ricordò che di li a poco sarebbe svanito lincantesimo.
Terrorizzata scappò via dal principe e corse per le
scale in tutta fretta, senza avere il tempo di raccogliere
la scarpina che le si era sfilata e salì a bordo della
carrozza fatata, che lasciò il castello a gran velocità.
Il granduca Monocolao recupera la scarpina e ordina subito
si seguire la carrozza, ma le ricerche da parte dei soldati
furono vane, perché di li a poco la carrozza si trasformò
nuovamente in una zucca, i cavalli in topolini e Cenerentola
ritornò ad essere vestita di stracci, come lo era prima
dellarrivo della fata, con lunica eccezione che
conservava ancora una scarpina di cristallo. Il giorno seguente
il re già sognava di essere circondato da due splendidi
nipotini, ma presto il granduca lo riportò alla realtà,
comunicandogli che la ragazza sconosciuta era fuggita, lasciano
soltanto la sua scarpetta di cristallo. Lira del re
fu placata soltanto quando il granduca gli comunicò,
che suo figlio intendeva sposare la donna che aveva smarrito
quella scarpetta. Così il re inviò il granduca
Monocolao e il suo vassallo per tutto il paese, al fine di
individuare la misteriosa ragazza dalla misura del suo piede.
Quando la notizia arrivò alle orecchie di Lady Tremaine,
ordinò subito alle sue figlie di prepararsi a ricevere
il granduca e alimentò le loro speranze di poter sposare
il principe, tuttavia dalle movenze di Cenerentola capì
che la ragazza in questione poteva essere proprio lei. Così
con linganno, la rinchiuse nella sua stanza proprio
al momento dellarrivo del granduca con il vassallo,
che portava la scarpetta di cristallo sopra un cuscino. Cenerentola
disperata, gridò inutilmente per uscire dalla sua stanza
e anche questa volta i suoi amici topolini partirono in suo
aiuto. Il loro obbiettivo era quello di sfilare la chiave
della stanza, dalla tasca della matrigna di Cenerentola.
Intanto Anastasia e Genoveffa, con un comportamento maleducato
e prepotente, cercavano di convincere il vassallo a far entrare
il loro piedone allinterno della minuscola scarpina,
con lunico risultato di irritare il granduca. Grazie
alla loro astuzia e al loro coraggio Gas Gas e Giac riescono
a prendere la chiave e a portarla in cima alle scale del castello,
ma una volta giunti alle soglie della stanza, devono superare
lostacolo più grande rappresentato dal perfido
gatto Lucifero. Questi cerca di catturali in tutti i modi
e non si arrende neanche agli attacchi da parte degli altri
topolini. Così Cenerentola, tramite un uccellino, chiede
aiuto al cane Tobia, che con il suo arrivo, mette in fuga
il gatto famelico. Quando il granduca stava ormai per andarsene,
venne fermato dallarrivo di Cenerentola, che voleva
anche lei provare la scarpetta. Monocolao nel vedere quella
bella ragazza, si diresse verso di lei con entusiasmo, ma
la perfida matrigna gli fece uno sgambetto e questi cadde
a terra, mandando in frantumi la delicata scarpetta di cristallo.
Il duca si disperò al pensiero della possibile ira
da parte del re, ma Cenerentola tolse dal grembiule laltra
scarpetta, che il granduca Monocolao gli infilò al
piede senza nessun problema, era perfetta. Così le
campane del regno suonarono per i festeggiamenti del matrimonio
fra il Principe e Cenerentola, che partirono per il loro viaggio
di nozze a bordo di una splendida carrozza reale. E da quel
giorno vissero felici e contenti.
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