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Aladdin

Aladdin - Il film di animazione Disney

Aladdin

Titolo originale: Aladdin
Personaggi:
Aladdin, Jasmine, Genio della lampada, Abu la scimmietta, Tappeto Volante, Sultano, Visir Jafar, Jago il pappagallo
Produzione: Walt Disney Studios
Regia: Ron Clements, John Musker
Nazione: USA
Anno: 1992
Genere: Film di animazione Avventura / Magia
Episodi: 1
Durata: 90 minuti
Età consigliata: Ragazzi dai 6 ai 12 anni

 

Uscito nel 1992 Aladdin è il 31° film d'animazione della Walt Disney, dove alla regia troviamo le firme prestigiose di Ron Clements e John Musker. Un peso rilevante è stato dato dal doppiaggio, in particolare del Genio della lampada, infatti mentre nella versione americana è stato affidato alla voce di Robin Williams, in quella italiana è stato splendidamente interpretato da Gigi Proietti. Il film è la versione della fiaba per ragazzi "Aladino e la lampada magica" tratta dal libro "Le mille e una notte", ma come in tutte le versioni Disneyane ne è stata stravolta la struttura narrativa e le caratteristiche dei personaggi.

La storia di Aladdin

Il protagonista principale è Aladdin, un ragazzo che per procurarsi da vivere, ricorre a piccoli furti nel mercato della città di Agrabah, insieme alla sua inseparabile scimmietta Abu. Aladdin dalle mura della sua povera casa, ogni giorno osserva il lussuoso palazzo del sultano e sogna, di poter un giorno di incontrare la bella principessa Jasmine.

Intanto dentro le mura del palazzo la figlia del sultano non si decide a prendere marito, nonostante sia corteggiata dai più ricchi principi d'Oriente. Il sultano, un ometto buffo e bonaccione è disperato per sua figlia, perché secondo la tradizione, dovrà sposarsi con un principe entro il giorno del suo compleanno, quindi fra tre giorni. Dal canto suo Jasmine, sempre accompagnata dalla sua tigre Rajah, sogna di incontrare un giovane dal cuore puro, che non ostenti ricchezza materiale, ma generosità d'animo. Il sultano chiede aiuto al suo consigliere Jafar, un malvagio individuo che tiene in scacco il sultano, soggiogandolo con l'ipnosi, ed in cambio della sua collaborazione si fa regalare il prezioso anello azzurro. Intanto Jasmine scappa dal palazzo, per intrufolarsi fra la gente del villaggio, all'interno del mercato.

Aladdin incontra Jasmine

Qui viene vista da Aladdin, che rimane incantato da quella bellissima visione. Jasmine vuole comprare un cocomero, ma non ha i soldi per pagare. A quel punto interviene Aladdin che le consiglia di fingersi pazza e sfuggire così, all'ira del fruttivendolo. Nel palazzo, il diabolico Jafar sempre accompagnato dal suo pappagallo Iago, grazie all'anello azzurro potrà individuale il volto di colui che sarà destinato ad entrare nella Caverna delle meraviglie, dove risiede l'ambita "Lampada del Genio". L'anello fa comparire il volto di Aladdin, accompagnato da Jasmine, mentre osservano il tramonto. Jafar ordina alle guardie di arrestare immediatamente Aladdin, in quanto reo di aver tentato di rapire Jasmine.

Aladdin e Jasmine

La giovane principessa non può far nulla, per impedire che quel giovane innocente venga rinchiuso in prigione. Anni prima Jafar, aveva tentato di entrare nella Caverna delle meraviglie, una grotta a forma di testa di tigre, per cercare di rubare la lanterna magica, ma era stato respinto dalla stessa grotta, in quanto dice che solo una persona potrà entrare nella grotta, uno i cui stracci nascondono un cuore puro come un diamante allo stato grezzo. Jafar ora ha in mano il destino di Aladdin, pertanto si traveste da vecchio carcerato per indurlo ad evadere e a recarsi presso la Caverna delle Meraviglie. Aladdin riesce a fuggire insieme al vecchio (Jafar), anche con il sogno che la lampada realizzi il suo desiderio di sposare Jasmine.

Aladdin e la lanterna magica

Arrivati presso la grotta dalla testa di Tigre, questa spalanca le fauci e fa entrare Aladdin dicendogli di non prendere nulla, tranne la lampada. Nonostante Aladdin si veda circondato da mille tesori, prende soltanto una vecchia lampada arrugginita e polverosa. Con lui entra anche la scimmietta Abu, che non resiste alla tentazione di toccare una pietra preziosa. A questo punto un enorme boato fa tremare la caverna e tutto il tesoro viene sommerso dalla lava incandescente. Per fortuna Aladdin e Abu vengono salvati da un tappeto magico, che li porta in volo verso l'uscita. Qui Jafar si impossessa della lampada magica, ricacciando Aladdin nel dirupo. Ancora una volta interviene il magico tappeto volante, che lo salva mentre il giovane perde i sensi. Al suo risveglio si ritrova Abu con in mano la lampada, che è riuscita a rubare al perfido Jafar. Aladdin osserva attentamente l'oggetto, sul quale si intravede una scritta coperta dalla polvere. Aladdin strofina la lampada per poter leggere meglio, ed improvvisamente ecco apparire in tutta la sua esuberanza, uno straordinario Genio Azzurro che riempie di meraviglia Aladdin e Abu.

Il Genio di Aladdin

Aladdin

Il Genio si rende a totale disposizione del suo nuovo padrone Aladdin e gli dice che potrà realizzare tre desideri eccetto uccidere, resuscitare i morti o far innamorare qualcuno. Ad Aladin è proprio quest'ultimo desiderio che gli sta a cuore, in quanto vorrebbe far innamorare Jasmine, pertanto chiede di essere trasformato in un principe, per poter ambire a sposare la principessa, in cambio promette al Genio la sua libertà, quando esprimerà il terzo desiderio. Intanto a palazzo Jafar tenta di ipnotizzare il sultano, perché vuole sposare Jasmine e diventare quindi l'erede al trono . Una volta raggiunto questo scopo, potrà facilmente soggiogare il sultano e sbarazzarsi della figlia, per diventare l'unico regnante. Per fortuna il sultano viene distratto dall'arrivo di un nuovo principe che al suo arrivo, in groppa ad un elefante, viene scortato da un esercito di cammelli pieni di doni. In realtà si tratta di Aladdin, che si spaccia per il principe Alì Ababwa, ma il sultano è contentissimo nel vedere un bel giovane coperto da tanta regalità e ricchezza, così spera che sua figlia possa finalmente innamorasi e sposarsi. L'unica a non essere convinta di tanta ostentazione è Jasmine, che si sente come un oggetto a cui non è stata data la facoltà di decidere.

Jafar

Aladdin con Jasmine sul tappeto volante

Così Aladdin una notte si reca al palazzo a bordo del suo tappeto magico e invita Jasmine a volare insieme a lui, nel bel mezzo di un cielo stellato. Alla fine di quella notte magica, quando Aladdin ha riaccompagnato Jasmine al palazzo, viene aggredito da Razoul e gli uomini di Jafar, che dopo averlo immobilizzato, lo gettano in acqua con lo scopo di ucciderlo. Per fortuna Aladdin esprime il secondo desiderio e così appare il Genio che lo libera. Aladdin arriva al palazzo e accusa Jafar di aver tentato di ucciderlo, questi però ricorre a uno dei suoi mille trucchi e sparisce in una nuvola di fumo. Intanto Jasmine ha finalmente scelto di sposare Aladdin, con la grande felicità del sultano.

Jafar ruba la lanterna magica

Quella stessa notte però, Jafar riesce a rubare la lampada del Genio, dalla stanza di Aladdin. Jafar può dunque esprimere il desiderio di diventare il sultano di Agrabah e come secondo quello di diventare il più potente mago della terra. Suo malgrado il genio è costretto ad esaudire i desideri del Visir. I passo successivo è quello di smascherare Aladin e spogliarlo delle sue ricchezze, per rinchiuderlo in una torre. Jasmine così capisce che il principe altri non era che Aladdin, il ragazzo conosciuto al mercato del quale si era innamorata. Per fortuna Aladdin viene liberato da Abu, in volo sul tappeto magico. Possono così giungere in aiuto di Jasmine, in quanto Jafar ha trasformato la tigre Rajah, in un innocuo micetto.

Aladdin sconfigge Jafar

Aladdin sfida Jafar a trasformarsi in un mago ancora più potente del Genio della lampada. Jafar esprime così il suo terzo desiderio, trasformandosi egli stesso in un Genio, così l'astuto Aladdin riesce a rubare la lampada e chiuderlo dentro, imprigionandolo per sempre. Ora che il nemico è stato sconfitto, Aladdin deve esprimere il suo terzo desiderio, che come promesso è quello di liberare il Genio. Suo malgrado non potrà sposare Jasmine, in quanto la legge proibisce ad un semplice cittadino di sposare una principessa. Così nonostante tutto, il sultano cambia la legge e permette ugualmente il matrimonio fra Aladdin e la bella Jasmine.

I premi di Aladdin il film di animazione

Il film d'animazione ha ottenuto i seguenti riconoscimenti: 1999 Film a "4 stelle" consigliati da Leslie Halliwell. Nel 1993 la migliore colonna sonora Grammy Awards di Alan Menken e migliore canzone per Film. Nel 1992 la migliore colonna sonora Oscar, la miglior canzone Oscar e il miglior sonoro Oscar Academy Awards.

La Walt Disney per il mercato Home Video ha prodotto il seguito del film con "Il ritorno di Jafar" del 1995 e "Aladdin e il re dei ladri" oltre ad una serie di cartoon destinata alla televisiva.

Video trailer di Aladdin

Il Cuore della Trama: Analisi Critica e Motivazioni dei Personaggi

Aladdin non è semplicemente la storia di un ragazzo povero che trova una lampada magica. È, a ben guardare, un racconto sul desiderio umano di essere qualcun altro, sulla paura di non essere abbastanza, e sulla scoperta che il valore autentico risiede in ciò che siamo davvero. E questo, per un film d'animazione del 1992, era un messaggio tutt'altro che scontato.

Partiamo dal protagonista. Aladdin vive ai margini di Agrabah, ruba per sopravvivere, dorme sui tetti con la sua scimmietta Abu. Eppure il suo primo gesto nel film è cedere il pane rubato a due bambini affamati. Ecco, in quella scena apparentemente banale c'è già tutto il suo arco narrativo condensato. Il ragazzo ha un cuore nobile, ma non lo sa. O meglio, non crede che basti. Quando incontra Jasmine travestita da popolana, scatta qualcosa: per la prima volta qualcuno lo guarda senza giudicarlo per la sua condizione sociale. E lui, che cosa fa? Si innamora, certo. Ma soprattutto inizia a desiderare di essere diverso, di essere degno.

Qui entra in gioco il Genio e i famosi tre desideri. Aladdin potrebbe chiedere ricchezze, potere, vendetta contro chi lo ha sempre calpestato. Invece chiede di diventare un principe. Non per ambizione, attenzione. Ma per amore. Vuole essere all'altezza di Jasmine, o almeno di quella che lui crede sia l'altezza richiesta. Il problema è che sta costruendo una relazione su una bugia. E i registi Clements e Musker sono bravissimi a mostrare come questa menzogna lo corroda dall'interno. Il Principe Ali è tutto fumo e niente arrosto: sfarzoso, esagerato, vuoto. Jasmine lo rifiuta proprio perché percepisce quella falsità. È solo quando Aladdin torna a essere se stesso, sul tappeto volante, parlando con sincerità (anche se ancora mascherata), che la principessa si lascia andare.

Ma c'è un momento cruciale che molti dimenticano. Quando Aladdin promette al Genio di usare il terzo desiderio per liberarlo, sembra un gesto generoso. Poi però, quando arriva il momento, esita. Ha paura di perdere tutto: Jasmine, il palazzo, la nuova vita. Quella scena è dolorosamente umana. Chi di noi non ha mai avuto paura di tornare a essere chi era prima di una svolta fortunata? Il film non giudica Aladdin per questa debolezza. Lo mostra semplicemente come un ragazzo impaurito, non ancora maturo. La maturità arriverà dopo, nel finale, quando sceglierà di mantenere la promessa rinunciando alla scorciatoia magica.

E Jasmine? La sua motivazione è speculare. Anche lei vuole essere qualcun altro, ma al contrario: vuole smettere di essere una principessa. È soffocata dalle mura del palazzo, dai pretendenti arroganti, da una legge che la costringe a sposare qualcuno che non ama. La sua fuga nel mercato di Agrabah non è un capriccio da ragazzina viziata. È un grido di libertà. Quando incontra Aladdin, trova qualcuno che non la tratta come un trofeo. E questo cambia tutto.

I Temi Centrali e il Messaggio Sotteso

Il cuore tematico di Aladdin ruota attorno a una domanda semplice ma universale: chi sei tu, veramente? Il film esplora l'identità come costruzione sociale, mostrando come sia Aladdin che Jasmine siano intrappolati in ruoli che non hanno scelto. Lui è il ladro, lei è la principessa. Entrambi vogliono evadere da queste etichette.

C'è poi il tema dell'imprigionamento, che attraversa tutta la narrazione in modo quasi ossessivo. Aladdin è prigioniero della povertà. Jasmine è prigioniera del palazzo. Il Genio è letteralmente incatenato alla lampada. Persino Jafar, in fondo, è prigioniero della sua ambizione smodata. Le gabbie nel film sono ovunque: celle reali, caverne che crollano, clessidre gigantesche. Persino la scena degli uccellini liberati da Jasmine è una metafora visiva quasi sfacciata.

Il messaggio finale è chiaro ma non banale: la libertà autentica non si ottiene cambiando le circostanze esterne, ma accettando chi siamo. Aladdin non vince perché diventa un principe. Vince perché smette di fingere di esserlo.

Stile Visivo, Tono e Atmosfere Uniche

Visivamente, Aladdin è un trionfo di linee sinuose e colori saturi. I disegnatori si ispirarono al lavoro del caricaturista Al Hirschfeld, e si vede: i personaggi hanno forme fluide, quasi calligrafiche, che richiamano l'arte islamica tradizionale. I protagonisti sono disegnati con colori chiari (azzurro, bianco), mentre gli antagonisti vivono in tonalità scure (rosso, nero, viola). Agrabah stessa è un mare di giallo e ocra, neutrale, come uno sfondo teatrale su cui si muovono le forze del bene e del male.

La regia alterna momenti di quiete intimista (la scena sul balcone, il volo sul tappeto) a sequenze frenetiche e quasi slapstick, soprattutto quelle con il Genio. La colonna sonora di Alan Menken è memorabile, con brani come A Whole New World che sono entrati nella storia della musica da film. Ma anche le canzoni più comiche, come Friend Like Me, hanno una complessità orchestrale sorprendente.

Analisi dei Personaggi: Il Cast che ha Fatto la Storia

Il Protagonista: Carattere, Sviluppo e Motivazioni

Aladdin è un personaggio che funziona proprio perché è imperfetto. Non è l'eroe senza macchia. È un ragazzo insicuro, che mente a chi ama, che tradisce una promessa fatta a un amico. Eppure è impossibile non tifare per lui. Il suo arco narrativo è un classico viaggio dell'eroe, ma con una sfumatura psicologica più profonda del solito per un film Disney dell'epoca.

All'inizio del film, Aladdin si definisce attraverso lo sguardo degli altri. È uno straccione, un ladro, un nessuno. Il momento chiave della sua trasformazione non è quando diventa principe, ma quando capisce che quella trasformazione non lo ha reso felice. Il Principe Ali ha tutto ciò che Aladdin desiderava, eppure è più solo di prima. Jasmine lo rifiuta, il Genio lo guarda con delusione, lui stesso non si riconosce più.

La vera crescita avviene quando Aladdin smette di cercare una validazione esterna. Nel finale, potrebbe usare il terzo desiderio per tornare a essere un principe e sposare Jasmine legalmente. Invece sceglie di liberare il Genio. È un atto di altruismo puro, certo. Ma è anche un atto di autoaffermazione. Aladdin sta dicendo al mondo (e a se stesso): non ho bisogno della magia per essere degno di amore. E il Sultano, commosso da questo gesto, cambia la legge. La morale è chiara: l'integrità morale vale più di qualsiasi titolo nobiliare.

I Co-protagonisti: Ruolo e Dinamiche Interpersonali

Il Genio è, senza ombra di dubbio, il personaggio che ha reso Aladdin un fenomeno culturale. Robin Williams portò nella cabina di doppiaggio un'energia caotica, improvvisando battute, imitazioni, riferimenti pop a raffica. Il risultato è un personaggio che sembra vivere in un universo parallelo rispetto agli altri, con le sue trasformazioni continue, le gag meta-testuali, i momenti di surreale follia. Eppure, sotto quella facciata comica, c'è una malinconia profonda. Il Genio è uno schiavo. Ha poteri immensi ma non può usarli per se stesso. La sua amicizia con Aladdin è genuina proprio perché il ragazzo è l'unico che lo tratta come una persona, non come uno strumento.

La scena in cui il Genio confessa il suo desiderio di libertà è toccante nella sua semplicità. Non chiede ricchezze o potere. Vuole solo poter scegliere. E quando Aladdin lo libera nel finale, la gioia del Genio è contagiosa. È uno dei momenti più emotivamente soddisfacenti di tutto il cinema d'animazione.

Jasmine merita un discorso a parte. Nel 1992, era una delle principesse Disney più moderne e indipendenti mai create. Non aspetta di essere salvata. Scappa di casa, si confronta con Jafar, aiuta Aladdin nella battaglia finale. Certo, il film non è perfetto nella sua rappresentazione femminile (la scena in cui Jasmine distrae Jafar con la seduzione è stata criticata), ma per l'epoca era un passo avanti notevole. La sua relazione con Aladdin funziona perché entrambi sono alla ricerca della stessa cosa: autenticità.

Abu e il Tappeto Volante sono comprimari perfetti. Abu è la coscienza impulsiva di Aladdin, quello che fa i guai (è lui a toccare il gioiello nella caverna), ma anche quello che lo salva nei momenti critici. Il Tappeto, pur essendo muto, ha una personalità espressiva sorprendente. I suoi gesti, le sue pose, comunicano emozioni con una chiarezza che molti personaggi parlanti non raggiungono.

Gli Antagonisti: Il Male dietro la Trama

Jafar è uno dei cattivi Disney più iconici, e la ragione è semplice: è uno specchio distorto di Aladdin. Entrambi sono insoddisfatti della loro posizione, entrambi usano la lampada per ottenere ciò che desiderano. Ma mentre Aladdin desidera amore, Jafar desidera potere. E questa differenza è tutto.

La sete di potere di Jafar è la sua forza e la sua debolezza. È intelligente, paziente, manipolatore. Ma è anche accecato dall'ambizione. Quando Aladdin lo provoca nel finale, dicendogli che il Genio sarà sempre più potente di lui, Jafar abbocca immediatamente. Desidera il terzo desiderio per diventare lui stesso un genio, senza rendersi conto che questo lo condannerà a un'eternità di schiavitù. È una fine poeticamente giusta: il tiranno diventa schiavo della sua stessa brama.

Iago è un comprimario comico ma non inutile. La sua trasformazione nei sequel (dove diventa alleato di Aladdin) era già seminata nel primo film: è un opportunista, non un malvagio puro. Segue Jafar per convenienza, non per convinzione.

L'Eredità in Italia e il Commento Finale

L'Impatto Culturale in Italia: Sigle, Censure e Polemiche

In Italia, Aladdin arrivò nelle sale il 3 dicembre 1993, quasi un anno dopo l'uscita americana. Il doppiaggio italiano, curato dalla Royfilm sotto la direzione di Renzo Stacchi, è considerato uno dei migliori della storia Disney nel nostro paese. La scelta di Gigi Proietti per il Genio fu geniale (perdonatemi il gioco di parole): l'attore romano riuscì a ricreare l'energia caotica di Robin Williams adattandola alla sensibilità italiana, con battute e riferimenti culturali nostrani che funzionavano perfettamente.

Il film incassò oltre 30 miliardi di lire al botteghino italiano, piazzandosi secondo solo a Jurassic Park. Una generazione intera crebbe con le canzoni di Aladdin, cantate in italiano con testi adattati da Ermavilo. Il Mondo è Mio (A Whole New World) divenne un classico delle feste di compleanno e delle recite scolastiche.

Le polemiche non mancarono nemmeno da noi. Come negli Stati Uniti, alcuni critici sollevarono dubbi sulla rappresentazione stereotipata del mondo arabo. Altri criticarono il design considerato troppo sensuale di Jasmine. Ma nel complesso, il film fu accolto con entusiasmo dal pubblico italiano, entrando di diritto nel pantheon dei classici Disney più amati.

Il Giudizio di Chi l'ha Visto: Ripercussioni e Critica Finale

A distanza di oltre trent'anni, Aladdin regge magnificamente. Certo, alcune scelte visive e narrative mostrano l'età, e le polemiche sulla rappresentazione culturale sono legittime e meritano attenzione. Ma il cuore del film resta intatto: è una storia di amore, libertà e autenticità raccontata con brio, intelligenza e un senso dell'umorismo che non invecchia.

Robin Williams creò un nuovo paradigma per il doppiaggio d'animazione. Le canzoni di Menken entrarono nella storia. Aladdin e Jasmine divennero icone romantiche. E quella frase, quel diamante allo stato grezzo, divenne una metafora perfetta per chiunque si sia mai sentito sottovalutato dal mondo.

Se non lo avete mai visto, recuperatelo. Se lo avete visto da bambini, riguardatelo da adulti. Scoprirete sfumature che vi erano sfuggite, e probabilmente piangerete in punti diversi.

Sintesi e Link di Approfondimento

Aladdin rappresenta uno dei vertici assoluti del Rinascimento Disney, un film che ha ridefinito cosa potesse essere un lungometraggio d'animazione. Per approfondire i personaggi secondari e il loro sviluppo nei sequel, potete consultare le pagine dedicate al Genio, a Jasmine, a Jafar e alla serie animata di Aladdin.

di Gianluigi Piludu

Tutti i personaggi e le immagini di Aladdin sono copyright © Walt Disney e degli aventi diritto. vengono qui utilizzati a scopi conoscitivi e divulgativi.


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