Tre allegri naviganti / Beany and Cecil – la serie animata del 1962

Tre allegri naviganti / Beany and Cecil – la serie animata del 1962



Tre allegri naviganti, conosciuta anche come Beany and Cecil, è stata una serie televisiva d’animazione creata da Bob Clampett e trasmessa negli Stati Uniti nel 1962. In Italia, la serie è stata trasmessa per la prima volta nei primi anni ’70 dalla Rai e successivamente negli anni ’90 da Italia 1.

La serie racconta le avventure di Beany, un ragazzino con un berretto ad elica, e del suo amico, un serpente di mare chiamato Cecil. Insieme, navigano per gli oceani in compagnia del loro capitano, Capitan Huffenpuff, vivendo avventure sempre ai limiti del surreale e del senza senso. Accompagnati da comprimari e antagonisti, i protagonisti si trovano ad affrontare mostri marini, popolazioni dagli usi bizzarri e curiosi ritrovamenti, che lasciano spettatori, in particolare i più piccoli, divertiti e piacevolmente interdetti.

La serie, ideata da Bob Clampett, ex animatore della Warner Bros., è caratterizzata da una trama originale e da personaggi unici. Tra i comprimari e gli antagonisti, spicca il personaggio di Rocco il Disonesto, un classico “cattivo” baffuto, avido e vestito di nero.

Tre allegri naviganti ha riscosso un grande successo e ha ancora oggi un seguito di fan fedeli. La serie è stata trasmessa in diversi paesi, diventando un classico dei cartoni animati. E nonostante siano passati molti anni dalla sua creazione, la serie continua a essere amata da spettatori di tutte le età.

Scheda tecnica

Titolo Originale: Beany and Cecil

Lingua Originale: Inglese

Paese di Produzione: Stati Uniti

Autore: Bob Clampett

Studio di Produzione: Bob Clampett Productions

Rete Televisiva Originale: ABC

Prima TV negli USA: 6 gennaio – 30 giugno 1962

Numero di Episodi: 26 (serie completa)

Formato dell’Immagine: 4:3

Durata di Ogni Episodio: 30 minuti

Rete di Distribuzione in Italia: Rai

Prima TV in Italia: Primi anni ’70

Numero di Episodi in Italia: 26 (serie completa)

Genere: Commedia

Fonte: wikipedia.com

Lascia un commento