Porky Pig

Porky Pig

Nel vasto pantheon dei personaggi animati, pochi hanno lasciato un’impronta indelebile come Porky Pig, il porcellino balbuziente della Warner Bros, che ha fatto il suo debutto nelle serie Looney Tunes e Merrie Melodies. La sua prima apparizione risale al lontano 1935, ma è stato con il suo ingresso nel mondo dei fumetti nel 1941, con il primo numero della serie “Looney Tunes and Merrie Melodies Comics” pubblicata dalla Dell Publishing negli USA, che Porky ha iniziato a conquistare il cuore di milioni di fan.

Conosciuto in Italia con vari nomi – Sussi, Perlino e, fino agli anni ottanta, Pallino – Porky Pig ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nell’industria dell’animazione. Fu il primo personaggio creato dagli studi Warner a catalizzare l’attenzione del pubblico grazie al suo carisma di “star”, dando vita a cortometraggi che hanno ricevuto ampi consensi dalla critica. Anche quando nuovi personaggi hanno iniziato a emergere, Porky ha mantenuto una popolarità solida, riuscendo a ritagliarsi numerosi ruoli da “uomo qualunque” e da spalla affidabile.

Porky Pig

La balbuzie di Porky Pig è senza dubbio il suo tratto più distintivo, un elemento che lo ha reso immediatamente riconoscibile dal pubblico di tutte le età. Questa caratteristica, lontana dall’essere un semplice tratto comico, ha contribuito a rendere il personaggio più umano e accessibile, dimostrando come anche le imperfezioni possano essere fonte di forza e simpatia.

L’età di Porky Pig ha mostrato una notevole varietà nel corso delle serie: inizialmente presentato come un innocente maialino di sette anni, nei cartoni più recenti è stato frequentemente rappresentato come un adulto, spesso l’elemento razionale e competente della serie. Questa flessibilità nel carattere ha permesso a Porky di adattarsi e rimanere rilevante attraverso decenni di cambiamenti nell’industria dell’animazione.

La sua celebre frase di chiusura, “Th-Th-The, Th-Th-The, Th-Th… That’s all, folks!” (con la caratteristica balbuzie), è diventata un’icona culturale, segnando la fine di innumerevoli avventure animate con una nota indimenticabile. Questo slogan, originariamente utilizzato senza balbuzie da personaggi come Bosko e Buddy, è stato poi adottato da Porky, diventando un marchio di fabbrica delle serie Looney Tunes e Merrie Melodies.

Porky Pig ha segnato la storia dell’animazione non solo come personaggio, ma come simbolo di una era dorata dell’animazione americana, apparendo in 153 cartoni animati. La sua capacità di adattarsi, la sua umanità e il suo inconfondibile modo di esprimersi hanno contribuito a rendere Porky Pig un vero e proprio tesoro culturale, amato da generazioni di spettatori in tutto il mondo. Con il passare degli anni, Porky non ha perso il suo fascino, dimostrando che alcuni personaggi, proprio come le vere stelle, non tramontano mai.

Le caratteristiche di Porky Pig

La trasformazione di Porky Pig da un personaggio secondario in un’icona animata è una testimonianza dell’evoluzione della narrazione e del design dei personaggi nel mondo dei cartoni animati. All’inizio della sua carriera, Porky Pig si distingueva per il suo aspetto paffuto e la sua natura infantile, riflettendo l’estetica dei “Piccoli artisti” e ricordando il bambino Spanky delle serie “Simpatiche canaglie“. Questa incarnazione iniziale rifletteva un approccio comune nella rappresentazione dei personaggi minori dell’epoca, offrendo comicità attraverso tratti fisici esagerati e situazioni divertenti.

Tuttavia, il genio creativo degli animatori della Warner Bros, come Bob Clampett, ha visto un potenziale inaspettato in Porky, portando a una revisione radicale del personaggio. La decisione di “mettere a dieta” Porky e trasformarlo in un personaggio più snello e attraente non è stata solo una mossa estetica; ha segnato un punto di svolta nella sua evoluzione, consentendogli di assumere ruoli più centrali e relatabili. Questo cambiamento ha coinciso con una comprensione più profonda della personalità e del ruolo di Porky all’interno dell’universo dei Looney Tunes, spostandosi da variazioni inconsistenti a una caratterizzazione più stabile e definita.

Clampett, in particolare, ha avuto un ruolo cruciale nel ridefinire Porky, consolidando il suo status di giovane adulto e affinando le sue caratteristiche distintive, come la minore balbuzie e un’intelligenza più marcata. Questi aggiustamenti hanno trasformato Porky da un semplice personaggio comico a un “viaggiatore innocente,” capace di esplorare e reagire al mondo stravagante dei Looney Tunes con un misto di meraviglia e ingenuità. Questo approccio ha reso Porky un veicolo perfetto per storie avventurose e surreali, come dimostrato dal suo ruolo in “Porky in Wackyland,” un cortometraggio che esplora temi e scenari assurdi.

La resilienza di Porky nel panorama animato è stata ulteriormente dimostrata dalla sua capacità di adattarsi a vari ruoli, dal personaggio principale a spalla di altri personaggi più eccentrici, come Daffy Duck. La sua interazione con Daffy, in particolare, ha evidenziato la dinamica tra il “ragazzo per bene” e il “personaggio bizzarro,” arricchendo le narrative e offrendo spunti comici senza tempo. Anche l’associazione di Porky con altri personaggi, come Silvestro, ha sottolineato la sua versatilità narrativa, collocandolo in scenari che spaziano dall’umorismo slapstick a parodie di film e televisione.

La presenza costante di Porky nel corso dei decenni riflette non solo il suo appello universale ma anche l’abilità degli animatori e sceneggiatori di mantenere il personaggio rilevante e amato dal pubblico. Che si tratti di cortometraggi classici, apparizioni in film come “Chi ha incastrato Roger Rabbit” e “Space Jam,” o serie televisive come “Duck Dodgers” e “The Looney Tunes Show,” Porky Pig rimane un pilastro della cultura pop, celebrato tanto per la sua storica balbuzie quanto per il suo cuore d’oro.

La longevità e la popolarità di Porky Pig dimostrano come i personaggi animati possano evolversi e adattarsi attraverso generazioni, mantenendo il loro fascino e rilevanza. La storia di Porky, da personaggio marginale a icona amata, è un tributo alla creatività senza tempo dei suoi creatori e alla sua capacità di connettersi con il pubblico su un livello personale e emotivo, dimostrando che, nel mondo dei Looney Tunes, l’unicità e la resilienza possono trasformare anche il più umile dei personaggi in una leggenda.

Gianluigi Piludu

Autore di articoli, illustratore e grafico del sito www.cartonionline.com

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